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Inter-Empoli Primavera 1: nerazzurri beffati e fuori dalla corsa Scudetto, Manfredi al 120' porta i toscani in finale

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Un gol nei supplementari a tempo scaduto di Manfredi porta l'Empoli all'ultimo atto delle finali Scudetto, che batte in rimonta l'Inter (3-2) e si regala una finale meritatissima contro l'Atalanta, in programma mercoledì prossimo sempre allo stadio Ricci di Sassuolo. Una semifinale pazza a dir poco: centoventi minuti di fuoco e incerti fino alla fine, che ci regalano un finale degno dei migliori film di Steven Spielberg. Centoventi minuti non adatti ai deboli di cuore, soprattutto sponda Empoli: per il risultato finale, con la squadra di Buscé che si regala la finalissima al termine di una stagione strepitosa. Per le modalità, con l'eliminazione vicina come non mai fino a dieci dal termine dei tempi regolamentari, fin quando una magia su punizione di Asllani ha fissato il risultato sul 2-2, regalando così ai toscani altri trenta minuti per provarci. Nei supplementari, manco a dirlo, succede di tutto: Baldanzi colpisce il palo dopo un minuto a Stankovic battuto, l'Inter rimane in nove per le espulsioni di Sottini prima e Sangalli poi, l'Empoli con le ultime energie pesca il coniglio dal cilindro a tempo praticamente scaduto e beffa l'Inter. Nel mezzo la solita prestazione dell'undici di Madonna che, nonostante il vantaggio fino a dieci dal novantesimo, è costretta a dire addio ai sogni iridati. Al tecnico nerazzurro non basta la prestazione superlativa (con gol) del solito Zanotti e il sigillo di Vezzoni che vale il momentaneo 2-1: un finale amaro per un'avventura - quella dell'allenatore bergamasco - comunque ricca di soddisfazioni. Certo è che lo Scudetto mancato nel 2019 (finale persa contro l'Atalanta per 1-0), unito a quello del 2020 e soprattutto a quello di quest'anno, hanno il chiaro sapore di una missione completata solo a metà. Spazio alla qualità. Sia Madonna che Buscé, entrambi abituati a certi palcoscenici, lo sanno perfettamente: una semifinale Scudetto è pur sempre una semifinale Scudetto. E spesso, se non sempre, a decidere queste partite sono gli uomini di qualità: per intenderci giocatori come Oristanio e Baldanzi. Al primo sono affidate le chiavi della manovra nerazzurra che, vista la presenza di Squizzato al posto di Sangalli, può contare su caratteristiche decisamente più offensive. Di contro, tuttavia, l'Inter concede troppo spazio all'uomo più rappresentativo dell'Empoli, ed ecco che entra in scena il secondo uomo di qualità: Baldanzi. Il fulcro del gioco dei toscani è proprio il classe 2003: affiancato ad Ekong in fase di non possesso, quando la manovra dell'Empoli parte dal basso gioca da classico trequartista. Èd è proprio quando si trova tra le linee che esprime al meglio il suo talento, facendo anche giocare meglio l'intero undici toscano. Asllani in regia non è una certezza, Lipari gioca in due ruoli perfettamente (esterno e centravanti) mentre l'asse Belardinelli-Donati si interscambia con continuità trovando il fondo con facilità. Da una discesa di Donati nasce infatti la prima occasione nitida per i ragazzi di Buscé, che grazie ad una disattenzione del reparto difensivo nerazzurro si trasforma in gol. Il terzino toscano cerca in area Baldanzi ma trova Sottini il quale, complice un po' di sfortuna, serve involontariamente il pallone a Lipari, che ì tutto solo che batte Stankovic (12'). La reazione dell'Inter è abbastanza tardiva, decisamente casuale ma dannatamente efficace. Tanto che nel giro di tre minuti i ragazzi di Madonna la ribaltano. Il pari porta il nome di un baby talento diventato punto fermo: Mattia Zanotti. L'esterno nerazzurro finalizza di testa un'azione infinita: prima ci prova Oristanio (sempre di testa) su assist di Wieser, poi Vezzoni pesca perfettamente i classe 2003 che fa 1-1 di testa (33'). Nel gol vantaggio, arrivato due minuti dopo una clamorosa chance a tu per tu con Hvalic non sfruttata da Satriano al 34' (errore da matita rossa di Siniega), c'è ancora lo zampino di Zanotti. La rimessa del classe 2003 crea scompiglio nell'area dell'Empoli, portando il pallone tra i piedi di Vezzoni, che batte Hvalic e firma il sorpasso (34'). La seconda partita. Dopo il raddoppio di Vezzoni la partita inevitabilmente cambia, e c'è poco da stupirsi. Se l'Inter - forte del vantaggio e di due risultati su tre nei centoventi minuti - ha il privilegio di poter addormentare la partita, chiudersi e ripartire in contropiede, l'Empoli non può fare altro che attaccare a testa bassa. I ragazzi di Buscé non perdono tempo e già nel finale del primo tempo vanno vicini al pari. Il primo tentativo è di Lipari. Qualche istante prima di essere sostituito per infortunio, il sette toscano approfitta dell'errore in fase di impostazione di Vezzoni e calcia verso la porta di Stankovic, che salva tutto con un intervento dei suoi (39'). Tre minuti prima del duplice fischio ci prova anche Ekong, che servito da Fazzini impegna ancora il capitano nerazzurro. La ripresa racconta una storia ancora diversa. La manovra dell'Empoli è più prevedibile e meno fluida, con il nervosismo e la voglia di prendersi tutto subito a fare da padrone. Il tutto, ovviamente, facilita il compito dell'Inter. Dopo un primo tempo complesso nel quale ci hanno capito ben poco, Kinkoue, Sottini e Hoti giocano con più tranquillità non concedendo praticamente nessuna palla gol agli avversari. Tant'è che le migliori occasioni le ha proprio l'Inter, che nel giro di cinque minuti va vicina due volte al gol. Al 16' il tiro di Satriano s'infrange sul muro alzato da Hvalic, al 21' quello di Oristanio finisce di poco alto. A complicare ancora di più il compito per l'Empoli ci pensano i cambi di Madonna: l'ingresso di Sangalli dona equilibrio in mediana, mentre quello di Bonfanti fisicità in avanti. Solo una giocata individuale può salvare l'Empoli dalla sconfitta e dall'eliminazione dalla corsa allo Scudetto, e così è. Il destro di Asllani direttamente da calcio di punizione (23') è il preludio, perché il secondo tentativo del regista dell'Empoli - questa volta da posizione più defilata - inganna Stankovic regalando a Buscé il 2-2 e il pass per i tempi supplementari (35'). Energie di scorta. Una partita infinita, destinata a decidersi con i tempi supplementari. Da una parte l'Inter, che ha dalla sua - come detto - due risultati su tre. Dall'altra l'Empoli, costretta a vincerla e decisamente rinvigorita dopo il gol del 2-2. Insomma, un finale destinato ad essere la trama di un classico thriller. Basta un minuto per capirlo. Martini arriva sul fondo e serve a rimorchio Baldanzi, che dall'altezza del dischetto centra un palo clamoroso. Il "diez" toscano ci riprova sei minuti più tardi, ma il suo tentativo è controllato senza problemi da Stankovic. Tempo di cambiare qualcosa. Madonna inserisce Persyn per un esausto Satriano, alzando Casadei e spostando Zanotti mezzala. Buscè sceglie Manfredi per aumentare il peso offensivo e Degli Innocenti per sostituire un Fazzini in palla ma stravolto. Il tutto unito all'espulsione per doppia ammonizione di Sottini, che dopo due falli identici lascia in dieci i suoi. Uomini che diventano nove quando a tempo praticamente scaduto Sangalli prende due gialli nel giro di tre secondi, poco prima del finale horror per l'Inter, dolcissimo per l'Empoli. Sull'ultimo calcio d'angolo, quando tutto sembrava perduto, nel caos dell'area di rigore Manfredi fa il miracolo: infila sotto misura Stankovic, cala il tris e regala all'Empoli la finalissima contro l'Atalanta.

