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Impianti sportivi: ‘No ai padelifici’. Le società: A giugno saremo senza campi per giocare

Primo incontro tra le associazioni sportive concessionarie e il neo assessore allo Sport della Città di Torino, Mimmo Carretta

Impianti sportivi: ‘No al padelificio, scriviamo insieme le regole’. Le società: A giugno senza campi

Un primo e quasi informale incontro tra le associazioni sportive dilettantistiche concessionarie di impianti pubblici con il neo Assessore allo Sport della Città di Torino, Mimmo Carretta, si è svolto mercoledì pomeriggio presso l’impianto del Cit Turin in corso Ferrucci a Torino. Organizzato dal presidente del Cit Turin, Angelo Frau, con la partecipazione di tutti i presidenti delle società dilettantistiche e di base in regime di concessione di impianto pubblico della città. Dal Cenisia alla Cbs, dal San Giorgio al Beppe Viola, dal Rapid al Crocetta, dal Pertusa a tutte le società concessionarie di Torino.

Il presidente del Cit Turin, Angelo Frau, e l'Assessore allo Sport di Torino, Mimmo Carretta


Un incontro quasi ‘informale’ ma sostanziale, con il neo assessore Mimmo Carretta che si è dimostrato aperto, sensibile e disposto al dialogo e al confronto con le realtà della città di Torino. Senza false promesse, spiegando con chiarezza e senza mezze parole, anche i limiti delle nuove norme e criteri di distribuzione dei fondi europei derivanti dal PNRR, mettendo sul piatto le difficoltà economiche e strutturali della ‘macchina pubblica e amministrativa’ della città di Torino ma con la ferma volontà di aprire un tavolo permanente di confronto e dialogo con le associazioni e le realtà del territorio, al fine di ‘riscrivere insieme le nuove norme’ relativamente soprattutto al Regolamento che determina i criteri dei vari bandi di assegnazione/riconferma degli impianti alle società concessionarie.

«Da quando siamo e sono in carica - ha affermato l’assessore Mimmo Carretta all’apertura del confronto con le società -  sto e stiamo cercando di documentarci, di vedere tutte le carte e le situazioni. E devo dire che il quadro è piuttosto preoccupante con circa 60 concessioni scadute e da regolarizzare. Una situazione complicata per cui però, non farò mai il ‘gioco’ di scaricare le responsabilità su chi ci fosse prima, cosa non sia stato fatto negli anni ecc… Personalmente e come amministrazione cercheremo di approfondire le varie realtà e situazione e compatibilmente con le difficoltà di organico, strutturali ed economiche cercheremo di fare il massimo nel più breve tempo possibile».


Impiantistica, concessioni, spese e costi, investimenti e difficoltà di sopravvivenza. Carenze strutturali e difficoltà a intervenire, c’è un po’ di tutto nelle emergenze dei presidenti e delle società della città presenti all’incontro. Tra i meccanismi e i regolamenti dei bandi da correggere, all’urgenza di alcuni interventi e decisioni che altrimenti paralizzerebbero l’attività. «Come assessore dico no a trasformare la città di Torino in un ‘padelificio’ e vedere spuntare ovunque ‘padelifici’ al posto degli impianti sportivi - ha sottolineato l'assessore Carretta -. Comprendo ed è legittimo e sacrosanto valutare investimenti e opportunità che offre il panorama moderno e in evoluzione ma come amministrazione dobbiamo anche e soprattutto preservare valori, diritti, principi e le attività dell’associazionismo soprattutto quando è rivolto a ragazzi e ragazze, al sociale e a ruoli fondamentali sul territorio. Per questo invito tutti voi a fornire a me e all’amministrazione, indicazioni, suggerimenti, criteri e idee per scrivere insieme le nuore regole, del regolamento dei bandi così come di altre possibili situazioni. Chiarendo fin da subito che i limiti di bilancio non consentono alla Città di intervenire con contributi diretti».


Aiuti e mancanza di fondi: dal PNRR ai bandi regionali e territoriali L’assessore Carretta si è poi soffermato, senza giri di parole, su alcune situazioni e scelte fatte in questi mesi a livello nazionale, che hanno sicuramente escluso da possibili supporti, proprio le società: «Purtroppo i criteri e i fondi del bando del PNRR escludono le società e le associazioni. Come Comune avremo delle risorse ma per poter intervenire su impianti a gestione diretta, come ad esempio faremo con il 'Primo Nebiolo' al Ruffini, ma nel bando non ci sono fondi da destinare alle realtà di base. Così come dai meccanismi del Superbonus del 110% sono stati esclusi interventi come il rifacimento dei campi che invece avrebbe potuto essere un’opportunità. In questo quadro però, cercheremo di ascoltare tutte le istanze delle realtà che operano sul territorio, premiandole e salvaguardando alcuni principi».


