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PSG: Arriva il giovane Antonino Lopreiato

Antonino Lopreiato

Antonino Lopreiato

Per 3 volte Antonino “Tony” Lopreiato, classe ’94, ha incrociato sulla sua strada Stefano Guidoni, Dt del PSG. Un segno del destino, lo stesso che ora lo vedrà tecnico dei collinari, probabilmente nella Scuola Calcio. «Come tutti i bambini, mi sono avvicinato a questo mondo da piccolo, a 5 anni nel Moncalieri, allora in Serie C. Poi 2 anni al Don Bosco, 2 alla Juve e il biennio Esordienti a Beinasco». Da allora in poi Antonino, portiere, passa alle prof nei Settori giovanili di Toro e Alessandria; in Prima Squadra passa dalla Serie D con il Derthona, all’Eccellenza con la Valenzana Mado, passando per Denso, Salsasio e Trofarello prima di arrivare al Lenci Poirino. Non c’è una categoria che Lopreiato non abbia giocato, dalla Terza alla D. Un percorso lungo, che si intreccia con quello di Guidoni: «L’ho incontrato la prima volta da avversario, io ero all’Alessandria e lui tecnico alla Juve; poi sono stato fortunato ad averlo come allenatore in D al Derthona, infine l’ho ritrovato come insegnante al corso Uefa C». Ora il PSG punta su di lui: «Quando è nata la possibilità di allenare con Guidoni ci ho riflettuto davvero poco, lui è la mia spalla e può dare un’impronta decisiva alla mia carriera. Voglio iniziare a entrare nella realtà del PSG, credo di partire dalla Scuola Calcio, cercherò di rubare il più possibile da lui. Si può dire che ho un debole per Guidoni (ride, ndr)». I primi passi da tecnico Tony li ha mossi proprio al Lenci, guidando gli Esordienti 2007 due anni fa: «Mi sono trovato benissimo, gruppo valido a livello qualitativo e umano. Per lavoro non sono riuscito a seguirli per il terzo anno, in cui mi sono dedicato ai portieri». Da lì ha capito che allenare era la sua strada: «Mi appassiona più di ogni altra cosa seguire una squadra, penso comunque di continuare a dedicarmi anche ai portieri. Voglio investire su me stesso, ho ricominciato a studiare e mi sono iscritto al SUISM. Quando ho iniziato ad allenare volevo dare l’impronta del mister severo, quello che ho avuto io nel professionismo; poi ho capito che ho bisogno di un rapporto più stretto con i ragazzi, voglio essere più un amico che un tecnico, tengo tantissimo alla loro crescita umana». Allenatore a cui ispirarsi? Max Allegri: «Mi sono innamorato del modo in cui gestisce i momenti e i giocatori, un aspetto che voglio trasmettere ai miei ragazzi».
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