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Juvenilia Prima Categoria, Cazzaniga come Ferguson: 40 anni dipinti di rossoblù

Cazzaniga Juvenilia
«Una vita per la Juvenilia» non è una affermazione esagerata per l'allenatore rossoblù Roberto Cazzaniga, che da circa 40 anni gioca o allena per la società monzese, di stanza al mitico stadio “Sada”. Dall'inizio degli anni Ottanta fino fino ad oggi Cazzaniga, originario di Concorezzo e da anni residente a Mariano Comense, soltanto per una stagione, nei primi anni Novanta, non ha vestito i colori rossoblù: quella volta infatti andò in prestito in Terza categoria, nell'ormai scomparso Ac Vimercate. «In quell’occasione alla Juvenilia - ricorda Cazzaniga - non fecero per un anno la formazione di Terza categoria; io volevo continuare a giocare e a 18 anni andai in prestito al Vimercate. Fu solo una piccola parentesi, però, nel mio già lungo curriculum rossoblù, e nell'annata successiva ritornai all'ovile». Altra frase fatta, ma veritiera per te, la Juvenilia è proprio come una seconda famiglia. «Come posso smentirla questa affermazione? Ho giocato in tutte le formazioni giovanili della Juvenilia, dai Pulcini alla Under 18, in Seconda e Terza categoria. Nel 1993 sono diventato anche allenatore con i Pulcini; allora giocavo in Prima squadra e seguivo i ragazzi in contemporanea. Anche nel ruolo di tecnico ho fatto la gavetta in tutte le categorie dei ragazzi, e poi sono stato promosso sulla panchina della Prima squadra. Più di un decennio tra Seconda e Terza e da quest'anno la Prima categoria, che è il punto più alto raggiunto come allenatore. Alla Juvenilia sto benissimo, non c'è stato mai un problema, né da calciatore né da allenatore; ho la massima libertà, chiaramente sempre con il pieno sostegno e collaborazione della società». In quarant'anni tra campo e panchina non hai mai avuto la voglia di cambiare aria? «Sarà difficile da credere, però sinceramente no, non mi è mai passato per la mente di lasciare la Juvenilia e Monza, e tanto meno adesso che ho 47 anni. È vero non abito vicinissimo, sono residente a Mariano Comense da anni, però ho l'attività lavorativa a Lissone, e non mi pesa andare al Sada la sera per condurre gli allenamenti, e la domenica per le partite di campionato». Per voi, in virtù della fusione con il Desio, c'è stato il doppio salto dalla Terza alla Prima categoria, come lo avete affrontato e assorbito? «Pensavo avessimo più problemi nell'esordio in Prima. Per ovvi motivi andando a disputare un campionato di due livelli superiore al precedente abbiamo dovuto cambiare tanto nella rosa e, infatti, della vecchia Juvenilia sono rimasti soltanto in sette. Invece abbiamo avuto dei risultati discreti sia in Coppa Lombardia sia in campionato: abbiamo battuto la Cinisellese e pareggiato con la DiPo Vimercatese, due delle favorite per la promozione nel Girone C di Prima categoria, e i giudizi degli addetti ai lavori sono lusinghieri. Vedendola da un'altra angolazione, sette partite ufficiali tra Coppa e campionato sono poche per avere già un equilibrio in campo, e la sconfitta con la Polisportiva di Nova, squadra ampiamente alla nostra portata, lo dimostra». Se si riuscirà a condurre in porto questa stagione dove potrà arrivare la Juvenilia da doppia neopromossa? «Penso che per il nostro debutto in Prima categoria possa andare benissimo un campionato tranquillo, per gettare le basi di un futuro importante. Poi, più avanti, potremo pensare a un salto di categoria». Il sogno è di arrivare un giorno in Promozione, con una Juvenilia ovviamente guidata dalla panchina dall'eterno Roberto Cazzaniga.
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