E il dibattito si concentra sui due temi che da anni non trovano soluzione: da una parte le norme e i dettagli relativi ai bandi per le concessioni in conseguenza dell’applicazione della famosa direttiva Bolkestein (impianti a nando a scadenza con le regole dettate dagli enti preposti) e la questione, urgentissima, dei campi sintetici in dotazione alle decine di società di Torino che da giugno 2022, se non cambierà nulla, non potranno più ottenere deroghe e omologazione dei campi ormai a fine vita da tempo, con il risultato di non poter iscrivere le proprie squadre ai campionati giovanili e dilettantistici.

Concessioni e campi sintetici che hanno animato la discussione poichè se non accadrà qualcosa a breve la situazione sarà devastante. «Nei criteri di assegnazione dei bandi bisogna introdurre criteri che salvaguardino la storicità di una società preso un impianto, l’attività che svolge, il numero di ragazzi e ragazze che coinvolge, il ruolo sociale e non solo sportivo che svolgono e svolgiamo - il coro dei presidenti da Luigi Riccetti del Cenisia a Fiore del Cit Turin e non solo -. Dobbiamo fare in modo che gli aspetti economici e finanziari non siano prevalenti, poichè sarebbe una partita impari. Da una parte aziende anche grandi con potenziali e facilità di investire capitali e dall’altra società senza fini di lucro che non hanno possibilità, nei bandi, di incidere con la voce economica e finanziaria. Anche per la difficoltà di accedere al credito: senza una concessione valida, o con una concessione a breve scadenza e soprattutto senza poter dare garanzie oltre a quelle ‘private’. Non è più tollerabile che per fare dei lavori o vincere un bando, i presidenti debbano garantire in privato con la casa o altro».

Un grido d’allarme che diventa emergenza se si tocca il tasto dei campi sintetici. I presidenti ribadiscono: «C’è una lettera della Lnd arrivata alla Città di Torino, proprietaria dei nostri impianti, che dice chiaramente che a giugno 2022 i nostri campi non sono più omologabili. Il risultato sarebbe avere centinaia e migliaia di giovani a spasso senza poter iscriverci al campionato e senza poter fare le iscrizioni per le attività. Se non succederà qualcosa, pur non avendone responsabilità, essendo in carica da pochi mesi, potrebbe ritrovarsi in piazza in estate tutte noi società coinvolte, con relative famiglie e ragazzi che verrebbero così privati di attività sportiva e non solo. La beffa è vedere di essere esclusi dai fondi europei, esclusi da molti bandi anche regionali e con dotazione economica comunque minime. Cn l’aggravante che in questi due anni di Covid di supporti e aiuti ne sono arrivati pochissimi a fronte di costi di gestione comunque sostenuti e ora la mazzata delle bollette e dei costi delle utenze e non solo. Così diventa impossibile andare avanti…».


Domande e urgenze alle quali l’assessore Carretta non si è sottratto ma alle quali ha dato risposte chiare: «I miracoli non si potranno fare ma colgo i vostri suggerimenti per le regole dei bandi: dal diritto di superficie alla tutela dei principi sociali dell’associazionismo. Proprio per questo credo che sia importante inserire dei criteri di ‘premialità’ all’interno dei bandi, che vadano proprio a riconoscere chi negli anni ha fatto attività, investito tempo e non solo nelle strutture al servizio del territorio. Per questo dico no al ‘padelificio’. Nel senso che da una parte va assolutamente perseguito il bene e la valorizzazione delle realtà ma dall’altra dobbiamo tutelare un mondo che opera per la comunità attraverso lo sport e non solo. Purtroppo la mole di interventi, la complessità degli stessi e il personale amministrativo ridottissimo negli ultimi anni soprattutto nelle Circoscrizioni, rende il tutto non semplice ma non sarà e non deve essere una scusa. Come detto i miracoli non si possono fare, inutile stare a parlare del passato e bisogna solamente lavorare insieme per migliorare la situazione attuale e futura». Incontro che si conclude con l’impegno più che la promessa da parte dell’assessore Carretta, a proseguire in modo serrato nel dialogo e nel confronto. Per agire al meglio e trovare una strada comune, chiara nelle sue regole e che porti davvero ad ottenere il migliore risultato per tutti. Anzi per la Città di Torino tutta intera.

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