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Lutto

È morto Fabio Mussetta, aveva 31 anni, lottava da tempo contro una grave malattia

L'ex calciatore della Mappanese è mancato nel pomeriggio di venerdì 14 gennaio. I biancorossi ritirano la maglia numero 5

Il calcio dilettantistico piange la scomparsa del difensore Fabio Mussetta

Fabio Mussetta, qua con la maglia dell'Atletico Volpiano

Una notizia che rattrista tutti nel mondo dei Dilettanti, dall'Eccellenza alla Terza Categoria. Nel pomeriggio di venerdì 14 gennaio è morto Fabio Mussetta, difensore centrale classe 1990, fino alla scorsa stagione tesserato della Mappanese. Lui che con quella casacca biancorossa aveva stretto un legame simbiotico da sempre, quando ancora la società era denominata Atletico Volpiano, iniziando a muovere i primi passi nel mondo delle prime squadre dopo gli inizi nelle giovanili del Volpiano. Dopo la prima stagione tra i Dilettanti giocata con il Real Canavese Fabio inizia la sua storia d'amore con l'Atletico Volpiano, iniziando la sua avventura in Seconda Categoria nella stagione 2011/12 senza lasciare più questa società. Tante le soddisfazioni, tra cui la promozione in Prima nell'annata 2015/16, fino al cambio di denominazione in Mappanese, sempre con la stessa passione con cui aveva iniziato anni prima. Da buon difensore centrale qual era Fabio si comportava da leader silenzioso, combattendo in campo al fianco dei propri compagni e dando sempre una parola di conforto in spogliatoio, con la gentilezza che l'ha sempre contraddistinto. Un legame che però si è dovuto interrompere quest'estate, quando a Fabio è stato diagnosticato il cancro che l'ha poi portato via.

Parole molto sentite e visibilmente scosse quelle di Andrea Graneri, presidente della Mappanese, che ha visto la crescita calcistica di Mussetta quasi come quella di un figlio. «Era qui con noi praticamente da sempre - commenta il numero uno biancorosso - Già all'Atletico Volpiano prima aveva dimostrato di tenere tanto a questa società, con il cambio di denominazione l'attaccamento ai colori si è ulteriormente rafforzato. Diventa complicato dire qualsiasi cosa: quando dico che era un ragazzo sempre disponibile e con la testa sulle spalle non dico nessuna frase di circostanza. Non fumava, non viveva in modo sregolato, era veramente uno sportivo e un figlio modello sotto tutti i punti di vista. Ho sempre apprezzato tantissimo la sua grande umiltà: nonostante non fosse la punta di diamante di questa squadra si è sempre messo a disposizione, soprattutto sul piano umano e nel conforto verso i suoi compagni di squadra. L'ho sentito l'ultima volta poche settimane fa: prima di parlare di sé ha chiesto come procedeva al campo, rassicurando poi me e i propri compagni sulle proprie condizioni di salute. Ha poi promesso a tutti noi una sua visita al campo nell'immediato futuro. Non riesco a quantificare la perdita umana, è venuto a mancare un elemento chiave del nostro spogliatoio»·

Nella figura del presidente Graneri la Mappanese ha scelto di ritirare la maglia numero 5, che a partire dalla ripresa dei campionati fissata per fine gennaio non assegnerà più la casacca solitamente affidata a uno dei due difensori centrali. «È un piccolo gesto simbolico per restare per sempre vicini a Fabio e ai suoi genitori - conclude Graneri - Ritiriamo la maglia numero 5 e lanciamo con il pensiero di tutti un pallone verso il cielo. Sarà sempre parte integrante del nostro gruppo, come un vero e proprio ventunesimo uomo in distinta». Tutta la redazione di Sprint e Sport si stringe nel dolore attorno alla Mappanese e alla famiglia di Fabio, ponendo le più sentite e sincere condoglianze.

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