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L'intervista

Gli inizi all'oratorio, la trafila nel vivaio del Milan, il calcio dei grandi, gli studi: «Oggi più carico che mai»

Il classe 2002 Mattia Cretti, reduce da una stagione in Serie D, sulle montagne russe della vita tra sport e università

Mattia Cretti

Dagli Esordienti alla Serie D passando per il vivaio del Milan: le tre fasi di vita calcistica di Mattia Cretti

La carriera di Mattia Cretti rappresenta meravigliosamente ciò che le montagne russe della vita possono riservare. A livello calistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista umano. Gli inizi all'oratorio, il passaggio nel Settore Giovanile del Milan nel quale è diventato capitano vincendo anche uno Scudetto, poi il salto nel mondo dei grandi non senza qualche difficoltà. In mezzo mettiamoci pure due anni di pandemia vissuta dai 18 ai 20 anni (ne compirà 21 il prossimo 17 gennaio), un fattore non da poco all'interno di un cammino ancora tutto da scrivere per un ragazzo che in rossonero ha sempre raccolto consensi e che adesso non vede l'ora di rilanciarsi per ottenere quello che si merita: una carriera nei professionisti. Le qualità ci sono, la testa anche, il "piano B" pure. Dopo il liceo scientifico, infatti, Mattia è iscritto all'Università di Ingegneria Energetica al Politecnico anche se il suo sogno è quello di iscriversi a Ingegneria Aerospaziale: «Il mio primo obiettivo è quello di diventare un calciatore di Serie A, ma è sempre meglio tenersi aperte più strade: leggo molti libri, la scuola mi ha sempre interessato e credo sia fondamentale avere sbocchi futuri diversi perché non si può mai sapere cosa può succedere nella vita». Insomma, testa sulle spalle oltre che qualità calcistiche sopra la media: tant'è che la Caronnese - che lo ha preso dal Ponte San Pietro nel mercato di riparazione dello scorso inverno - sarebbe decisamente contenta di confermarlo nella rosa da consegnare a Simone Moretti per la prossima stagione.

Mattia Cretti in maglia Caronnese: 20 presenze per lui nella seconda parte della stagione 2021-2022

UN SOGNO DA REALIZZARE

Quello di arrivare in Serie A. La strada - dopo l'uscita per questioni anagrafiche dalla Primavera, si è complicata ma nulla può spaventare un ragazzo che è passato dall'Oratorio Pratocentenaro (nella periferia nord della città) al Milan alla tenerissima età di 6 anni con tutte le difficoltà che può portare un cambio di vita del genere: «L'inizio è stato molto impegnativo, soprattutto quando poi ho iniziato il mio percorso scolastico. Ma non l'ho mai vissuta come un peso o come una fatica, gli anni al Vismara sono stati bellissimi». Anni in cui Mattia ha incrociato tutti gli allenatori più importanti che ne hanno curato la formazione: Andrea Biffi, Giovanni Valenti, Luca Morin, Roberto Bertuzzo. Fino all'incontro con Alessandro Lupi, che in Under 14 gli affida la fascia di capitano: «Ringrazierò sempre il mister per la responsabilità che mi ha dato, indossare la fascia è stata per me una cosa importantissima, non mi dava pressione ma grandissimo orgoglio». Un percorso in ascesa continua per Mattia, che del gruppo dei 2002 è sempre stato uno dei prospetti più futuribili tant'è che viene chiamato spesso - pur senza esordire - per gli stage nelle Nazionali giovanili. Il percorso nell'agonistica è molto positivo: in Under 15 con Giuseppe Misso la squadra arriva ai quarti di finale per lo Scudetto, in Under 16 con Riccardo Monguzzi la strada si interrompe ai playoff contro l'Atalanta, in Under 17 con Christian Terni è fatale di nuovo - come due anni prima - lo scontro con la Roma sempre ai quarti. In tutto questo, due chicche assolute: lo Scudetto vinto da sottoetà con l'Under 16 nel 2017 e l'esordio in Primavera l'1 dicembre 2018 contro il Sassuolo sempre con l'anno in meno rispetto ai compagni. Minimo comun denominatore Alessandro Lupi, forse il tecnico che più ha creduto nelle sue qualità: «Lo Scudetto vinto con i 2001 è stato forse il momento più emozionante della mia lunga esperienza al Milan. Anche perché non ero solo aggregato ma fino al giorno prima della finale avevo molte possibilità di giocare perché in difesa avevamo qualche problemino. Alla fine non sono sceso in campo ma è stato bellissimo lo stesso».

Venerdì 23 giugno 2017: Mattia Cretti - proprio alla sinistra di Filippo Galli, allora Responsabile del Settore Giovanile - partecipa allo Scudetto Under 16 vinto dal Milan all'Orogel di Cesena

Il mio idolo da bambino era Andrea Pirlo, ho avuto l'occasione di vederlo dal vivo e non lo dimenticherò mai. Il mio riferimento assoluto - sia come calciatore che come comportamenti - è sempre stato Andres Iniesta.

