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Semifinali Primavera

Sampdoria-Atalanta Primavera 1: Ghislandi e Scalvini portano i Campioni d'Italia in finale, blucerchiati affondati

Sampdoria-Atalanta Primavera 1

Al Ricci di Sassuolo la prima finalista è l’Atalanta dopo la vittoria per 2-1 sulla Sampdoria grazie ai gol di Ghislandi e Scalvini, che hanno reso di fatto vana la rete di Yepes del momentaneo accorcio in chiusura di prima frazione. Atalanta alla sua terza finale consecutiva, per Brambilla un successo clamoroso nonostante gli sfavori della vigilia. A distanza di tredici anni dalla prima e ultima volta targata Fulvio Pea, la next generation blucerchiata di Felice Tufano si era ritrovata in lizza per la conquista dello scudetto di categoria, in procinto ad essere assegnato sempre nella cornice dello stadio Enzo Ricci il prossimo mercoledì. Contro i bicampioni d’Italia l’occasione per la Samp era quindi propizia per accedere alla finalissima, a maggior ragione dopo una cavalcata esaltante che l’ha vista tagliare il traguardo della stagione regolare - contro ogni pronostico - con 57 punti a pari merito con Inter e Juventus (davanti per classifica avulsa). L’accesso alla finalissima, però, è stato drasticamente sbarrato sul più bello, ancora dagli indomiti ragazzi di Massimo Brambilla che, dopo il successo contro la Roma nei quarti, volevano ed hanno ottenuto l’approdo alla loro terza finale consecutiva, quasi in stile Real Madrid. Da un lato Tufano doveva rinunciare a Doda, Prelec e Sepe, dall’altro Brambilla poteva contare su un Alessandro Cortinovis in periodo di grazia dopo la doppietta alla Roma, oltre ad un reparto difensivo che stavolta ha fatto davvero la differenza (vedasi le prove di Ghislandi e Scalvini, tanto per fare qualche nome, per non parlare di Sidibe e Gyabuaa nel mezzo). Sfida comunque all’insegna dell’equilibrio, e come nei due precedenti di quest’anno nei quali la Dea ne era uscita imbattuta (3-1 all’andata, 1-1 al ritorno), anche stavolta il Doria ha dovuto alzare bandiera bianca. Curiosità: le stesse compagini si ritrovarono in semifinale anche nel 2007, quando i blucerchiati passarono il turno per 2-1 ribaltando lo svantaggio bergamasco ma perdendo poi contro l’Inter di Mario Balotelli in finale. Con questa vittoria l’armata di Brambilla ha lavato anche quell’antico sgarro.

