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Football Milan Ladies: senza un centro sportivo, la prossima stagione è a rischio

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Le Football Milan Ladies cercano una nuova casa. Inaspettata la decisione del Comune di Milano, che ha assegnato il centro sportivo di via Ciclamini 18, con una superficie di oltre 8 mila mq, alla Golarsa Tennis Academy che vi realizzerà campi da paddle. La vicenda è annosa, e risale ormai al 2019, quando il precedente concessionario, Atletico Milano, si era reso non in grado di pagare il mutuo per il canone dell’impianto. A fine di quell’anno, pertanto, era stato annunciato un nuovo bando al quale si erano presentate quattro società, tra cui appunto le Milan Ladies. Il Covid aveva rallentato il processo, tanto da creare un buco temporale e gestionale tra la scadenza della precedente concessione e la nomina del nuovo gestore. Nel 2020, per garantire la continuità del servizio sportivo, il Comune aveva quindi pubblicato il bando per l'affidamento temporaneo, vinto da ARCA Asd, che successivamente aveva rinunciato alla concessione. A quel punto, nonostante l’allora possibilità di allenamenti in forma individuale, il Municipio 6 e il Comune non avevano dato risposta, con la conseguente chiusura del centro da ottobre 2020. Solo a marzo 2021 è arrivata la determina del bando finale, con l’aggiudicazione all’Accademia Tennis Golarsa per la «miglior proposta tecnica e di utilizzo, oltre che la miglior offerta economica». Il loro progetto, che vedrà svolte attività esclusivamente nell’ambito tennistico e del gioco del paddle, stride però con quanto annunciato dall’assessora allo sport Roberta Guaineri all’inizio della gara: «L’impianto di via Ciclamini è diventato un punto di riferimento per i giovani, costituendo un punto di aggregazione in un ambiente protetto e sicuro». Ebbene, a fare le spese di questo stravolgimento della natura dell’impianto sportivo, e della sua attuale funzione sul territorio, sono state le numerose società sportive che vi si appoggiavano. Nel centro di via Ciclamini, il primo a Milano dedicato al calcio femminile, trovavano infatti casa diverse realtà (tra cui Football Milan Ladies, Lacrosse Milano Baggataway, Le Sirene Football Americano, AM Dragons, GS Nabor, GS Rosario, ASD Aspis, Iris Baggio, Comunità Giambellino, etc.) che utilizzavano le strutture per allenamenti e gare. Ma non solo; trovavano spazio per le loro attività anche le scuole e parrocchie della zona, società culturali, comunità e altra utenza. Insomma, un luogo dove il calcio era sì lo sport principale, ma che svolgeva soprattutto un'importante funzione culturale verso la parità di genere. «Ci ha in primo luogo lasciato perplessi la decisione di predisporre un bando per il centro sportivo senza l’indicazione di mantenere un indirizzo preciso di continuità con l’attività sportiva preesistente» esclama con forza il presidente delle Milan Ladies Marco Pennati. La sua società, dal 2013, rappresenta uno dei riferimenti del calcio femminile della metropoli, tanto che fino alla stagione 2018-2019 ha avuto la sua prima squadra iscritta al campionato di serie. Lo sport femminile, afferma Pennati, fatica a trovare spazi e situazioni ampiamente soggiogati dallo sport maschile, in un contesto generale non facile per lo sviluppo dello sport di base, specialmente quello femminile. «Abbiamo partecipato al bando per dare e garantire la continuità di quanto è stato fatto in questi ultimi anni. Oltre alle attività istituzionali, infatti, siamo anche impegnati ad organizzare eventi e manifestazioni locali, regionali e internazionali» continua Pennati. « Al momento stiamo un po’ girando, allenandoci prima nei parchi e poi in altre strutture che altre società ci stanno mettendo a disposizione, come la Triestina di via Fleming»; ovviamente con tutte le evidenti criticità economiche e logistiche che «soprattutto per le famiglie delle ragazzine più piccole non sono facili da gestire». La preoccupazione più grande, comunque, rimane la ricerca di una sistemazione stabile per il 2021-2022, essenziale affinchè la stagione non salti. «Vogliamo realizzare un programma ben strutturato, ma dobbiamo trovare un campo, al limite anche andando in affitto. Non abbiamo molto tempo, e in assenza di garanzie sul campo di gioco e sugli orari degli allenamenti, il rischio è che le ragazze o le loro famiglie scelgano di andare altrove». Il presidente però non si arrende, e ha pensato bene di attenzionare tutti, dai vertici del mondo del calcio ai propri tesserati, al proprio staff e alle proprie atlete: « Il 25 febbraio abbiamo incontrato il presidente CRL LND Carlo Tavecchio e il responsabile del settore calcio femminile Luciano Gandini. Entrambi ci hanno promesso un loro intervento con l’amministrazione comunale. Siamo in attesa di risposte». Di grande impatto anche il flash mob organizzato dalle Milan Ladies il 24 aprile: «Avrebbe potuto essere l’occasione per le istituzioni di intervenire, ma non si è presentato nessuno. I cittadini e gli atleti, che vengono più toccati da questa situazione, meritano delle spiegazioni».
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