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Accademia Pavese: ecco la veste della Scuola Calcio, divisa tra i nuovi progetti e la voglia di ricominciare

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Una realtà ormai divenuta Élite, con il sostegno anche della società dell’ Inter - di cui costituisce uno dei quattordici centri di formazione presente in tutta Italia - l'Accademia Pavese è molto attenta a dividere i vari ambiti ed i vari compiti svolti dallo staff: sono presenti, infatti, differenti figure che sono legate ad ogni categoria presente. Il Direttore Generale Gianluca Gaudio, assieme al suo lavoro svolto a stretto contatto con il coordinatore Emanuel Rossi, Direttore Tecnico del Centro di Formazione Inter, ha portato grandi innovazioni anche nella Scuola Calcio. Gaudio è una figura importante in Accademia Pavese. Cercando di far comprendere quale sia la filosofia di una società così importante, il Direttore Generale racconta: « A livello tecnico seguiamo gli insegnamenti impartiti dall'Inter, ma per noi viene prima l’educazione del giocatore e cerchiamo anche di insegnare il valore dello sport e quello del comportamento, grazie anche al lavoro costante svolto dal Presidente, che è con noi dal 1990, Ezio Panigati. Egli tratta la società ed i ragazzi che sono iscritti da noi come parte integrante della sua famiglia. Insomma, l’aspetto tecnico è in tutto e per tutto seguito da ciò che ci insegna l’Inter, ma ricreato in un ambiente quanto più simile a quello famigliare, in cui conta molto anche il valore umano». Quindi i bambini non sono dei numeri, ma sono parte integrante di questo grande gruppo unito, che ama stare insieme e che tiene molto ai bisogni e alle particolarità di ogni atleta. Uno degli obiettivi perseguiti è che il giovane rimanga legato alla società per tutta la propria carriera, crescendo insieme e dentro di essa, condividendone i valori sportivi e sentendosi parte di questa famiglia. « Non ci interessa avere un riciclo di giocatori, ma ci importa che dalla categoria dei Pulcini, arrivino alla prima squadra. Ovviamente anche la parte tecnica è importante: i bambini sono selezionati, ma una volta entrati da noi devono rimanere sempre in società, questo è il nostro pensiero», continua Gaudio «il fatto di avere l'Inter e potersi confrontare con i loro tecnici in maniera costante è un privilegio che offriamo ai nostri iscritti, di cui ci occupiamo anche dal lato puramente umano», commenta Gaudio. Per quel che riguarda gli eventi, l’idea della società è di dare la possibilità ai ragazzi di giocare il più possibile: infatti vengono organizzate partite anche la domenica, oltre a quella classica del sabato. Inoltre, vengono ospitati tornei in maniera continua, anche più volte a settimana, soprattutto durante la bella stagione: «Non è solo il singolo impegno del sabato, ma farli confrontare con le altre squadre e soprattutto con la rete di formazione Inter: ci capita spesso, infatti, di giocare con gli altri Centri di Formazione lombardi o di altre regioni». Per ciò che concerne, invece, l’incontro con delle squadre straniere, il Direttore Generale Gaudio racconta: «Abbiamo partecipato anche ad un Torneo Internazionale che si svolge in Sardegna, il Sardinia Talent Trophy, dove c’erano parecchie squadre professionistiche. È stata un’esperienza che non tutti possono dire di aver vissuto. Siamo orgogliosi di aver potuto offrire queste opportunità ai nostri giocatori». Per quanto riguarda il fatto di quanto sia importante il risultato in partita nelle categorie della pre-agonistica, Gaudio afferma: «Per i piccoli, parlare di risultato ha davvero poca importanza perché deve essere più che altro uno stimolo. Alla fine, nel settore giovanile il vincere in partita deve essere un modo per far si che loro si impegnino sempre di più, ma il nostro obiettivo è che rimangano con noi in società dall'età in cui frequentano l'asilo, fino all'università. Il risultato è una componente del gioco del calcio in questi livelli, ma non la cosa fondamentale». Infine, uno sguardo al futuro: «Essendo diventati una Scuola Calcio Élite abbiamo molti progetti. Vorremmo aiutare i bambini anche sul lato scolastico, ad esempio mettendo a disposizione uno spazio dove possano fare i compiti, ma per ora è tutto bloccato. Logicamente vorremmo svilupparli il prima possibile, appena tutto tornerà alla normalità». 
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