Cerca

Chi scrive i protocolli non conosce i dilettanti: pubblico solo in tribuna. Ok all'utilizzo degli spogliatoi e docce

pubblico
Impianti sportivi riaperti al pubblico dallo scorso primo giugno ma, nel protocollo della Federcalcio e nelle disposizioni governative, sembrano essersi dimenticati dei tornei degli impianti senza le tribune. E in questo periodo, con la ripresa dell’Attività di Base, sono proprio gli impianti sprovvisti di tribuna quelli che ospitano più eventi o competizioni. La mancanza, purtroppo, c’è e servirà sicuramente un chiarimento o la “solita” interpretazione per dirimere la questione. Perché se nel protocollo dello scorso 10 agosto, per l’accesso del pubblico (sempre massimo 1000 unità all’aperto come adesso) si parlava di capienza complessiva, nel protocollo pubblicato il 31 maggio si parla di «capienza della tribuna». Questione tutt’altro che irrilevante, perché nel primo caso - come era stato specificato poi dai rappresentanti federali - era sufficiente calcolare il 25% della capienza complessiva che comprende sia le tribune che gli spazi all’aperto all’interno dell’impianto. Quindi anche per un campo sprovvisto di tribuna erano consentiti gli accessi del pubblico nella misura di un quarto. Nel protocollo in vigore dal 31 maggio, invece, si parla solo di «capienza di posti a sedere», pertanto molte società sprovviste di tribuna sono impossibilitate a far accedere il pubblico. A far fede, infatti, è il Decreto Legge numero 52 del 22 aprile 2021 che, al punto 5, disciplina l’intera questione, obbligando le società a tenere traccia degli accessi e conservare i dati per il tempo massimo stabilito di 14 giorni. A rimetterci, con questo protocollo, sono principalmente le società che organizzano i tornei di Esordienti e Pulcini su più campi: in molte strutture, infatti, la tribuna è presente solo per il campo principale a 11, mentre per quelli con misure ridotte (7 o 5) non c’è. Dalle società stanno arrivando, immancabili, le rimostranze verso chi scrive i protocolli senza conoscere il calcio di base e non è da escludere che a breve possa arrivare un chiarimento dei Comitati Regionali. La nota positiva dell’ultimo protocollo è il mancato obbligo delle autocertificazioni per il pubblico, cosa che consente alle società di recuperare tempo nelle fasi preliminari di accesso: basterà tenere i nominativi di coloro che sono stati presenti alla struttura e rilevare la temperatura corporea. Valgono le disposizioni della Coppa Italia di Reggio Emilia di metà maggio anche se nel protocollo non è menzionato l’iter per i soggetto del pubblico che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino. Un aspetto fuori dal protocollo è quello dell’utilizzo delle docce negli spogliatoi: il Ministero della Salute, con la circolare dello scorso primo giugno, ha autorizzato l’utilizzo delle docce e degli spogliatoi per gli atleti. Non si parla di limitazioni e di “capienza ridotta”, con le società in zona gialla e zona bianca chiamate a far rispettare le distanze di sicurezza nello spogliatoio.
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400