IL TABELLINO

INTER-EMPOLI 2-3
RETI (0-1, 2-1, 2-3): 12' Lipari (E), 33' Zanotti (I), 36' Vezzoni (I), 35' st Asllani (E), 15' sts Manfredi (E).
INTER (3-5-2): Stankovic 6.5, Kinkoue 7, Hoti 5.5 (25' st Moretti L. 5.5), Sottini 5, Zanotti 7.5, Casadei 6.5, Squizzato 6.5 (41' st Lindkvist 6), Wieser 6 (9' st Sangalli 5), Vezzoni 7.5, Oristanio 6.5 (25' st Bonfanti 5.5), Satriano 6 (8' pts Persyn 5.5). A disp. Rovida, Magri, Fonseca, Dimarco, Mirarchi, Moretti A., Boscolo Chio. All. Madonna 5.
EMPOLI (4-4-2): Hvalic 7, Donati 6.5, Siniega 5.5, Pezzola 6, Rizza 5.5, Belardinelli 6 (31' st Martini 6), Asllani 8 (8' sts Lombardi sv), Fazzini 7 (13' pts Degli Innocenti 6.5), Lipari 7 (40' Bozhanaj 6.5), Baldanzi 7.5, Ekong 5.5 (13' pts Manfredi 8). A disp. Biagini, Toccafondi, Keramitsis, Indragoli, Morelli, Sidibe, Rossi. All. Buscè 8.
ARBITRO: Rutella di Enna 4.
ASSISTENTI: Barone di Roma 1 e Severino di Campobasso.
AMMONITI: Bozhanaj, Asllani e Manfredi (E), Stankovic (I)
ESPULSI: 14' pts Sottini (I), 14' sts Sangalli (I), 15' sts Biagini (E).

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