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Casatese: Paolo Galbiati racconta la Scuola Calcio biancorossa, una realtà coi fiocchi che non ti lascia mai solo

casatese paolo galbiati

I ragazzini del 2012 che, felici e spensierati, giocano sul campo di Via della Cappelletta a Rogoredo, sono il miglior benvenuto possibile per fare due chiacchiere con il Responsabile della Scuola Calcio della Casatese, Paolo Galbiati. Non era scontato, infatti, tornare a vedere il pallone rotolare per i piccoli biancorossi, che, in zona rossa, non hanno naturalmente potuto correre sul rettangolo verde. «Con il ritorno agli allenamenti, allontaniamo la tristezza dalle facce dei nostri ragazzi che, in tempi di Covid, spesso sono stati costretti a stare in casa», esordisce Galbiati.

Il fatto che l’attività agonistica non sia andata avanti, o lo abbia fatto ad intermittenza, non significa però che la società abbia lasciato soli i piccoli atleti, anzi: «Durante questi mesi siamo sempre rimasti in contatto con i ragazzi di tutte le annate, organizzando call settimanali dove non solo tornavamo a vederci e a parlarci, ma proponevamo anche giochi, filmati, pillole educative. I bambini stessi, poi, ci mostravano i piccoli allenamenti individuali che riuscivano a fare». La vicinanza ed il supporto contraddistinguono dunque questa Scuola Calcio, ma non si tratta solo di una mera presenza, ci sono anche qualità e contenuti: «I nostri allenatori sono tutti laureati in Scienze Motorie e non solo danno un’impronta tecnica al loro lavoro, ma anche tecnologica e psicologica, che in questi mesi è molto importante».

Sotto questo aspetto ricordiamo che la società, già prima della pandemia in corso, aveva attivo un istituto pedagogico (Gabriele Galbiati il responsabile) che svolgeva (e svolge dunque tuttora) un utilissimo lavoro di supporto nelle dinamiche educative e relazionali tra i ragazzi e genitori, anch’essi molto presenti e attenti al sociale (c’è una squadra di calcetto composta da genitori di ragazzi di tutte le età che gioca per divertimento e beneficenza). È dunque una struttura consolidata e completa, quella che la Scuola Calcio biancorossa offre ai suoi ragazzi, probabilmente migliore e più evoluta rispetto a quelle di una ventina di anni fa. Galbiati conferma: «Indubbiamente nell’educare ai primi calci, c’è oggi - non solo nella Casatese - un’impronta più professionale rispetto al passato. Il fatto che richiediamo il titolo di studio della Laurea ai nostri tecnici ne è una conferma, ma anche dal punto di vista della formazione (webinar continui) e della collaborazione con società di alto profilo (il Monza in questo caso) il salto in avanti è netto».

Tutto questo però senza dimenticare la prima immagine che abbiamo citato nell’articolo, ovvero l’istantanea dei ragazzi felici mentre giocano: “Il divertimento è una cosa seria” è un motto forse abusato, dice Galbiati, ma sempre valido e significativo. Nell’attesa di vedere, nel prossimo futuro, qualche partita, i ragazzi, in zona arancione, si alleneranno individualmente, all’interno di gruppetti da dieci, sempre seguiti dagli allenatori, Giacomo Citterio, Matteo Viganò, Andrea Chieppa, Simone Ciboldi. «Ringrazio loro, il Direttore Tecnico Simone Aldeni, la dirigenza e la società. La Casatese per la Scuola Calcio sta facendo, davvero, tanti sforzi in questi anni». Un grande e folto gruppo, al passo coi tempi e sempre attento al sociale. La Scuola Calcio della Casatese non si è mai fermata ed è pronta a ripartire più forte di prima, sempre al massimo, sempre con i primari grandi obiettivi: il divertimento, l’educazione e la formazione dei propri ragazzi con la possibilità concreta che qualcuno di loro (come già accaduto recentemente) possa, senza essere caricato di responsabilità, essere notato e tesserato da qualche società di alto livello.

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