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Camarda, il momento in cui tutto ebbe inizio: «Vieni a dare due calci al pallone invece che alla rete?»

La vera storia del classe 2008 del Milan che ha incantato l'Italia giovanile: gli inizi all'Afforese con Piero Colangelo e la scalata fino allo Scudetto

Francesco Camarda

Francesco Camarda ieri e Francesco Camarda oggi: sempre con il rossonero addosso

«Quel giorno era a bordo campo con sua mamma, noi ci stavamo allenando. Vedevo che dava i calci alla rete di protezione, così gli ho detto: "Ti va di dare due calci al pallone invece che alla rete"?». Lui è Piero Colangelo, all'epoca Responsabile dell'Attività di Base dell'Afforese, piccola ma gloriosa società del nord-ovest di Milano, in via Assietta. Il bambino invitato a entrare in campo invece è Francesco Camarda, classe 2008 e centravanti delle meraviglie del Settore Giovanile del Milan che ormai quasi tutti hanno imparato a conoscere. In quel momento, siamo a maggio 2014, comincia ufficialmente il percorso calcistico di quello che è il bomber che oggi - in casa rossonera e non solo - è sulla bocca di tutti. Con 22 gol in 25 presenze, Camarda ha trascinato l'Under 15 rossonera alla conquista di uno Scudetto di categoria che mancava al Vismara da 12 anni: e lo ha fatto da protagonista assoluto, segnando il gol decisivo nella finalissima contro la Fiorentina, nonostante l'anno in meno rispetto a tutti gli altri. Cose che non si vedono molto spesso, figuriamoci poi a un livello così alto come quello del Campionato Under 15 Serie A e B.

DAI, VIENI AD ALLENARTI CON NOI

Con Francesco quel giorno c'è mamma Federica, che come spesso succedeva aveva accompagnato il nipote, Christian Cirillo - di tre anni più grande - agli allenamenti dell'Attività di Base dell'Afforese. In quel momento in campo c'erano ragazzi del 2005, del 2006 e del 2007, sua mamma acconsente alla richiesta dell'allenatore e Francesco scende sul terreno di gioco per la prima volta in una società vera: «Impressionante. Aveva anche tre anni meno degli altri e faceva gli esercizi che proponevo meglio di tutti. Sia ben chiaro - continua Colangelo, passato poi al Lombardia Uno e oggi tecnico alla Cob 91 di Cormano - non voglio prendermi nessun merito. Tutto ciò che ha fatto Francesco è escusivamente merito suo. Quel giorno sono rimasto allibito nel vederlo, sembrava già un calciatore in miniatura. Il suo caso è assolutamente unico, non ho più incontrato ragazzi con le sue qualità». Camarda allora entra nella Scuola Calcio dell'Afforese: gioca i tornei estivi di fine stagione e l'anno dopo passa direttamente ad allenarsi con i 2006: «Segnava valanghe di gol anche con i più grandi, non c'era modo di fermarlo. Aveva già un fisico possente, giocava punta o esterno ed era palesemente superiore: era un uragano, una pena per tutti gli avversari», conclude Colangelo.

Quando poi sono passato ad allenare al Lombardia Uno, mi è capitato di incontrarlo da avversario: io allenavo i 2007 e avevamo organizzato un'amichevole con i 2008 del Milan. Gli dissi: «Fra mi raccomando non farmi troppi gol per favore». Ne fece "solo" due e perdemmo 6-0… [Piero Colangelo]

Una foto amarcord di Camarda quando, da piccolissimo, faceva parte della Scuola Calcio dell'Afforese: Francesco è il primo in basso sulla destra al fianco dell'istruttrice

