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Feralpisalò-Legnago Primavera 3: gardesani forza 4, Carbone ardente e veneti liquefatti

Vincenzo Carbone Feralpisalò Primavera 3

Vincenzo Carbone Feralpisalò Primavera 3

Poker face Feralpi e Legnago stravolto 4-1, lombardi inarrestabili e veneti quasi sempre alle corde, per i bresciani chiusura con un filotto di 4 successi consecutivi. La quattordicesima giornata del Primavera 3 rappresenta pure l’ultima tappa stagionale di questo torneo, un torneo in procinto di riformarsi come tutti gli altri campionati primavera già dal prossimo anno. A dettar legge in una giornata da spiaggia sono stati come di consueto i Lenocini del Garda, i quali hanno contribuito a rendere incandescenti i ritmi di gara, più di quanto non facesse già la colonnina di mercurio. Una gara votata all’attacco quella dei verdeblù, come sempre, com’è stato dall’avvio di stagione ad oggi. Ed è stato un’altra volta spettacolo al Centro Sportivo Rigamonti, al di là delle reti firmate da uno strepitoso Vincenzo Carbone (doppietta per lui, in alto in foto), da un cecchino dall’alta percentuale realizzativa su calcio piazzato qual è Mattia Musatti, e dall’apporto successivo di Andrea Beltrami, subentrato ma pur sempre sul pezzo fino alla fine. Ma al di là quello, la fattura del gioco espresso dai salodiani è stata altissima, di quelle che si incontrano raramente anche a livelli più quotati. Mauro Bertoni è il demiurgo di tutto questo, l’artefice di un gioco molto simile ad un incrocio fra il calcio alla Bielsa e quello alla Zeman: difficile chiedere di meglio in riva al Benaco. A senso unico. La Feralpi è costretta a rinunciare allo squalificato Loris Armati, il che ha creato qualche dubbio in difesa per Mauro Bertoni. Ma anche in quest’ultima chiamata il tecnico bresciano non ha lasciato nulla al caso, preparando al meglio la gara per rispetto di un «avversario che nel girone di ritorno ha fatto grandi cose», come ha sottolineato lo stesso Bertoni alla vigilia. I risultati dei veneti dell’ultimo periodo giustificavano tale apprensione. Legnago infatti spauracchio dopo il giro di boa con 4 vittorie messe a referto, una sola sconfitta contro la battistrada e un pari: un ruolino di marcia che ha contribuito a renderla una delle squadre più performanti di questo caldo finale di stagione. Pronti via, però, ed è mancato proprio il tempo per gustarsi l’equilibrio, perché Carbone al primo affondo dei gardesani ha portato subito in vantaggio i suoi con un preciso diagonale di sinistro sul quale Calabretta non poteva nulla. Avvio shock del Legnago che accusa il colpo a freddo dopo soli 2 giri di lancette. Ma non è finita qui. Una manciata di minuti più tardi era Groppelli, dalle retrovie, ad imbeccare il collega Raccagni scattato dall’altra parte, sulla destra, il quale si faceva murare da un buon intervento di Calabretta, quest’ultimo in seguito graziato dalla traversa colpita proprio sulla respinta da uno scatenato Carbone, immancabile da quella parte. Grande avvio quello dei gardesani, volenterosi nel voler chiudere il campionato con la quarta vittoria consecutiva davanti al proprio pubblico, finalmente ammesso sugli spalti del Rigamonti. Il primo tentativo ospite giungeva invece verso il quarto d’ora con Mariotto, murato provvidenzialmente a botta sicura e ben imbeccato dalla destra da Melaca. Il bomberone veneto è costretto spesso ad allargarsi per allentare le marcature di un insuperabile Lucini, allontanandosi così dal bersaglio grosso. Primo tentativo degli undici di Montorio, comunque, che vogliono chiudere anch’essi la stagione con un sorriso. Subito dopo era Gugole a seminare il panico sulla destra, bevendosi Groppelli in velocità ma sparando fuori misura una volta entrato in area: altro buon tentativo biancazzurro. Il buon momento veneto proseguiva anche verso la mezz’ora, quando Zanetti sradicava palla a Verzelletti e si involava verso la porta di Venturelli, anche se un provvidenziale intervento di Lucini sventava ancora la minaccia all’ultimo secondo: chirurgico il centrale bresciano. Urge una soluzione per i locali, e allora perché non provarci sulle palle inattive? Raddoppiava per la Feralpi dopo la mezz’ora Musatti su punizione dal limite dell’area, mediante una delle sue solite esecuzioni da specialista del settore: parabola tesa e precisa disegnata sopra la barriera, imparabile per Calabretta. Gran gol del mediano gardesano, tra i migliori in campo per tutta la prima frazione e oltre. Prima dell’intervallo ancora un’emozione, con Meloni che impattava sulla traversa un cross dalla sinistra. Poi tutti dentro per il meritato tè fresco. Ultimo tango. Nella ripresa Bertoni non ritoccava nulla nel suo spartito, la sinfonia espressa dai suoi era di quelle eseguite dalle migliori orchestre nei grandi teatri d’Europa. Quello che metteva mano allo spartito era Montorio, prima con l’inserimento di Berini e poi di Ferraro, nell’insperata ricerca di note meno stonate. Tuttavia la musica non cambiava, era il medesimo suono udito nella prima parte, anzi forse migliore dal lato gardesano. Da qui ecco il tris calato dall’irresistibile Carbone, stavolta in rete con l’ausilio della traversa, che prima faceva entrare e poi uscire la sfera ma comunque con il rimbalzo già oltre la linea. Stradominio bresciano. Spesso e volentieri la perfezione può sortire effetti indesiderati, però, controindicazioni dovute ad eccessiva sicurezza, uno sfasamento nel ritmo: in questa fase i verdeblù incendiavano l’area di Calabretta e solo un patrono particolarmente protettivo poteva intercedere per salvare i veronesi. La dea Salus? I Leoni non chiudevano i giochi e allora ci pensava il subentrato Alberti ad accorciare, indirizzando in rete una palla sulla quale Lucini provava disperatamente un salvataggio impossibile sulla linea (3-1). Tenere alta la concentrazione per tutta la partita, con questo caldo, era pressoché impraticabile, a maggior ragione se si gioca sempre col piede sull’acceleratore, senza fare calcoli come fanno i salodiani. Ecco quindi la svolta verso il finale: il bresciano Ferroni toccava di mano in area e i veronesi potevano portarsi sul 3-2, ma dal dischetto Ferraro non faceva i conti con Venturelli, che alla sua 4ª presenza neutralizzava in grande stile alla sua destra e in presa bassa. Che portierino questo 2004! Era il grande rischio, il grande pericolo, e finita la foga veneta ecco Beltrami suonare l’inno alla gioia, con un gol in contropiede che ha premiato la generosità, sua e della squadra. Buono comunque, in questo pomeriggio all’Opera, il contrappunto veneto, prima in sordina ma in crescendo nella ripresa. Ora la Feralpi guarda al futuro e, con queste premesse, non potrà che essere verde… blu.