Olimpo bergamasco. In un Ricci in versione Azteca di Città del Messico (35 i gradi costantemente segnalati dai rilevatori) le squadre partivano entrambe con lo stesso abito, quello delle grandi occasioni, uno smoking versione 3-5-2 leggermente più comodo alla sagoma blucerchiata. Un modulo speculare per entrambe volto a non scoprire le carte al via, almeno nelle prime battute di gioco. Nell’Atalanta spazio al genio visionario di Cortinovis nel mezzo, colui che inventava più che dettava gli schemi della squadra. Davanti invece negli orobici Italeng era chiamato a sportellare con la terna difensiva doriana composta da Aquino, Angileri e Obert. Mentre nel mezzo i soliti Gyabuaa e Sidibe erano supportati costantemente dal buon apporto dei quinti, Ghislandi e Renault. La terna arretrata era composta da Berto, Ceresoli e Scalvini e fin da subito alzava le palizzata a Di Stefano e Montevago, i bomber liguri relegati tra gli osservati speciali della sfida. E così, dopo qualche scorribanda iniziale di Cortinovis a deliziare i 350 spettatori presenti (cifre ufficiali e non ufficiose), a rompere il ghiaccio era bomber Di Stefano con una mira imprecisa e leggermente alta sopra la traversa. Ma ad andare più vicino al gol, dopo 20 giri di lancette di grande attenzione ed equilibrio dove le marcature preventive regnavano sovrane, era la Samp su calcio piazzato: Trimboli sbatteva sull’incrocio e sulla respinta Aquino per poco non trasformava il tap-in, trovando l’opposizione tanto fortunosa quanto provvidenziale di Gyabuaa. Pazzesca occasione per il Doria, comunque, che da quel momento alzava il baricentro cercando di spezzare gli equilibri. Fase, quella, in cui la Samp aveva la meglio e dove creava qualche apprensione a Dajcar e compagni. Il portiere sloveno, peraltro, era costretto all’intervento in due tempi su Yepes qualche minuto dopo. Partenza accorta ed energica al contempo quella dei marinai di Tufano, bravi nello schiacciare i bergamaschi fino al cooling break. Poi, la burrasca. La pausa infatti aveva interrotto la pressione ligure, capovolgendo la buriana stavolta a sfavore dalla flotta genovese. Brambilla infatti variava il tema tattico e così la Samp perdeva bussola e rotta nel medesimo instante, con Ghislandi che andava poco dopo in gol, disegnando una parabola fantasmagoria dopo la mezz’ora agli incroci, dalla destra, sul palo lontano dove Saio poteva solo ammirare (0-1). Il vento era cambiato e ora era Ghisleni a scompaginare la retroguardia blucerchiata, ma il raddoppio portava la firma di Scalvini ad una manciata di minuti dall’intervallo, quando quest’ultimo era super nell’anticipare Saio in uscita e nel trovare il raddoppio (0-2). Sembrava finita per il Doria, il nervosismo anche in panchina montava forte, ma in chiusura ci pensava Yepes ad accorciare di testa sul traversone di Giordano, dopo un tempo dai tratti tempestosi per i naviganti liguri.

Dea in finale. Nessun cambio a variare le rotte durante il giro di boa, si riprendeva la navigazione ed era capitan Trimboli, il figlio della Gradinata Sud, a cercare la scossa del pari con un tipo da lontano che si perdeva al largo di un mare sempre più burrascoso. Tufano doveva aver responsabilizzato ulteriormente il paladino blucerchiato durante l’intervallo, spronandolo a prendere per mano la squadra nei momenti di buriana. Il tema ovviamente prevedeva una Dea ben piazzata e ordinata dietro, ma pronta a sfruttare i corridoi a disposizione. Il Doria alzava il baricentro ma non rinunciava al gioco, cercando di insistere con una manovra avvolgente e tamburellante. E in questa punto della tratta ecco Ghisleni chiamare Zovko all’ordinaria amministrazione, mentre sul ribaltamento di fronte Di Stefano scivolava sul più bello nel momento del tiro. In uno dei corridoi prima accennati Italeng veniva murato da Yepes quando stava cavalcando l’onda verso Zovko, mentre sul ribaltamento prima era Ercolano (testata fuori misura), poi Siatounis (tiro altissimo su una grande assistenza dalla sinistra di Giordano) a dissipare un potenziale capitale. La vera occasione giungeva solo oltre l’ora di gioco, ed era di marca atalantina: uno due al limite tra Ghisleni e Renault, quest'ultimo provava il tiro e Zovko toccava di quel tanto per mandare il pallone sul palo. Il portierino blucerchiato stralciava le vele alla disperata quando la tempesta stava per inghiottire la ciurma… gran miracolo e speranze rinnovate per la squadra e i suoi tanti tifosi blucerchiati giunti da Genova. Poi valzer di cambi, si giocava ad una porta, con il famoso bus parcheggiato davanti all’area di Dajcar, mentre il tempo via via diveniva sempre più tiranno per la flotta genovese. Perché Brambilla temeva proprio questo, ovvero l’affiatamento di una squadra costruitasi nel corso di tanti anni di gioco assieme, completamente identificatasi nella maglia blucerchiata, e votata alla morte pur di non veder naufragare il vascello, col Baciccia compreso. Ma al di là di una punizione di Trimboli alta e di una girata insidiosa di poco a lato di Malacrida, l’inevitabile stava ormai giungendo per gli undici di Tufano. La Dea resisteva all’assalto disperato dei marinai, facendo valere la sua esperienza in queste partite da dentro-o-fuori e respingendo chiaramente le mozioni di sfiducia volte a farla abdicare. «Le partite secche spesso vengono decise dai colpi individuali», tanto per citare Brambilla, ma l’Atalanta nella sua granitica essenza dimostrava in questo secondo tempo di avere un collettivo immenso e insopprimibile, capace di arrivare indenne e dopo l’ultima goccia di sudore alla vittoria, dopo 6 minuti interminabili di recupero e un'altra occasionissima spedita a lato da Gyabuaa in contropiede. Proprio quest’anno la Sampdoria festeggiava il trentennale dello storico scudetto del 1991, e un successo sarebbe stato un degno tributo per onorarlo. Ma la Dea restava nell’Olimpo, la Sampdoria, colpita e affondata in tutto il suo disperato ardore, colava negli abissi. Il dominio bergamasco rimaneva e non concedeva sconti. Adesso attende la finale per riscrivere la storia.

