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Valentina Battistini e il Team Nord Ovest convocano le società: si presentano quattro amici

Il consigliere torna a interessarsi di politica sportiva dopo la debacle alle amministrative di Busto Arsizio. Nella call si rivede l'ex consigliere del CRL Dario Silini

silini

Dario Silini è passato dalla parte di Valentina Battistini e del Team Nord Ovest

C'eravamo tanto odiati e adesso, dieci mesi più tardi, il «consigliere d'opposizione» Valentina Battistini imbarca nella sua battaglia Dario Silini, consigliere nel quadriennio 2016-2020 e uno dei pochi a credere ancora nel «ribaltone elettorale» con i ricorsi e controricorsi. Ricorsi tutti persi fino ad ora, però - come ripetono i ricorrenti - «abbiamo perso l'ultimo ma vinceremo il prossimo».

Valentina Battistini, quattro giorni dopo la delusione personale delle elezioni amministrative di Busto Arsizio che la vedevano candidata per il consiglio comunale, ha «riunito» quel poco che è rimasto del Team Nord Ovest. Ed è davvero rimasto poco: una decina di società rispetto alle cento che venivano sbandierate in campagna elettorale o nei giorni successivi quando c'erano da chiedere posti nelle Delegazioni. La «notizia» comunicata dal consigliere di opposizione ai quattro amici presenti in call è stata una: le (finte) dimissioni da Consigliere consegnate virtualmente nelle mani del presidente del Team Nord Ovest Daniele Parolo. «Rimetto il mio mandato, vi prego di riunirvi e decidere del mio mandato con tutte le società di Varese. Questa battaglia la faccio per voi, io non ci guadagno niente. Se a voi associazioni non interessa io non porto avanti la battaglia da sola». Le dimissioni, c'è da scommetterci, non diventeranno mai realtà. Populismo e nulla di più.

«Sono completamente in disaccordo con quello che fanno al Comitato: mercoledì si voterà il bilancio che sarà chiuso con una perdita di 590.000 euro. Però hanno speso soldi per i gadget, consulenze e aumentato i compensi ai revisori dei conti». E via col populismo, con l'apice toccato nell'attacco a quel poco che è rimasto del Team: «A Mantova c'erano quaranta società che mi hanno dato fiducia; io non ho mai litigato col Team ma se i numeri sono questi da mercoledì me ne torno a casa a fare la mamma». Possibile che non abbia pensato che nelle società sono intelligenti e non hanno voglia di appoggiare battaglie personali dietro le quali, forse, c'è dell'altro? Non è un mistero, infatti, che Valentina Battistini puntava ad essere nominata vicepresidente vicario del CRL.
Il pezzo forte della serata è stato incentrato sul bilancio che il Comitato Regionale Lombardia sarà chiamato a discutere nel consiglio di mercoledì: Valentina Battistini - che ha annunciato voto contrario - è arrivata a profetizzare lo scenario della "caduta" del Consiglio Regionale nel caso i revisori dei conti dovessero dare parere negativo. Ma poi in tutto ciò una considerazione è legittima: Valentina Battistini invece di dire le sue verità alle poche società perché non va in Procura a contestare quello che non le torna? Populismo parte 2… 

Anzi parte 3, perché Daniele Parolo - a sorpresa - è andato a ruota: «La LND è un'associazione di società, allora perché deve essere approvato il bilancio tra quattro mura di Milano senza portarlo all'approvazione dei soci? Noi manteniamo il sistema e dovremmo avere il diritto di esaminarlo e dire se va approvato. Se il bilancio non si approva chi è al timone se ne va a casa». Peccato che il presidente del Team Nord Ovest non sappia che il bilancio viene approvato dalle società ogni due anni in assemblea…
La serata spot è stata aperta e chiusa dagli interventi di Paolo Ferretti, presidente dei mantovani del Curtatone che ha esordito "contestando" il regolamento dei playoff e playout stilato da Dario Lo Bello (consigliere CRL di Varese) e chiuso parlando del «dispetto» fatto alla Delegazione di Mantova iscrivendo le squadre ai campionati del CSI. 

Tra i "carbonari" c'era anche Dario Silini che sembra aver dimenticato i tempi della campagna elettorale e delle frecciate date e ricevute da Valentina Battistini. Ora l'obiettivo comune è un altro e quindi non c'è timore ad andare a braccetto con gli (ex) avversari. Ma bisogna scegliersi bene gli amici; nella politica come nella vita…

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