Gabriele Meloni, attaccante classe 2002: il terminale offensivo dell'attacco gardesano. Per lui 12 presenze e 6 reti in stagione.

IL TEBELLINO

FERALPISALÒ-LEGNAGO SALUS 4-1 RETI (3-0, 3-1, 4-1): 2’ pt Carbone (F), 34’ pt Musatti (F), 11’ st Carbone (F), 24’ st Alberti (L), 43’ st Beltrami (F). FERALPISALÒ (3-3-1-3): Venturelli 8, Verzelletti 7 (18’ st Beltrami 7.5), Groppelli 7, Musatti 8, Boschetti 7 (38’ st Inverardi sv), Lucini 7.5, Raccagni 7 (30’ st Ferroni sv), Cristini 7, Meloni 7, Zanelli 7 (18’ st Gualandris 7), Carbone 8 (38’ st Zanini sv). A disp. Bassi, Picchi. All. Mauro Bertoni 8. LEGNAGO SALUS (4-3-1-2): Calabretta 7, Malavasi 5.5, Moracchiato 6, Signoretto 6 (15’ st Vukovic 6), Cecchetto 6, Maneo 5.5 (8’ st Ferraro 5.5), Mariotto 5.5 (1’ st Berini 6), Casarotti 6.5, Melaca 6 (20’ st Cionca 6), Zanetti 6, Gugole 6 (20’ st Alberti 7). A disp. Maimihai, Alberti. All. Alessandro Montorio 6.5. ARBITRO: Sig. Federico Tosi di Busto Arsizio 6. ASSISTENTI: Zappella (Bergamo), Marini (Brescia). AMMONITI: 25’ st Alberti (L), 34’ st Musatti (F), 35’ st Carbone (F).