IL TABELLINO

SAMPDORIA-ATALANTA 1-2

RETI (0-2, 1-2): 37' Ghislandi (A), 40' Scalvini (A), 46' Yepes (S). SAMPDORIA (3-5-2): Saio 5.5 (41' Zovko 8), Aquino 6.5, Angileri 6.5 (32' st Yayi Mpie sv), Obert 6.5, Ercolano 5.5, Trimboli 6, Yepes 6.5 (32' st Francofonte sv), Siatounis 6, Giordano 6.5 (22' st Somma sv), Di Stefano 5.5, Montevago 4 (22' st Malagrida sv). A disp. Brentan, Paoletti, Leonardi, Canovi, Gaggero, Marrale, Napoli. All. Tufano 5.5.

ATALANTA (3-5-2): Dajcar 6.5, Scalvini 7.5, Berto 6.5, Ceresoli 6.5, Ghislandi 7.5 (35' st Cittadini sv), Gyabuaa 7.5, Sidibe 7, Cortinovis 6.5, Renault G. 7, Ghisleni 7 (28' st Oliveri sv), Italeng 6.5. A disp. Sassi, Vismara, Giovane, Scanagatta, Hecko, Mediero, Zuccon, Grassi, De Nipoti, Rosa. All. Brambilla 7.5.

ARBITRO: Bitonti di Bologna 7.

ASSISTENTI: Basile di Chieti e Massimino di Cuneo.

AMMONITI: Angileri e Yepes (S), Dajcar, Ghislandi e Oliveri (A).

LE PAGELLE

SAMPDORIA

Saio 5.5 La sua prova finisce anzitempo sul raddoppio blucerchiato, quando è anticipato da Scalvini. Non che avesse fatto male fino a quel momento, il primo gol è stato una magia e nel secondo è sotterrato dagli avversari. Asfaltato ma sfortunato. 43’ Zovko 8 Subentra in chiusura di prima frazione per l’infortunio del collega ed è costretto perfino a riscaldarsi in campo. Nella ripresa tiene a galla i suoi con un volo d’angelo su Renault che spaccava l’obiettivo dei fotografi tanto era stato folgorante. Devia sul palo, pazzesco.

Obert 6.5 Sempre attento nel seguire la linea dei compagni, ha un occhio vigile e si stacca sempre bene in copertura, come nella ripresa quando chiude su Italeng lanciato a rete.

Aquino 6.5 Ci prova sulla traversa di Triboli, solo un miracolo lo mura. Per il resto gioca con grande attenzione sulle marcature preventive.

Angileri 6.5 Buona prestazione dopo le fatiche della maturità, ha dimostrato anche stavolta di essere fra i migliori della categoria, rimedia un giallo. (32’ st Yaye Mpie sv). 

Giordano 6.5 Grande palla per il pareggio di Yepes ad un amen dall’intervallo, il suo piedino caldo riaccende la speranze dei blucerchiati. (22’ st Somma sv).

Ercolano 5.5 Si accende a tratti, quando lo fa la Samp si rende pericolosa, ma quando si assenta sono guai: altalenante.

Siatounis 6 Subito fin dalle prime battute di gioco efficace negli anticipi in mezzo al campo, il Monza ci ha visto giusto nel sceglierlo per la prossima stagione, grade prova del greco.