I MOMENTI DIFFICILI

Lo stop per la pandemia prima, il passaggio nel calcio dei grandi poi: «Il momento del blocco dei campionati per il covid è stato mentalmente difficile da affrontare. Ma ancora più difficile è stato il passaggio nella Primavera dopo 4 mesi di inattività: anche perché non ho trovato spazio ed è stata durissima, il livello del campionato era molto più alto rispetto all'Under 18». Da Christian Terni a Federico Giunti, che però gli concede solamente 8 presenze: «Quando giochi poco il ritmo partita lo perdi, ma personalmente ho accusato di più dal punto di vista psicologico». Come non è stato facile poi il passaggio dalla Primavera al mondo delle prime squadre, con l'approdo al Ponte San Pietro in Serie D: «Quella è stata la parte più complicata in assoluto: intanto per il tipo di blasone delle società, poi perché il tipo di gioco cambia totalmente. Cambiano per esempio gli obiettivi, che non sono più di crescita e formazione ma di classifica; cambiano gli avversari, che non sono più ragazzi ma uomini che fanno quello nella vita». L'amore tra Mattia e il club bergamasco non sboccia, e così a gennaio ecco il trasferimento alla Caronnese: «Avrei voluto giocare di più a livello di minutaggio, ma mi sono sentito importante perché comunque venivo sempre impiegato: quando sono arrivato eravamo terz'ultimi e alla fine ci siamo trovati a lottare per i playoff, è stato un girone di ritorno molto positivo. Per la squadra e anche per me, sono stati mesi in cui mi sono ricaricato: andare al campo sapendo di poter fare qualcosa di importante per il gruppo ti dà la carica giusta».

MILANISMO PURO

Milanista da sempre, per Mattia giocare con la maglia rossonera è stato l'apice: «Interello è molto vicino a casa mia, ma per vestire la maglia del Milan avrei fatto qualsiasi cosa. Ero ancora piccolo quindi non ero ben conscio di ciò che mi stava capitando, mio fratello - che ha 8 anni più di me - invece stava capendo benissimo. Lo Scudetto della prima squadra è stato fantastico, l'ho vissuto in maniera viscerale anche perché ho visto da vicino gli anni in cui le cose non giravano per il meglio: vittorie di questo genere ti fanno capire che bisogna sempre credere nelle cose che si fanno perché prima o poi i risultati arrivano». E Mattia crede molto nel suo futuro, che sia alla Caronnese o da qualche altra parte. Ma se ciò che verrà è ancora tutto da scrivere, il passato è lì a testimoniare che il centrocampista classe 2002 ha ancora molto da dare. Regista classico nel suo percorso nelle giovanili, Cretti sta imparando a giocare come mezzala e - all'occorrenza - può anche ricoprire il ruolo di centrale nella difesa a tre, ruolo nel quale lo aveva dirottato Terni ai tempi dell'Under 18: «Posso fare questi tre ruoli, ma io mi sento un centrocampista in tutto e per tutto».

A destra Mattia Cretti, qui con Bassoli e Moleri nella stahione 2017-2018

MOMENTI DA RICORDARE

La fascia di capitano, lo Scudetto con l'Under 16, ma soprattutto… «Il gol contro l'Atalanta». È il 21 gennaio 2018, 15ª giornata del campionato Under 16. La Dea è avanti di un gol segnato da Antonio Reda a inizio ripresa, ma a tre minuti dalla fine i rossoneri pareggiano con un eurogol di Mattia, che recupera palla sulla trequarti e spara all'incrocio dei pali la bordata del definitivo 1-1: «Me lo ricordo bene, anche perché non è che ne ho fatti tanti. Quel gol c'è su Youtube, e ogni volta che lo rivedo mi emoziono: è un momento che non dimenticherò mai». Tante gioie, ma ovviamente anche qualche dolore come normale che sia per chi fa qualsiasi tipo di sport: «A livello di squadra c'è rammarico per non aver mai superato i quarti di finale, dal punto di vista personale invece provo ancora tanta rabbia per la sconfitta contro la Sampdoria in Primavera: sono entrato nell'intervallo e dopo 25 minuti sono stato espulso e abbiamo perso, avrei voluto aiutare i compagni in maniera decisamente diversa ovviamente».

MATTIA CRETTI • LA CARRIERA

  • 2014-2015 - MILAN (UNDER 13)
    • Allenatore: Roberto Bertuzzo
    • Presenze: 26 / Gol 2
  • 2015-2016 - MILAN (UNDER 14)
    • Allenatore: Alessandro Lupi
    • Presenze: 26 / Gol: 3
  • 2016-2017 - MILAN (UNDER 15)
    • Allenatore: Giuseppe Misso
    • Presenze: 28 / Gol: 1
  • 2017-2018 - MILAN (UNDER 16)
    • Allenatore: Riccardo Monguzzi
    • Presenze: 25 / Gol 3
  • 2018-2019 - MILAN (UNDER 17)
    • Allenatore: Christian Terni
    • Presenze: 23 / Gol: 0
  • 2019-2020 - MILAN (UNDER 18)
    • Allenatore: Christian Terni
    • Presenze: 14 / Gol: 1
  • 2020-2021 - MILAN (PRIMAVERA)
    • Allenatore: Federico Giunti
    • Presenze: 11 / Gol: 0
  • 2021-2022 - PONTE SAN PIETRO (SERIE D)
    • Allenatore: Giacomo Curioni
    • Presenze: 6 / Gol: 0
  • 2021-2022 - CARONNESE (SERIE D)
    • Allenatore: Manuel Scalise
    • Presenze: 20 / Gol: 0
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