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Cinisellese Pulcini 2010, Andrea Lavrati: «L'amicizia è fondamentale per una squadra, insegna a non essere egoisti»

cinisellese pulcini 2010
Andrea Lavrati allena l’annata dei Pulcini 2010 della Cinisellese insieme a Saverio Napolitano. Quando due anni fa ha deciso di trasferirsi in società, ha preso sotto la propria ala una squadra di bambini che per metà conosceva già: provenendo dalla Rondinella, infatti, Lavrati ha portato con sé anche il figlio, che di conseguenza è stato seguito da altri compagni di squadra, creando così un gruppo che oggi conta metà dei giocatori che già lo stesso allenatore conosce da alcuni anni, e che considera come dei figli, e per metà da atleti conosciuti dopo l'inizio della collaborazione con la Cinisellese. Come sostiene lo stesso Lavrati, questo non ha causato alcun problema al gruppo: «Si sono integrati tutti fin da subito, aiutati anche dal fatto che c'era già dell'amicizia tra i ragazzi che si conoscevano. Questo ha fatto sì che anche tutti gli altri si amalgamassero e che si creasse un gruppo unito». Successivamente, l'istruttore inizia a raccontare come egli stesso si è avvicinato al mondo del calcio: «Ho imparato a giocare a calcio con i miei amici, senza entrare in una vera società. Successivamente, mi sono diviso tra la Rondinella e la Pro Sesto, due società di Sesto San Giovanni, città in cui vivevo. Ho sempre giocato a calcio, comunque, perché è sempre stata la mia passione».  Da quando allena, ama condividere il suo tempo con i suoi atleti: quello del tecnico è un ruolo che prende molto seriamente. In questi due anni, poi, ha avuto anche modo di vedere in azione la sua squadra ed a sperimentare il suo nuovo gruppo: «Sono molto uniti e bravi. Anche se quest'anno, poi, abbiamo fatto poco, ci siamo sempre allenati, tenendo sempre l'asticella alta. Nonostante le tante difficoltà, siamo riusciti comunque a tenere alta la concentrazione e l'attenzione dei nostri bimbi. È stato bello perché abbiamo avuto un ottimo riscontro anche dalle famiglie». Come molte società, infatti, anche nei momenti in cui non era possibile fare allenamenti in presenza, i tecnici si sono organizzati per stare vicini alla propria squadra, seguendoli da remoto. Inoltre, essendo la Cinisellese una Scuola Calcio Milan, Lavrati stesso continua a seguire i corsi che il club rossonero organizza. L'altra figura importante del gruppo è Saverio Napolitano che, come già anticipato, segue l'annata 2010 insieme a Lavrati. A tal proposito, il tecnico racconta: «Siamo entrambi sullo stesso livello, non c'è un allenatore più importante dell'altro. La cosa bella è che ci si aiuta, così dove non ci arriva uno, subentra l'altro. Quanto è importante la collaborazione tra di noi? Direi fondamentale per far sì che la squadra faccia passi avanti. I bambini lo sanno: devono rispettare entrambi». I due allenatori hanno portato con loro i rispettivi valori cercando di impartirli ai loro atleti: uno su tutti è che il gruppo viene prima di tutto il resto, qualità che la Cinisellese condivide appieno. Ma non solo. C'è anche un altro aspetto importante da insegnare - lo stesso che Lavrati porta avanti già dalle sue prime esperienze in campo come allenatore della Scuola Calcio - ed è quello dell' amicizia: «Se c'è amicizia - racconta - c'è il gruppo. Questo permette anche ai bambini di non diventare egoisti: devono rimanere coesi ed uniti. Nella nostra squadra si respira un clima positivo: siamo tutti amici, sia tra genitori, che tra bambini, e di conseguenza le cose funzionano di più».    A proposito del rapporto tra lo staff, oltre agli allenatori, anche altre figure sono a stretto contatto con gli atleti: «Noi abbiamo Sergio Busnati, che è una figura fondamentale per noi e per i ragazzi. Ci aiuta a tenere coeso il gruppo: siamo tutti e tre papà, ma siamo anche papà di tutti. Noi riusciamo a discernere quello che è l’ambito familiare e privato da quello calcistico, dove ci sentiamo una famiglia. Sergio, anche dal lato umano, ci ha davvero aiutato». In merito ad eventi organizzati, l’istruttore cita il campus estivo che sono riusciti ad organizzare anche la scorsa estate: «Ha avuto una così risonanza che, purtroppo, raggiunto il limite di numero possibile di iscritti, per via della pandemia, abbiamo pure dovuto rifiutare alcuni ragazzi. È stata un’esperienza bellissima: una cosa riuscita che ha coinvolto tutte le annate, dai 2007 ai 2015». I tornei si spera ricomincino al più presto, anche perché la filosofia societaria è di creare più momenti possibili per fare giocare i ragazzi. Infine, Lavrati non ha nascosto come il fatto di essere un papà lo abbia aiutato molto nel trattare con i suoi giocatori e di come abbia trasmesso anche a suo figlio la passione per questo sport: «Mio figlio e quello di Saverio Napolitano, l'altro tecnico, sono amici e spero che questo rapporto fortifichi anche quello che vivono sul campo. Ripeto: il gruppo viene prima di tutto».
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