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Intervista

Nereo Omero, i suoi 5 anni all'Alessandria e la nuova avventura a Malta: Non potevo desiderare di più

L'ormai ex responsabile del settore giovanile dei Grigi lascia un'eredità importante prima di approdare a Malta nelle vesti di direttore sportivo del Floriana

Nereo Omero, i suoi 5 anni all'Alessandria e la nuova avventura a Malta: Non potevo desiderare di più

Cinque anni ad Alessandria con un continuo miglioramento sia personale che societario. Nereo Omero lascia un'eredità importante in Piemonte prima di approdare a Malta nelle vesti di direttore sportivo del Floriana. Tanti i momenti che hanno caratterizzato il suo percorso: «Non esistono momenti "unici" estrapolabili da un contesto sfidante e di crescita durato 5 anni. Anche le situazioni più difficili affrontate sono state propedeutiche ai momenti di maggiore gioia e consapevolezza. Se mi sforzassi a fare una scelta mi perderei veramente la bellezza del viaggio e il significato vero di quello che abbiamo fatto. Era la mia prima esperienza di totale responsabilità verso diverse decine di colleghi e collaboratori - spiega Omero - verso un budget assegnatomi, verso un progetto tecnico che avrebbe dovuto accompagnare il cambiamento del volto di un intero Club. Se dicessi di non aver avuto paura verso le responsabilità e non ammettessi che i primi risultati mediocri siano stati ostacoli duri da affrontare, mentirei. Ma proprio perché ricordo e riconosco le difficoltà e le sconfitte so quanto di buono è stato fatto. Quanto quello che abbiamo costruito sia solido, coerente e coraggioso».

Come detto in precedenza, l'ormai ex responsabile del settore giovanile grigio ha avuto modo di migliorare e migliorarsi a più riprese: «Il responsabile di un settore giovanile professionista, una volta che la parte organizzativa è strutturata e autosufficiente e una volta che ha dato chiari imput alla parte tecnica ha il compito di stare a supporto. Non organizza le trasferte, non allena i ragazzi, non lava le maglie, non tessera fisicamente 250 giocatori e nemmeno va a vedere su tutti i campi regionali 8000 giovani calciatori in una stagione. Diventa un supporto. Essere un supporto significa avere l'imperativo di dare. Dare agli altri ascolto, consigli, domande, visione, responsabilità, comprensione, sguardi cattivi. E' un continuo dare e questo è molto provante emotivamente. Si arriva a casa svuotati certe sere. Io ho imparato moltissimo, sono totalmente un altro dirigente rispetto a 5 anni fa, dentro e fuori dal campo. Il merito è esclusivamente di tutte le persone incontrate nel cammino e in piccola parte alla mia naturale passione ad osservare».

Alessandria è ormai una formazione con un'identità ben definita, uno degli obiettivi primari in questo quinquennio: «Si è lavorato incessantemente dal primo giorno del mio insediamento e sono certo si continuerà a farlo. Distinguerci non era l'obiettivo, l'obiettivo era essere noi stessi. Ritrovare quello che l'Alessandria è stata, una delle "Università del football italiano", e portarlo ai giorni nostri in modo moderno, formativo e sfidante. Ora siamo coraggiosi e consapevoli di quello che facciamo e perché lo facciamo. Come deve essere chiunque voglia giocare da protagonista nel calcio dei grandi».

Da Podda e Speranza sino Poppa, sono tanti i ragazzi di talento usciti dall'Alessandria nel recente passato: «Lorenzo, Mattia e Nicolò, ma come tanti altri giovani grigi, incarnano meravigliosamente cosa significa avere passione per il gioco del calcio, doti naturali indiscusse e tre storie particolari che li legano all'Alessandria. Lorenzo è grigio da moltissime stagioni, da prima che io arrivassi, ha tutti i pregi e qualche difetto dell'Alessandrino vero e vive il Club come fosse la sua casa. Mattia e Nicolò hanno scelto di diventari grigi lasciando Club più prestigiosi o comunque maggiormente strutturati perchè hanno sentito un richiamo. Hanno capito che all'Alessandria avrebbero avuto il giusto accompagnamento e le giuste opportunità di crescita. Questa riconoscenza e questa capacità di avere priorità è la cosa che più di tutto mi ha colpito in tanti nostri giovani ragazzi e nelle loro famiglie. Sono convito che queste qualità nel percorso di settore giovanile valgano più di qualsiasi gol all'incrocio che potranno mai fare».

Nereo Omero al suo arrivo a Malta accolto dal presidente del Floriana, Johann Said

Ora il futuro: «Era da un paio di stagioni che stavo "studiando" da direttore sportivo. Non è tanto il ruolo o la sua importanza ad avermi affascinato ma la possibilità in quel ruolo di poter accompagnare la crescita del calciatore oltre i 17/18 anni. Questo è la mia unica necessità al momento. Il Floriana mi ha dato questa possibilità dandomi l'opportunità di lavorare su tutte le aree del Club per strutturarlo in maniera moderna, sostenibile e vincente da tutti i punti di vista. Non è stato semplice salutare Alessandria. Ma con la promozione in B si è chiuso in maniera meravigliosa il cerchio. Non potevo desiderare di più».

Non manca la chiusura dedicata alla sua Alessandria: «E' fuori discussione che la serie B darà una notevole opportunità di crescita a tutto il Club, il settore giovanile non farà accezione. Sono certo che la proprietà e la dirigenza daranno la giusta spinta a far rimanere l'Alessandria competitiva, formativa e divertente anche nei campionati giovanili di categoria superiore. Il tecnico Longo ha grande esperienza con i giovani e quindi sa di quale tipo di accompagnamento hanno bisogno per crescere e sviluppare competenze per il calcio dei grandi. Questo sempre al netto delle richieste programmatiche del Club ovviamente. l'augurio a tutti Grigi di continuare ad avere la forza e il coraggio di essere loro stessi».

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