LE PAGELLE

FERALPISALÒ Venturelli 8 Spettatore non pagante per un tempo, gli avversari calciano ma non in porta. Lui si propone bene nel gioco con i piedi e nella ripresa invece si rende super neutralizzando il rigore a Ferraro: belle speranze per lui. Verzelletti 7 A volte rischia qualcosa dietro, nel complesso buon giro-palla e grande attenzione nel coprire la sua zona. 18’ st Beltrami 7.5 Dopo innumerevoli tentativi chiude definitivamente i giochi in chiusura: gol che fa morale. Groppelli 7 Gioca con molta calma sulla corsia di sinistra, imposta bene da dietro e mette anche Raccagni davanti al portiere: gran partita del difensore verdeblù. Musatti 8 Statuario nel mezzo, nel punto nevralgico del campo c’è sempre col tempismo giusto, visione periferica importante e grande pressing, poi dalla sua mattonelle non perdona mai: è lui il bomber della squadra con 8 reti stagionali. Magic. Boschetti 7 Buon gioco aereo, nel primo tempo va vicino al gol di testa e nel mezzo è un playmaker davvero instancabile, distribuisce palloni in quantità industriale e protegge al contempo la difesa facendo filtro sul fantasista avversario. Perno della squadra. (38’ st Inverardi sv). Lucini 7.5 Ottimo regista difensivo, costruisce con tranquillità dal basso e dietro salva spesso la baracca con interventi precisi e sempre efficaci. Grande performance. Raccagni 7 Ha la possibilità in avvio di raddoppiare ed entrare anche lui nel tabellino, ma perde l’attimo. Buona prova comunque del classe 2003. (30’ st Ferroni sv). Cristini 7 Sempre molto stretto per creare densità nel mezzo, si propone e ripiega con le giuste tempistiche. Uno degli uomini chiave di Bertoni; vicino al gol nella ripresa quando è rimpallato a botta sicura. Meloni 7 Si vede poco nella prima frazione, non molte occasioni per colpire tranne la traversa alla fine del primo tempo, ma quando svolge il lavoro sporco per la squadra lo fa egregiamente. Altruista. Zanelli 7 Gioca in una posizione molto particolare, dietro al terzetto offensivo dove spesso c’è poco spazio: appena riesce a girarsi imbuca palle davvero pregevoli, si accende all’improvviso e recupera molti palloni. 18’ st Gualandris 7 Entra e partecipa alla festa finale. Carbone 8 Alla prima palla utile non si lascia scappare la possibilità di aprire le marcature: parte a razzo, grande avvio dell’esterno gardesano, che rischia anche il raddoppio beccando la traversa, prima di fare il tris nella ripresa per chiudere la sua stagione a quota 7 gol. (38’ st Zanini sv). All. Bertoni 8 Orchestra perfetta quella schiarate per l’ultima volta in questa stagione dal tecnico bresciano. Squadra giovane, aggressiva e votata all’attacco, proprio come piace a lui. Automatismi ormai perfetti e collaudati, un peccato sia già finito il campionato. Complimenti al mister. LEGNAGO SALUS Calabretta 7 Non può molto sul primo gol; poi graziato da 2 traverse, si mette in luce con qualche buon intervento, soprattuto nella ripresa quando salva più volte i suoi. Malavasi 5.5 Un po’ in difficoltà quando viene attaccato da Carbone, dalla sua parte tante falle. Un po’ sulle gambe. Moracchiato 6 Controlla bene i passi felpati di Meloni cercando di accorciare sempre sul bomber bresciano: i suoi lo supportano a sufficienza. Signoretto 6 Si spende molto per la causa, fa quel che può, i lombardi lo mettono a dura prova ma in qualche modo tiene botta. 15’ st Vukovic 6 Entra bene nel match. Cecchetto 6 Gioca tutta la partita abnegandosi per la causa, in ultimo ha ancora fiato per proporsi in avanti. Maneo 5.5 Non spinge moltissimo sulla sinistra, la sua partita è dedita alla copertura e così facendo riesce a guadagnare pochi metri sulla corsia laterale. 8’ st Ferraro 5.5 Fallisce un rigore della potenziale remuntada. Mariotto 5.5 Solo un tempo per lui, un po’ in affanno e non al meglio, faticava nel mezzo a contenere le spinte bresciane. Il tecnico deve aver preferito forze fresche in quella zona. 1’ st Berini 6 Buon impatto sul match, si mette nel mezzo e prova a combinare qualcosa. Casarotti 6.5 Meglio nella ripresa, nella prima parte subisce l’iniziativa locale ma nel secondo si rende utile nel buon momento dei suoi. Melaca 6 Svaria molto per aiutare la squadra a trovare la profondità, mette dentro buone palle quando decentrato, fa un gran lavoro là davanti. (20’ st Cionca 6). Zanetti 6 Non trova la posizione, dovrebbe giocare dietro le punte ma spesso in pressing si porta sulla stessa linea perdendo molte energie, qualche polemica col propio tecnico. Gugole 6 Prova qualche affondo, ha la possibilità di pareggiare i conti ma la sbaglia, per il resto si prodiga molto per aiutare i compagni. 20’ st Alberti 7 Entra e segna, cosa chiedergli di più? All. Montorio 6.5 Ritorno super, poi l’inflessione nelle ultime sei gare, ma come attenutane ha le tante defezioni. Comunque buona la risposta della squadra nella ripresa, i suoi hanno onorato la gara fino alla fine. ARBITRO: Federico Tosi (Busto Arsizio) 6 Segue bene la partita, sempre vicino all’azione, non deve gestire situazioni complicate e si limita ad estrarre i cartellini con parsimonia, solo per qualche protesta. Nell’assegnare il rigore non segue le ultime direttive Uefa.

