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Calcio e covid, a Codogno la prima edizione del torneo dedicato alle vittime

Domenico Grazioli, organizzatore della manifestazione, racconta l'evento di sport e sensibilizzazione

Torneo Vittime del covid Codogno

Gli organizzatori

Codogno ricorda le vittime del covid attraverso un torneo calcistico organizzato da Domenico Grazioli, responsabile dell’Attività di Base dell’Rc Codogno. Il 1° Torneo Città di Codogno ha coinvolto, oltre ai padroni di casa, sei società professionistiche: Juventus, Monza, Cremonese, Piacenza, Albinoleffe ed Alessandria. Codogno, città simbolo della lotta al covid, nel 2023 sarà Comune europeo dello Sport e per questo motivo i dirigenti lodigiani hanno voluto ricordare le vittime del covid attraverso lo sport. 

NON UN SEMPLICE TORNEO

Grazioli afferma: «Abbiamo voluto organizzare un torneo che avesse una duplice finalità: divertimento e ricordo di quanto successo nel nostro territorio. Per questo motivo ho contattato l’Albinoleffe (anche i comuni bergamaschi furono colpiti pesantemente dal covid e per questo molto sensibili al tema) ed altre società professionistiche per dar lustro all’evento. Fiore all’occhiello del torneo, la Juventus, che mancava da diversi anni nel territorio lodigiano». Non è stato un semplice torneo estivo ma un momento per ricordare chi non c’è più. Tra i giocatori, c’è chi ha perso i nonni, i vicini di casa o gli insegnanti. A loro è dedicata la preghiera iniziale a centrocampo. Dopo il ricordo della pandemia si passa al campo: «Questo è il più bel segnale di ripartenza» sottolinea Grazioli.

Il torneo non ha stilato una classifica finale ma ha regalato gioia e divertimento ai classe 2011 del Codogno e ai classe 2012 delle squadre professionistiche impegnate. Ventuno partite, utili a confrontarsi con avversari di livello. Dalla gran fisicità dei bianconeri alla tecnica dei monzesi, il torneo ha offerto molti spunti ai numerosi presenti sulle tribune dello stadio “Fratelli Molinari”.  Grazioli conclude: «Questo torneo è stato un successo. Abbiamo messo i bambini al primo posto. Non sono stati i dirigenti a premiare i giocatori delle rispettive compagini ma le squadre si sono premiate tra di loro. Questo aspetto è piaciuto molto alle società professionistiche e mostra i valori fondanti dello sport: rispetto, divertimento e amicizia».

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