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Adrien Sandjo, storia di un ragazzo sfortunato

Arrivato dal Camerun appena bambino, perde il papà mentre milita nell'Auxilium San Luigi. Poi l'esordio con gol in Eccellenza all'Atletico Torino, fino al Bacigalupo e al Cit Turin

Adrien Sandjo, storia di un ragazzo sfortunato

Adrien Sandjo, attaccante del Cit Turin, con la divisa della Rappresentativa

Adrien non ce l'ha fatta. Un ragazzo pronto a spaccare il mondo e con una voglia matta di far valere le sue qualità di bomber in campo è mancato questa sera, giovedì 23 dicembre. L'identikit di Adrien Sandjo è quello di tanti ragazzi di cui raccontiamo le gesta sui campi con la stessa passione e divertimento che ci mettono loro giocando a calcio. Dopo il malore avuto in campo ieri pomeriggio, mercoledì 22 dicembre, Adrien è mancato.

Prima dell'esordio in Rappresentativa la storia di Adrien parte da lontanissimo. Nato a Douala, città costiera del Camerun il 19 settembre 2003, Sandjo arriva in Italia da bambino, insieme ai genitori e alle due sorelle. La sua storia si collega da subito a quella dell'oratorio salesiano San Luigi Gonzaga di via Ormea, che insieme all'oratorio S.S. Pietro e Paolo opera in zona San Salvario a Torino per aiutare le famiglie più bisognose. Tra queste c'è anche la famiglia Sandjo, che dal loro arrivo in Italia abita in una delle case in affitto della parrocchia San Luigi. Ma non si tratta solo di questo: Adrien ha la passione per il calcio e la polisportiva dei due oratori, l'Auxilium San Luigi, è pronta a dargli lo spazio giusto per inseguire i suoi sogni. Adrien inizia all'Auxilium a 12 anni, nel 2015, giocando prima nei tornei CSI e poi nei campionati provinciali FIGC, mettendosi in mostra per le sue ottime doti fisiche. Il ruolo è presto scelto: Adrien è un attaccante e con il tecnico Vito Fasciano, che l'ha visto letteralmente crescere, gioca un'annata super con l'Under 17 2002 (stagione 2018/19), segnando la bellezza di 20 gol. Ma c'è anche tanta sfortuna nella vita di Adrien, perché nei suoi anni all'Auxilium perde il papà prematuramente, dovendo affrontare già da piccolo tutte le difficoltà più grandi che la vita può mettergli di fronte.

Con il sostegno della mamma, dello zio e delle sorelline, dopo l'annata da favola vissuta all'oratorio San Luigi ecco che l'appena sedicenne Adrien si appresta a vivere una nuova avventura. Siamo nell'autunno 2019 e alla porta di Sandjo bussa l'Atletico Torino, società fresca di promozione in Eccellenza. Il presidente Marco Palmiere, che in quel momento sta chiamando a giocare tanti ragazzi dalle piccole società di quartiere per mettersi in gioco nel calcio dei grandi, sente parlare di Adrien e tramite un passaparola tra i tesserati dell'Atletico arriva il colloquio in via Palatucci. L'accordo è presto fatto: Sandjo è un nuovo calciatore dell'Atletico Torino. Vista la giovanissima età Adrien non viene aggregato alla prima squadra, ma neanche con i pari età dell'Under 17: il suo posto è in Juniores Provinciale, affidata al tecnico Roberto Baraldi. L'impatto con la nuova casacca è ottimo: 7 gol segnati da sotto età rispetto agli avversari, un segnale da parte di un ragazzo che sa benissimo come farsi valere. 

Ma la vera, grande emozione arriva a febbraio. Il 2 febbraio, per esattezza: per l'Atletico Torino di Elia Fanelli (tecnico della prima squadra in Eccellenza) non è una domenica qualunque, perché in via Palatucci è arrivato l'HSL Derthona di Luca Pellegrini, lanciatissimo verso la promozione in D e con tanto di tifosi al seguito. Ma come spesso è successo in quella stagione i gialloblù di Fanelli si sono spesso rivelati una squadra pazza, un po' anarchica ma incredibilmente entusiasmante da vedere. 14' del secondo tempo: esce un giovanissimo Luigi Palmiere, partito per la prima volta da titolare in Eccellenza, ed entra Adrien Sandjo. Un 2004 per un 2003, nel segno della linea verde. Ma cosa fa Adrien in quella mezz'ora abbondante? Sigla il gol del definitivo e clamoroso 4-2 a favore dell'Atletico Torino, concludendo un contropiede iniziato da Cheich Coulibaly e timbrando l'esordio in Eccellenza dopo solamente 13'. L'esultanza è quella di un ragazzino al luna park: urla e corre come un pazzo, conscio di aver fatto uno scherzo bello e buono ai Leoni di Tortona. «Una vera mascotte per tutti, quando si allenava con noi portava l'allegria del ragazzo fresco di esordio in prima squadra - racconta Elia Fanelli, ex allenatore dell'Atletico Torino - Quando l'ho fatto esordire con il Derthona non ci credeva nemmeno. L'esultanza ovviamente mi è rimasta impressa, immaginate un ragazzino sedicenne segnare a una corazzata blasonata come l'HSL. Come tanti fuoriquota che ho incontrato ha tantissima voglia di imparare e di migliorarsi: quando era con noi all'Atletico mi chiedeva pure i più minuziosi dettagli di come muoversi o spostarsi in campo. Un ragazzo incredibilmente disponibile».

