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Il giovane direttore generale del Cantù arriva dal Chiasso: «Voglio creare una società forte»

Luca Luisi, dopo l'esperienza in Svizzera, è recentemente tra i biancorossi di Cantù

LUCA LUISI

CANTÙ SANPAOLO: Luca Luisi

Una nuova avventura porta spesso con sé sogni, speranze, tanta voglia di mettersi alla prova e di mostrare le proprie conoscenze o abilità. Luca Luisi, 25 anni da Saronno, ha recentemente iniziato un nuovo capitolo nella sua carriera calcistica accasandosi al Cantù Sanpaolo nelle vesti di direttore generale con delega gestionale e sviluppo del brand. Gioventù, passione, competenze, entusiasmo e determinazione si sposano alla perfezione con la sua persona e il suo profilo. Luca, subito dopo aver terminato di giocare a calcio, ha provato a rimanere all'interno di questo mondo e ha sviluppato una serie di esperienze molto formative in diverse società. Allenatore, responsabile di settore giovanile, responsabile amministrativo e gestionale, responsabile marketing e adesso direttore generale. Sono questi i ruoli che ha assunto nelle diverse realtà in cui ha operato in Italia e in Svizzera. Per lui quindi anche un'esperienza all'estero, al Chiasso, una società professionistica. Qui ha avuto modo di sviluppare ulteriormente le sue competenze e di scoprire le differenze a livello organizzativo e gestionale che ci sono tra il nostro calcio e quello elvetico. Luca, parallelamente a queste esperienze, ha intrapreso la carriera universitaria, conseguendo la Laurea Magistrale in Economia e Direzione d'Impresa con specialistica in Management dello Sport. Oltre a ciò ha ottenuto la qualifica da allenatore UEFA C e ha conseguito il Master FIGC/Bocconi Management del Calcio

DIVERSE ESPERIENZE

Grande amante del calcio, Luca è entrato in questo mondo in tenera età e ha giocato fino a 18 anni. Subito dopo "aver appeso gli scarpini al chiodo", mosso dalla grande passione, ha deciso di provare a lavorare all'interno delle società. Le sue prime esperienze sono state da allenatore in realtà limitrofe o confinanti a Saronno e successivamente ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore giovanile al Fenegrò quando i comaschi militavano in Eccellenza. Nel luglio del 2020 il passaggio in Svizzera, al Chiasso, dove è stato responsabile amministrativo e gestionale e responsabile marketing. Questi sono stati due anni e mezzo molto appaganti: «Ho acquisito competenze trasversali in diverse aree strategiche, ho sviluppato una visione differente sul calcio e ho avuto colleghi con grande esperienza nel professionismo che hanno rappresentato un valore aggiunto. In Svizzera ho trovato un movimento organizzato, con società ben strutturate e centri sportivi all'avanguardia. Lì c'è un modus operandi diverso e una visione a medio/lungo termine. La Federazione è ben strutturata e crede nei giovani. In Svizzera ho anche conosciuto dinamiche normative-sportive diverse che mi hanno permesso di avere una visione sempre più completa». 

MODELLO DI GESTIONE

Luca in questi anni ha maturato un'esperienza importante, ha conosciuto in maniera sempre più approfondita le dinamiche interne alle società e, parallelamente agli studi all'università e a corsi di formazione, ha aumentato le sue competenze. Nel corso del tempo ha sviluppato una visione d'insieme su come gestire una realtà in modo sano: «Ci dev'essere attenzione in tutte le aree strategiche in modo che una società diventi strutturata e forte. Credo molto nel valore delle persone come motore di crescita e ogni membro societario deve avere la predisposizione a dare il meglio. Bisogna avere una visione ampia, un organigramma ben definito, rispettare i ruoli, ogni persona deve lavorare con professionalità, la società deve avere un orientamento a medio/lungo termine e compiere scelte ben ponderate». Il calcio, come tutti gli sport e tutti i settori, sta attraversando un momento molto difficile dal punto di vista economico perché la pandemia ha aggravato una situazione che era già prima deficitaria. Ecco come, secondo Luca, si può superare questo periodo: «Ogni crisi innesca anche delle opportunità. Il futuro porta progresso, è necessario sviluppare il dialogo e il confronto perché da ciò nascono nuove idee e queste sono molto importanti per il successo di una società». Luca, nello svolgimento della sua professione di Direttore Generale, ha come modello di riferimento Ivan Gazidis: «Lo apprezzo molto per la sua capacità di adattarsi al contesto di riferimento, per la sua conoscenza delle peculiarità e delle differenze dei club. Ha avuto la bravura e la fortuna di lavorare in diversi Paesi e campionati, è un dirigente che ha una formazione variegata e una visione d'insieme ampia». 

CANTÙ SANPAOLO

Luca, sempre pronto a mettersi in gioco e amante delle sfide, ha da poco sposato il progetto dei canturini e ha iniziato a intraprendere il suo nuovo incarico di direttore generale. Scegliere questa realtà non gli è stato difficile per diversi motivi: «Sono in una società storica, in una piazza importante con una grande tradizione sportiva e sono sicuro che abbia grandi potenzialità. Dopo aver parlato con il direttore Fabio Tomaino, non ho avuto dubbi, mi ha contagiato il suo senso di appartenenza». Le prime sensazioni di Luca sono positive e si è subito messo all'opera: «Ho organizzato dei colloqui con tutti i dipendenti della società perché penso che le persone facciano la differenza ed è importante creare un gruppo di lavoro affiatato. Il mio desiderio è creare una realtà moderna, attrattiva e inclusiva. Il mio compito è fare da collante tra le diverse componenti della società e occuparmi anche della contabilità, della segreteria e di aspetti organizzativi». Una delle volontà di Luca è creare le condizioni affinché il club possa continuamente generare idee, differenziarsi e diventare un punto di riferimento: «Attraverso la collaborazione con delle università vorrei inserire diversi giovani neo laureati, laureandi o ragazzi che stanno svolgendo dei master e, insieme a dei membri del consiglio, sto sviluppando un piano marketing».  

Una veduta dall'alto del centro sportivo del Cantù Sanpaolo

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