LE INTERVISTE

MAURO BERTONI, tecnico della Feralpisalò Ennesima grande prova della squadra con i due leoni verdeblù sul petto, una prova come al solito votata all’attacco dal primo all’ultimo minuto. Il creatore di questa macchina divenuta ormai perfetta non poteva che essere lui, Mauro Bertoni, che al di là del modulo adottato ha sempre voluto insistere sull’atteggiamento mentale dei suoi una volta in campo: in una massima, “la miglior difesa è l’attacco”. Queste le parole del tecnico nel dopogara: «Mi fa molto piacere che il gioco della squadra sia piaciuto, questa è sempre stata la nostra filosofia calcistica, voluta dalla società e in particolar modo dal nostro direttore. Io l’ho sempre sposata in pieno e pertanto non posso che essere davvero contento dell’annata». Un’annata nella quale i bresciani hanno espresso il miglior calcio del girone, un calcio generoso e spettacolare a differenza di altre compagini forse più attente a capitalizzare il risultato con un gioco più sparagnino e calcolato, ma sicuramente meno estetico e spettacolare. Sempre il tecnico: «Il periodo di crisi? Noi non abbiamo mai rinunciato a giocare come sappiamo, ovvero attaccando sempre. E stavolta come allora questo ci ha portato spesso a farci recuperare, ci ha fatto riaprire partire già chiuse e condotte da noi. Quindi in quella fase - a cavallo del giro di boa - ci è andata male, ma per me non ha importanza, volevo una squadra che attaccasse sempre e così è stato. Sono davvero soddisfatto». Un lavoro encomiabile quello di Bertoni, al quale la società non vorrebbe rinunciare. Queste le parole sul possibile prosieguo sulla panchina dei Leoni del Garda: «Per l’anno prossimo sto sentendo la società, bisogna definire la cosa ma il club mi ha già chiesto di proseguire questo percorso. Sicuramente avendo lanciato parecchi giovani, addirittura dei 2005, l’anno prossimo dovremmo raccogliere i frutti di questo lavoro, anche perché sarà un campionato totalmente diverso da quello visto quest’anno, con promozioni retrocessioni». Insomma, a Salò il calcio zemaniano ha fatto proseliti. ALESSANDRO MONTORIO, tecnico del Legnago «Andremo là per divertirci e usare al meglio le nostre armi spensieratamente» aveva detto alla vigilia del match Alessandro Montorio, pienamente consapevole che «la Feralpi è una squadra capace di grandi performance, con un attacco formidabile». Pertanto il tecnico veronese aveva predisposto il tutto in settimana per impostare la gara «sotto il piano dell’organizzazione tattica e dell’aggressione». Queste le premesse, poi anche a causa di qualche defezione (tre squalificati tra cui Barotto, Saviato, Sartori e altrettanti infortunati) è dovuto ricorrere ad alcune modifiche negli undici di partenza, anche se non ha voluto metter mano al solito canovaccio tattico, quel 4-3-1-2 che tante soddisfazioni ha dato nel ritorno. Ma la Feralpi è stato avversario troppo proibitivo in quest’ultimo atto, così il tecnico biancazzurro ha voluto spiegare: «Come avevo già anticipato, ormai i miei avevano dato tutto, per cui non posso far altro che ringraziare ciascun giocatore per l’impregno mostrato in campo. Se mi avessero detto all’inizio che saremmo arrivati a giocarci il 4° posto a questo punto della stagione non ci avrei creduto. È stata un’annata fantastica, sono pienamente soddisfatto». La squadra, dopo un’andata difficile, è uscita nel ritorno e Montorio l’ha voluto sottolineare con queste parole: «Abbiamo fatto un grande ritorno, purtroppo abbiamo pagato lo scotto della categoria all’andata, perché per giocare a questi livelli ci abbiamo messo un girone per calarci totalmente in questa realtà. Credo che la squadra abbia reagito benissimo alle difficoltà e abbia chiuso il campionato nel migliore dei modi, in crescendo e dando tutto fino all’ultima goccia di sudore».
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