Di Stefano 5.5 Bene il lavoro di sponda e i tentativi di conclusione, ma da uno come lui ci si aspettava qualcosa di più: peccato, non ha avuto grande supporto.

Trimboli 6 Per lui incrocio pazzesco che avrebbe potuto cambiare le sorti del match, lavora tanto per la squadra ma purtroppo davanti non riesce mai ad innescare i compagni.

Montevago 4 Sente eccessivamente la gara, ha diverse palle da lavorare meglio ma pecca incredibilmente sul più bello, non lucidissimo. (22’ st Malagrida sv).

Yepes 6.5 Rimedia un giallo tattico dopo un quarto d’ora che peserà come una spada di Damocle per tutto il resto del match, a volte soffre la fisicità bergamasca. Si riscatta quando di testa riapre i giochi, indomito. (32’ st Francofonte sv).

All. Tufano 5.5 La squadra non gira a dovere, alcune scelte non sono felicissime e i cambi giungono in ritardo. Qualche buono sprazzo nel primo tempo ma quando Brambilla mescola le carte va in confusione. Peccato, chissà che Ferrero non volesse optare per la scelta interna…

ATALANTA

Dajcar 6.5 Grande sicurezza quando distante le braccia come un Albatros e vola in cielo a prendere le palle alte, qualche volta fatica nella presa ma il suo apporto è sempre fondamentale.

Ghislandi 7.5 Estrae il coniglio dal cilindro e sblocca nel momento migliore la gara per i suoi, con un mancino telecomandato che si vede solo alla Playstation dopo mesi di pratica, stellare il pendolino orobico. (35’ st Cittadini sv).

Ceresoli 6.5 Grandi anticipi, grande verve quando si francobolla sull’uomo, apporto di fattura elevata, gran difensore.

Scalvini 7.5 Difensore? No, gran bomber! Con un guizzo prima della pausa raddoppia per i nerazzurri e di fatto indirizza fortemente la disputa sul versante orobico, quando c’è da tirare fuori gli attributi non tradisce mai. Superbo.

Gyabuaa 7.5 Salva un gol già fatto in apertura che poteva pesare nel bilancio finale, una prova mastodontica nel mezzo per uno dei più forti mediani di categoria. Non la chiude nel finale perché stremato.

Italeng 6.5 Bravo nello sportellare in mezzo alle pescherie blucerchiate, tanti pesci in faccia ma anche bravura nel prendersi qualche fallo per allentare la pressione avversaria.

Cortinovis 6.5 Ci si aspetta sempre molto da lui, Gasperini lo adocchia e lui regala sempre giocate sopraffine, un passo sempre sopra gli altri.

Ghisleni 7 Pedina fondamentale nello scacchiere di Brambilla, lui lo muove nel campo a seconda delle situazioni e scompagina spesso i piani avversari. Jolly e asso al contempo. (28’ st Oliveri sv).

Berto 6.5 Statuario dietro, è quasi insuperabile e la sua prova costringe gli avanti blucerchiati a girare al largo per tanto, troppo tempo. Ispirato.

Sidibe 7 Indossa il berretto e dirige il traffico, poi corre tanto, ma tanto… che probabilmente il contachilometri esplode. Grande prestazione del mediano nerazzurro.

Renault 7 Qualche buona discesa con annessa palla dentro c'è stata, oltre al solito grande lavoro sulla fascia sinistra. Colpisce un palo solo perché Zovko gli fa un miracolo pazzesco, altrimenti sarebbe stato un gran gol. Nel finale intervento rischiosissimo ma decisivo.

All. Brambilla 7.5 Grande capacità di leggere la partita, sa invertire il trend contro una squadra fortissima e sempre insidiosa, il vero top player di questa squadra.

ARBITRO Bitonti di Bologna 7 Arbitro dal cartellino facile (prima d’ora 17 i gialli in stagione in 4 presenze di Primavera 1, 2 i rossi e 3 i rigori concessi). Il 18 aprile l’unico precedente con i liguri in Empoli-Samp 2-2, dove assegnò un rigore al doriano Trimboli. Ma qui è ben assistito dai colleghi e anche se la gara richiede altissima concentrazione, non perde lucidità. Nel recupero non concede il penalty al Doria e non cade nei tranelli.

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