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Under 19 provinciale, gli sviluppi sul caos fuoriquota: "questione 2002", bloccati i contro-ricorsi dopo l'intervento del Giudice Sportivo di Lodi

Dopo le (folli) interpretazioni a Monza, Bergamo e non solo, i nodi stanno per venire al pettine: la Corte d'Appello Territoriale passa la palla alla LND

Under 19 provinciale

Forse ci siamo. Dopo l'ingresso "a gamba tesa" del Giudice Sportivo di Lodi, la questione relativa al numero di fuoriquota impiegabili nell'Under 19 Provinciale sta per risolversi, almeno si spera. Sull'ultimo Comunicato Ufficiale del Comitato Regionale Lombardia, infatti, i contro-ricorsi del Fontanella (Bergamo) e dell'Union Oratori Castellanza (Legnano) sono stati bloccati: «La Corte Sportiva d’Appello Territoriale si riserva di decidere il presente giudizio non appena la LND ed i suoi organi competenti si saranno pronunciati sull’interpretazione autentica della norma in questione». Un piccolo passo avanti di una questione che andava comunque risolta prima, e non certo a novembre inoltrato: ma tant'è.

Di cosa stiamo parlando. Il nocciolo della questione riguarda l'impiego dei fuoriquota classe 2002 nel campionato provinciale. Il regolamento infatti parla di «8 fuoriquota impiegabili: massimo 6 nati dal 2002 in poi e massimo 2 nati dal 2001 in poi», e le società - interpretando giustamente la norma - hanno schierato in alcune partite anche 8 classe 2002, considerandone appunto sei "nati dal 2002 in poi" e altri due "nati dal 2001 in poi". Ineccepibile e scontato per tutti, ma non per alcuni Giudici Sportivi che, a metà ottobre, hanno fatto scoppiare la bomba dando partita persa a tavolino a chi ha schierato più di sei 2002. Succede a Bergamo - al Fontanella appunto - ma succede anche a Monza ("vittime" l'Aurora Desio e la Virtus Inzago) e a Legnano, dove l'Union Oratori Castellanza viene punita vedendosi assegnare la sconfitta per 3-0 contro il Calcio San Giorgio.

Apriti cielo. Le proteste infiammano telefoni e web, con l'Aurora Desio che pubblica un lungo post di protesta tirando in mezzo, a ragione, la chiarezza della lingua italiana. «Un classe 2002 è nato dal 2001 in poi» è l'appunto delle società punite con la sconfitta a tavolino, ma non solo. Nel bresciano la Mario Rigamonti manda una segnalazione ufficiale chiedendo un chiarimento, mentre il delegato Stefano Facchi spiegava a Calciobresciano.it che la regola era stata scritta come l'hanno interpretata le società ma che non poteva fare nulla riguardo la lettura data dal Giudice Sportivo. L'ennesima conferma arriva sulle nostre colonne con la dichiarazione di Sergio Pedrazzini del CRL: «Leggendo la norma, sembrerebbe che vada bene anche schierare otto ragazzi classe 2002. Tuttavia, rispettiamo l’autonomia della giustizia sportiva. Le società hanno la possibilità di far ricorso, se lo ritengono necessario possono farlo». E Fontanella e Union Oratori Castellanza sono andate avanti facendo ricorso alla Corte d'Appello Territoriale.

La svolta. Arriva grazie al Giudice Sportivo Territoriale di Lodi che scende in campo respingendo il ricorso della Virtus Maleo per la partita contro l'Oriese. Formalmente per alcuni vizi di forma del ricorso stesso, ma con una annotazione a margine del provvedimento sulla regola in questione: «L’inciso si presta ad una doppia lettura e cioè: a) non è consentito utilizzare più di sei calciatori nati dopo il 1° Gennaio 2002, ai quali si possono tuttavia aggiungere due calciatori nati dopo il 1° Gennaio 2001; b) i giocatori “fuori quota” (cioè nati prima del 1° Gennaio 2003) utilizzabili sono complessivamente otto e devono essere nati fra il 1° Gennaio 2001 ed il 31.12.2002. Fra questi tuttavia quelli nati anteriormente al 1° Gennaio 2002 non possono essere più di due. La prima tesi, indubbiamente allineata alla lettera della norma, sembra a prima vista la più ovvia ma, a parere di questo Giudice nel caso di specie una lettura puramente letterale del testo ne rivela la sostanziale contraddittorietà e conduce a risultati addirittura paradossali: è evidente infatti che, se i giocatori utilizzabili “nati dal 1° Gennaio 2001 in poi” fossero soltanto due, tale dovrebbe logicamente rimanere il numero massimo dei “fuori quota” impiegabili, perché quelli nati dopo il 1° Gennaio 2002 sono, per l’appunto, anche loro nati dopo il 1° Gennaio 2001. Occorre dunque procedere con un’anamnesi di tipo teleologico, ponendo in primo piano gli obiettivi perseguiti dal Legislatore, al fine di comprendere il significato effettivo che egli ha inteso attribuire alla disposizione emanata. In quest’ottica, tenendo conto delle passate statuizioni in analoga materia, nonché della prassi universalmente osservata dagli addetti ai lavori, consta che il senso corretto del dettame in discorso corrisponda a quello sopra enunciato al punto b). L’ambiguità del testo rimane comunque un dato di fatto e pertanto questo Organo giudicante auspica che un contributo di interpretazione autentica sia divulgato quanto prima da chi ne ha facoltà, in modo da allontanare ogni dubbio e quindi sterilizzare alla radice tanto le occasioni di conflitto quanto l’insorgenza di stucchevoli contenziosi giudiziari». Tradotto in parole povere: «Che si possano schierare più di sei 2002 è la cosa più logica, ma la norma si presta a due interpretazioni differenti: scrivetela meglio».

E adesso? Si attendono notizie ufficiali da parte dei vertici. Che - come detto - hanno già espresso il loro parere e hanno spiegato cosa intendessero scrivendo la norma, ora non rimane che (ri)metterlo nero su bianco. Con tutta probabilità a Fontanella e Union Oratori Castellanza verranno resituiti i tre punti, niente da fare invece per chi non ha presentato il contro-ricorso. Molto più remota - ma comunque non da escludere a priori - la possibilità che venga confermata la lettura dei Giudici Sportivi, della serie: ormai l'abbiamo applicata così e andiamo avanti così. Staremo a vedere.

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