ED È SUBITO MILAN

L'esperienza di Camarda in Afforese dura poco più di un anno, perché gli occhi del Milan gli si posano addosso immediatamente. Lo scouting rossonero lo visiona per tutta la stagione 2014-2015 facendolo allenare al Vismara una volta alla settimana e alla fine dell'anno lo tessera ufficialmente: Francesco diventa del Milan nella stagione 2015-2016, a 7 anni, e viene inserito nella rosa dell'Under 8 con gli altri 2008. E qui c'è il secondo snodo fondamentale nella carriera - seppure ancora agli inizi - di Camarda, e cioè l'incontro con Roberto Trapani, all'epoca allenatore e oggi Responsabile dell'Attività di Base rossonera. Il binomio Camarda-Trapani dura tre stagioni, poi il bomber spicca il volo facendo tutta la trafila fino alla clamorosa annata appena terminata - la prima da sottoetà (un 2008 con i 2007) - con l'Under 15 di Roberto Bertuzzo e culminata con la vittoria dello Scudetto. E l'anno prossimo? Francesco rimarrà nel gruppo dei 2007: farà infatti parte della rosa Under 16 che, probabilmente, finirà nelle mani di Simone Baldo.

«Mister, facciamo una foto insieme!» Francesco Camarda e Roberto Trapani dopo la conquista dello Scudetto Under 15 allo Stadio della Vittoria di Tolentino

SOGNI E SPERANZE

Già sotto contratto con Adidas, delle sue passioni per la kick-boxe (che pratica ormai solamente per divertimento) e per Zlatan Ibrahimovic si è già detto ampiamente. Il suo sogno ovviamente è uno solo: «Esordire in Serie A con la maglia del Milan», come ha dichiarato a Sprint e Sport al termine della finalissima di Tolentino, nelle Marche, contro la Fiorentina. Ha una famiglia solida alle spalle, è molto attaccato a zio Luca - al quale ha dedicato il gol decisivo per il Tricolore (CLICCA QUI per vedere gli highlights della finale) - e nonostante la tenera età dimostra già un carattere molto forte: che gli ha permesso, tra l'altro, di superare alcuni momenti difficili all'inizio della sua avventura in rossonero. Chi nei primi mesi di Milan lo vedeva da vicino tutti i giorni racconta che Francesco sentiva la porta come nessun altro, e poi aveva personalità, carattere, insomma era già un ragazzo molto sveglio. E che fosse un attaccante con i fiocchi lo si è capito fin dal primo allenamento al Vismara, nel quale venne schierato inizialmente come difensore (anche se poi come ovvio i ruoli venivano cambiati di continuo): «Ma lui non ci stava in difesa: prendeva palla, scartava tutti e andava a segnare. Nell'uno contro uno era immarcabile», parola di chi a quel primo allenamento era presente.

Francesco mentre muove i primi passi con la maglia rossonera: ed è già capitano…

IL KARIM BENZEMA DI AFFORI

L'evoluzione tecnica del ragazzo lo ha portato a essere, al momento, più un uomo d'area di rigore che un centravanti di manovra come poteva essere il primo Ibrahimovic. Letale davanti al portiere, ma anche abile nel gioco spalle alla porta e nel lavoro di sponda che permette alle ali di sfondare (vedi Batistini, Ossola e Liberali) e alle mezzali (Dotta e Perin) di inserirsi in zona gol con profitto. A voler per forza cercare un paragone - non per dire che farà la sua carriera ma per dare un'idea di che tipo di centravanti sia - il profilo che più gli assomiglia è quello di Karim Benzema, e non solo per la fasciatura al braccio che ricorda l'attaccante francese del Real Madrid. Oltre all'istinto del gol, innato, forse il miglior pregio di Francesco arriva dal lato mentale e caratteriale: giocare con ragazzi di un anno più grandi non è mai semplice, e se lo fai in questo modo significa che hai qualcosa in più. Ma lo si sa da tempo, forse da quel torneo giocato a Vienna con l'Under 9. Francesco esce dal campo per una brutta contusione con il Milan sotto per 2-0 con il Bayern Monaco e quando mancano pochi minuti al termine della partita, Camarda chiede all'allenatore di rientrare per aiutare i compagni in un momento difficile. Risultato? Due gol, un assist, partita vinta 3-2 e trofeo portato a casa. Il primo di una lunga serie? Questo lo diranno solo il tempo e il campo. Intanto la bacheca si è già arricchita con lo Scudetto Under 15. Il bello, però, deve ancora venire.

Ateitis Cup Under 17, categoria Under 9: Francesco Camarda - con la coppa tra le mani - festeggia la vittoria in un torneo internazionale

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