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Protocollo, chiarimento del chiarimento del chiarimento: Regionali e Provinciali, no tampone a chi ha il green pass

Con un documento pubblicato oltre la mezzanotte la FIGC risponde ai dubbi che si stavano manifestando nelle società

Protocollo 2021 2022

Con un documento pubblicato oltre la mezzanotte la FIGC ha provato a fare chiarezza, ancora una volta, sul punto che riguarda i tamponi antigenici per la ripresa degli allenamenti. 
Secondo il "vecchio protocollo", infatti, tutte le squadre dell'agonistica prima di riprendere gli allenamenti erano tenute a sottoporre l'intero gruppo squadra al tampone antigenico 48-72 ore prima del raduno, anche se gli atleti erano in possesso del green pass. Un punto giudicato da tanti contraddittorio con la legge dello Stato che, proprio grazie al green pass, sta consentendo il ritorno alla normalità. «Perché serve il tampone se c'è il green pass?» è la domanda che in tanti si sono posti in questi giorni e che il Comitato Regionale Lombardia ha girato ieri alla Federcalcio. 
La risposta è arrivata a tarda notte: per i campionati a carattere Regionale e Provinciale non serve effettuare il tampone di controllo per chi ha il green pass (che si ottiene a conclusione del ciclo vaccinale o dopo aver superato il Covid) ma solo per chi non ne è in possesso. Diversamente, per i campionati nazionali o di interesse nazionale (Serie D ed Eccellenza) è obbligatorio lo screening iniziale a tutto il gruppo squadra e poi ai soggetti suscettibili 6-7 giorni dopo. 

Durante la stagione, poi, sarà comunque necessario tenere il tracciamento dei contatti, per questo è prevista l'autocertificazione. Autocertificazione che sarà obbligatoria nell'attività di base fin dalla ripresa degli allenamenti in quanto la pre-agonistica è quella fascia di età dove i ragazzi e ragazze non vengono sottoposti a vaccinazione. 

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