Cerca

Prima Categoria

Besana Fortitudo, il tecnico Viganò si dimette: «Non potevo continuare in queste condizioni ambientali»

Tra le motivazioni dell'allenatore un rapporto mai nato con il Presidente e l'idea di promuovere giovani ancora acerbi

Viganò

Claudio Viganò, ex tecnico della Besana Fortitudo

Tirava brutta aria alla Besana Fortitudo e dopo sette giornate sofferte, ultimo posto in classifica nel girone D di Prima categoria con soltanto due punti portati a casa, il tecnico Claudio Viganò ha preferito rassegnare le dimissioni, per troncare un rapporto mai nato con il presidente Vincenzo Cazzaniga. «Se non mi fossi dimesso - ha spiegato Viganò - mi avrebbero sicuramente esonerato e ho preferito martedì sera anticipare tutti e lasciare l'incarico; non potevo continuare in queste condizioni ambientali, anche se credo che la stagione sia ancora recuperabile. Ho salutato i ragazzi prima dell'allenamento e mi sembravano veramente dispiaciuti di non poter più continuare il nostro lavoro insieme. Purtroppo, da quello che ho capito, il desiderio della società è quello di proseguire il campionato di Prima categoria principalmente con i giovani della Juniores e questo non mi garbava, anche perché credo che per un ragazzo di 17/18 anni il salto dalla Juniores provinciale alla Prima categoria sia troppo impegnativo tecnicamente e fisicamente».

Cosa non ha funzionato in questi due mesi trascorsi sulla panchina della Besana Fortitudo?
«Premetto che se avessi saputo che questa era la linea della società, su un campionato destinato quasi certamente alla retrocessione, non avrei mai accettato l'incarico. Da quando faccio l'allenatore non mai vissuto una situazione del genere, con il presidente che in tutte le sette partite disputate in campionato si è presentato negli spogliatoi durante l'intervallo, per imporre scelte tecniche e sostituzioni».

Pensi che la tua ormai ex squadra possa rimanere in Prima categoria, risalendo dall'ultimo posto in classifica nel girone D di Prima categoria?
«In queste sette giornate non abbiamo mai subito sconfitte pesanti o ribaltoni, è mancata soltanto la vittoria. Proprio domenica è in programma la sfida salvezza in casa del Bellusco, che precede la Besana Fortitudo di due punti, poteva essere e può essere l'occasione per portare a casa la prima vittoria e iniziare la risalita. Con questa rosa c'è la possibilità di salvarsi, affidandosi solamente ai giovani invece sarebbe un suicidio sportivo. Resto, comunque, un tifoso dei miei giocatori e gli auguro di salvarsi perché se lo meritano».

Adesso cosa farai?
«Mi risposerò sino a fine dicembre, ho bisogno di staccare la spina, queste ultime giornate sono state pesanti, sia fisicamente sia, soprattutto, psicologicamente. All'inizio del 2022 vedrò se ci sarà l'opportunità di rientrare in gioco come allenatore ombra in qualche società che deve cambiare marcia. Purtroppo noi allenatori quando veniamo esonerati nel corso della stagione siamo vincolati fino a giugno di ogni annata e l'unico modo di riprendere l'attività e di allenare senza poter andare in panchina la domenica».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400