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La Prima Categoria boccia il "Return to play", ok al campionato fino a giugno

Presidenti, allenatori, direttori e addetti ai lavori esprimono i loro dubbi anche sulla riapertura del mercato, giudicata inutile

La Prima Categoria boccia il "Return to play", ok al campionato fino a giugno

Un faticoso rientro in campo per la Prima Categoria: domenica 6 febbraio in campo con i recuperi

Un rientro in campo ormai alle porte, ma con tanti, tantissimi dubbi ancora in mente. Domenica 6 febbraio si giocano i recuperi di campionato dalla Promozione alla Seconda Categoria, ma c'è ancora qualcosa che nei pensieri degli addetti ai lavori è nebuloso. Dal mercato riaperto al "Return to play", passando per i nuovi calendari ufficializzati qualche giorno fa: cosa ne pensa di questa ondata di novità chi passa la domenica pomeriggio in campo?

Prendendo a campione 20 addetti ai lavori di Prima Categoria, tra tecnici, direttori sportivi e presidenti, abbiamo fatto un sondaggio su cosa ne pensa davvero una categoria delicata come la Prima, autentica rappresentante del mondo dei Dilettanti. 4 i quesiti all'ordine del giorno: un parere sulle nuove date d'inizio, un parere sul prolungamento del mercato, la comprensione di un documento importante come il "Return to play" e un parere sulla possibilità del giocare infrasettimanali

Il Santa Rita, Prima cAtegoria D

Il Santa Rita al gran completo (Prima Categoria girone D)

1) SIETE D'ACCORDO CON LE NUOVE DATE D'INIZIO?

  I risultati del sondaggio sulla prima domanda

Un numero abbastanza chiaro per la prima e fatidica domanda. 12 intervistati su 20 sono soddisfatti delle nuove date, giudicando giusti i tempi presi dal Comitato Regionale. Non manca però qualche polemica sulle date della ripresa invernale in generale, che per qualche addetto ai lavori dovrebbero essere sempre fissate a febbraio. «Giusto riprendere adesso a metà febbraio, ma i calendari andrebbero rivisti in generale - ha commentato Marco Bonello, allenatore del Lesna Gold - Ripartire a febbraio dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. Dobbiamo ricordarci tutti che siamo dilettanti e la cosa principale è tutelare i ragazzi che scendono in campo: i terreni di gioco tra fine dicembre e gennaio sono spesso impraticabili e le probabilità di infortunio aumentano vertiginosamente. Senza contare poi i costi della manutenzione del manto erboso per le società che mantengono ancora il campo in erba naturale».

In generale sono stati 8 gli intervistati ad essere contrari con le nuove date, equamente divisi tra chi avrebbe iniziato prima insieme all'Eccellenza e chi avrebbe iniziato dopo. In merito a quest'ultima categoria il presidente e allenatore del CG Aosta Giulio De Ceglie è un vulcano: «Bisognava iniziare dopo, senza dubbio - dichiara De Ceglie - Noi siamo ancora in piena crisi per quanto riguarda i contagi, se ci aggiungiamo le squalifiche e gli infortuni non sappiamo come ci presenteremo alle prime partite. Si poteva tranquillamente ripartire ad inizio marzo, piazzando qualche turno infrasettimanale in più quando farà più caldo e la situazione legata al virus sarà più serena. Il Comitato sembra quasi che non abbia la percezione di quello che ha intorno». Un disagio dovuto ai contagi confermato anche da altre società, che stanno facendo la conta sui disponibili per i primi recuperi di domenica. A peggiorar la situazione, per gruppi come quello del CG Aosta, anche la questione infortuni, piaga sempre presente nei mesi invernali».

2) PROLUNGAMENTO DEL MERCATO: SCELTA GIUSTA O SBAGLIATA?

Sondaggio domanda 2Un discorso che contro ogni previsione ha diviso gli intervistati. A quanto pare la riapertura del calciomercato non ha soddisfatto proprio tutti in Prima Categoria, con solamente 12 addetti ai lavori su 20 felici della possibilità di acquistare ulteriori rinforzi nel mese di febbraio. 6 intervistati si sono dichiarati contrari a una decisione del genere, anche perché chi doveva rinforzare l'organico l'ha fatto in precedenza. Si trovano d'accordo le due formazioni di Collegno, Pro e Paradiso: «Trovo che non sia giusto - commenta Matteo Vagli, allenatore del Paradiso - Ormai siamo a febbraio, ciò che è fatto è fatto. Rischiamo solo di mettere in difficoltà i ragazzi che, a campionato ormai inoltrato, devono di nuovo ambientarsi in una nuova realtà». Praticamente dello stesso avviso anche Mario Trevisani, dirigente della Pro Collegno: «Trovo che sia sostanzialmente inutile, le squadre che volevano muoversi l’hanno già fatto, mentre ora è praticamente tutto fermo».