Prima del Covid e del lockdown Sandjo colleziona due presenze in prima squadra (gioca anche contro la Pro Dronero, l'ultima gara casalinga dell'Atletico prima dello stop), iniziando a bussare nel mondo dei grandi. Nell'estate del 2020 Atletico Torino e Bacigalupo si accordano nel diventare una unica macro-società con due identità distinte e Adrien passa al neopromosso in Promozione Bacigalupo come vera e propria alternativa per la prima squadra di Campanile. La società di Marco Palmiere crede tantissimo in lui e anche se il Baci giocherà solamente 5 partite prima del nuovo stop del calcio giocato Adrien scende in campo in tutte (due in coppa e 3 in campionato), aggiungendo un'altra data importante al calendario delle imprese personali. 11 ottobre 2020, Bacigalupo - Trofarello. Sandjo parte titolare ed è decisivo con una doppietta per la prima vittoria del Baci dal ritorno in Promozione, contro una nobilissima del girone come il Trofarello. Dall'anno prima cambia poco: festa matta per tutti e ovviamente anche per Adrien, che ormai brucia le tappe senza sosta.

Un altro stop per causa maggiore e un altro cambio di maglia per Sandjo. La dirigenza del Bacigalupo si confronta con Campanile e per non rischiare di farlo giocare troppo poco si decide per il prestito. Bussa alla porta il Cit Turin, avversaria del Baci nel girone D, che sta cercando un profilo che coincide esattamente con quello di Adrien. L'attaccante accetta senza pensarci su: la società di Angelo Frau gli affida le chiavi dell'attacco rossoverde e Sandjo è pronto a guidarlo da vero leader, fresco dei 18 anni compiuti da poco. Con il Cit colleziona 8 presenze, a cui se ne aggiunge una in Juniores contro l'Ovadese, e anche se il gol non arriva la maturità di Adrien è già percepibile da tutti, grazie all'esperienza e alle emozioni raccolte nelle due stagioni passate tra i grandi. Il fisico possente e la voglia di farsi notare sono dalla sua, al punto che Frau suggerisce ai selezionatori dell'Under 19 di convocarlo per la Rappresentativa di Licio Russo, il 22 dicembre, sul campo dove tutto è iniziato due stagioni prima con la casacca dell'Atletico Torino.

L'orgoglio della convocazione in Rappresentativa è ampio per Adrien e per il grande giorno è tutto pronto. Con green pass e visita medica rigorosamente in mano, va nello spogliatoio con la solita grinta e poco dopo è pronto a posare fiero con la casacca verde (in foto) poco prima dell'inizio della partitella. Licio Russo lo prepara per farlo entrare nel secondo tempo ed è dopo 15' di gioco che Sandjo accusa un malore in mezzo al campo. Dopo un primo tentativo di rimettersi in piedi Adrien rimane a terra, privo di sensi. L'intervento dell'ambulanza a bordo campo, che purtroppo si era già messa in moto la settimana prima al raduno al Lascaris (infortunio in quel caso per il portiere del Cameri Larocca) è costretta di nuovo al primo soccorso. Dopo i dovuti controlli di ossigenazione e pressione, in quel momento troppo basse, i paramedici hanno iniziato con il massaggio cardiaco per cercare di rimettere in sesto Adrien. Da qua il gesto spontaneo da parte dei compagni di squadra, tra cui Luigi Palmiere (ex compagno all'Atletico Torino) e Gianmarco Canal (compagno al Cit Turin), che con la mente subito ricondotta a Christian Eriksen e al malore avuto in Danimarca - Finlandia agli Europei si sono messi in cerchio, quasi a proteggerlo e a difenderlo dagli occhi di telecamere invisibili. Le solite voci vergognose rimbalzano in tribuna, parlando di visita medica mancante o di chissà quale sotterfugio strano, tutte fesserie, visti i serratissimi controlli che lo staff di Licio Russo compie prima di ogni raduno. Dopo 15 minuti vengono chiamati ulteriori soccorsi: nel mentre i paramedici provano con il defibrillatore in dotazione, così come prova a dare il suo contributo la mamma infermiera di uno dei ragazzi presenti al campo. Il tempestivo arrivo della Croce Verde, 22 minuti dopo il malore, collega Adrien a un macchinario che effettua un massaggio cardiaco in automatico, prima di trasportarlo all'ospedale Molinette. 

Tutte le persone che conoscono Adrien o che hanno avuto a che fare con lui sanno che era un vero guerriero quel ragazzo del 2003 che non sapeva di dover esordire in Eccellenza due anni fa. Noi, come quella volta che Adrien ha segnato ai Leoni di Tortona, avremmo voluto ancora raccontare i suoi gol. Addio, ma non ti dimenticheremo.

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