Dalla loro i pro-mercato fanno leva su dei temi delicati, come la sostituzione dei calciatori sprovvisti di Super Green Pass. Su una lunghezza d'onda simile Maurizio Calamita, tecnico del PSG, e Patrick Zandomeneghi, DS del Santa Rita, entrambi convinti di come il mercato possa servire per costruire una rosa più lunga e che sopperisca alle assenze causate dal Covid.

3) SIETE SODDISFATTI DEL "RETURN TO PLAY"?

Sondaggio 3

Il 45% degli intervistati non ha compreso o non è soddisfatto del "Return to Play"

Sicuramente il tasto più dolente dell'intero sondaggio. Dove si sperava in una risposta pressoché unanime la Prima Categoria si è divisa, evidenziando un disagio nel ritorno in campo: 9 addetti ai lavori su 20 non sono soddisfatti del "Return to Play", protocollo che consente ai guariti dal Covid di rientrare in campo. Tanti i punti che fanno storcere il naso ai protagonisti della categoria, soprattutto sulle tempistiche delle visite utili al rientro in campo. In merito è intervenuto ancora una volta un vulcanico De Ceglie: «Va bene i 7 giorni dopo la negativizzazione, ma non hanno considerato che le tempistiche delle prenotazioni alle visite per il rientro sono folli. Noi come società contattiamo i centri specializzati e ci parlano di 20-25 giorni di attesa per prenotare le visite viste le tantissime richieste. Se un ragazzo si contagia come minimo sta fuori un mese». Su una lunghezza d'onda simile il tecnico del Garino Daniele Gaudino: «Non capisco il senso di rifare la visita per un ragazzo vaccinato, soprattutto con terza dose. Una volta negativizzati bisognerebbe permettere ai ragazzi di tornare subito ad allenarsi, altrimenti si rischia il collasso».

C'è chi invece è sostanzialmente d'accordo con il documento, ma che avrebbe preferito qualche agevolazione in più. «Trovo che il nuovo protocollo sia tutto sommato chiaro - spiega Patrick Zandomeneghi, Ds del Santa Rita - Avrebbero però dovuto agevolare le società ed i ragazzi, anche solo ad esempio per quanto riguarda i prezzi delle visite. Siamo tutti dei gruppi di appassionati che sono fermi da due mesi, dal Comitato non devono dare troppe cose per scontate e non ci devono dimenticare. Stiamo vivendo un periodo di vera difficoltà, sia noi dirigenti che i ragazzi che sono sempre più convinti nel lasciare il calcio. Spero si possa fare qualcosa in futuro per ridurre i costi»

4) GIOCARE FINO A GIUGNO SENZA INFRASETTIMANALI È LA SCELTA MIGLIORE? O ERA MEGLIO INSERIRE DELLE GARE AL MERCOLEDÌ?

Sondaggio risposta 4

Il 90% degli intervistati è d'accordo sul giocare fino a giugno senza infrasettimanali

La risposta che ha incontrato il maggior numero di consensi. Quasi tutti gli addetti ai lavori sono d'accordo nel giocare fino a giugno, ma evitando le gare del mercoledì a zero. Tra il lavoro dei propri tesserati e le famiglie in Prima Categoria si vuole limitare al minimo gli impegni in settimana, un tema portato avanti da sempre nel mondo dei Dilettanti. C'è chi però ha esposto dei pareri discordanti: «Avrei preferito qualche turno infrasettimanale in più - dice Andrea Faccini, tecnico del Beppe Viola - A livello economico alla lunga finire così tardi rischia di essere uno svantaggio pesante per alcune società».

Pensiero condiviso dai più quello di Marco Marocco, allenatore del San Bernardo, che evidenzia un altro problema: «Trovo giusto non mettere turni infrasettimanali, che tanto verranno comunque occupati per i recuperi che non mancheranno di esistere anche a campionato inoltrato. L’unica cosa che non mi va giù del giocare fino a giugno è legata agli orari delle partite: sarebbe veramente folle giocare partite di campionato (o di playoff, in quel caso addirittura a metà/fine giugno) alle 15 in quel periodo con le temperature che di solito si aggirano sui 35 gradi».

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