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Giorgio Scalvini, il classe 2003 che sta facendo impazzire l'Atalanta e Gasperini: «Può essere il nuovo Bastoni»

Il tecnico ha speso parole al miele per il nuovo gioiellino uscito da Zingonia: ecco i suoi numeri dall'Under 13 fino alla consacrazione con la Primavera di Massimo Brambilla

Giorgio Scalvini

Giorgio Scalvini, per lui già due panchine in Serie A nella passata stagione

Tutti gli occhi sono puntati su di lui, e molte parole sono state a lui dedicate nell'ultima conferenza stampa dall'allenatore della prima squadra Gian Piero Gasperini. Frasi al miele quelle del tecnico primo autore del miracolo-Dea, una sorta di investitura su quello che - nella speranza di tutti a Zingonia - potrebbe essere il nuovo gioiello di un Settore Giovanile che non smette di sfornare talenti: lui è Giorgio Scalvini, difensore classe 2003 e autore di un pre-campionato davvero positivo e impreziosito anche da un gol, il primo della goleada (7-1) contro l'Alessandria.

«Può essere il nuovo Bastoni», la frase più importante di Gasperini nella conferenza stampa di presentazione del match contro il Torino. «Ho sempre pensato che una società come l'Atalanta debba avere dei giocatori di scommessa come lo sono stati Bastoni, Kulusevski e Diallo. Secondo me quest'anno c'è Scalvini, mi sta dando ottime sensazioni. In quei ruoli ho sempre lasciato libera la società, soprattutto per sfruttare il settore giovanile». Nell'esordio dei bergamaschi nella Serie A 2021-2022 ci sarà anche lui: la convocazione è arrivata e contro i granata il giovane difensore collezionerà la sua terza panchina con i grandi in una gara ufficiale dopo quelle dell'anno scorso contro l'Inter e la Lazio. Nella quattro amichevoli pre-campionato, il ragazzo è stato sempre utilizzato: 9 minuti contro il Pordenone, 15 minuti contro il West Ham, 8 minuti contro la Juventus dopo la titolarità - con gol - nei 58 minuti giocati contro l'Alessandria di Moreno Longo.

Ma chi è Giorgio Scalvini e qual è stato il suo percorso nel vivaio dell'Atalanta? Nato l’11 dicembre del 2003 a Chiari, in provincia di Brescia, gioca con la maglia delle Rondinelle prima di essere pescato dallo scouting orobico che lo porta a Zingonia da giovanissimo. Dall'Under 13 fino alla prima squadra, il percorso di Scalvini è un percorso di costanti miglioramenti fino alla consacrazione con la formazione Primavera nel campionato andato in archivio lo scorso giugno con la sconfitta nella finale Scudetto contro l'Empoli: una finale conquistata anche grazie a un suo gol, nella semifinale con la Sampdoria. Nella sua formazione tecnica e tattica ci hanno messo lo zampino i migliori tecnici di Zingonia, dalla coppia Giordani-Rebba fino a Massimo Brambilla. Ma andiamo con ordine.

Stagione 2015-2016, Under 13, allenatori Paolo Giordani e Luca Rebba che lo instradano verso il primo vero campionato nell'annata successiva, 2016-2017, nell'Under 14 di Andrea Di Cintio con il quale comincia il biennio Giovanissimi: 27 presenze e 1 gol lo proiettano da protagonista nell'Under 15. Siamo nel 2017-2018, allenatore sempre Andrea Di Cintio e un cammino fantastico fino alle semifinali Scudetto: Scalvini, da titolare inamovibile, colleziona 26 presenze segnando 1 gol e risultando in assoluto il migliore in campo nella doppia sfida ai quarti contro la Roma. L'eliminazione dalla corsa al Tricolore arriva, beffarda, nella semifinale con l'Inter dopo una lunga serie di calci di rigore. Tutta esperienza per Giorgio, che nel 2018-2019 sbarca nell'Under 16 di Marco Zanchi: 19 presenze e nessun gol in una stagione che termina ai quarti di finale (contro la Juventus) e nella quale si guadagna anche 2 panchine con i 2002. Sono le prove generali per l'approdo in Under 17, dove incontra Giovanni Bosi nell'anno dello stop dei campionati (2019-2020): prima della sospensione, 18 presenze e 1 gol oltre a 2 presenze con l'Under 18 di Stefano Lorenzi. Saranno le uniche due apparizioni nell'Under 18, perché nel 2020-2021 il salto è diretto nella formazione Primavera di Massimo Brambilla. È l'anno della consacrazione: il 21 gennaio conquista il suo primo trofeo ufficiale in maglia atalantina, la Supercoppa Primavera, grazie alla vittoria per 3-1 contro la Fiorentina. Guida la difesa fino alla finale Scudetto e si segnala sia come giocatore di grande affidabilità (sarà il classe 2003 con più minuti giocati di tutto il campionato) sia come goleador aggiunto in fase offensiva: con 4 gol, sarà uno dei difensori più prolifici dopo Alagna (Ascoli) e Franco (Lazio). Alla fine dell'anno il suo score parla di 32 presenze, 4 gol e due convocazioni in Serie A: la prima l'8 novembre 2020 contro l'Inter nell'1-1 firmato Lautaro Martinez-Miranchuk, la seconda il 31 gennaio 2021 nella sconfitta per 3-1 contro la Lazio guidata da Marusic, Correa e Muriqi. Tutti campioni ammirati da vicino l'anno scorso, e con i quali ora sta cominciando a convivere in allenamento e non solo.

Rispetto a Bastoni, per riprendere le parole di Gasperini, cambia il piede (Scalvini è un destro, mentre il difensore oggi dell'Inter è mancino) e poco altro: in comune ci sono la statura, l'attitudine a colpire nell'area avversaria sulle palle alte e la capacità di muoversi indifferentemente in una difesa a quattro o a tre (Brambilla lo ha impiegato infatti in tutte le posizioni della retroguardia). I dirigenti della Dea ora si fregano le mani: in casa potrebbero avere un nuovo fenomeno da lanciare in prima squadra o comunque una preziosa pedina con la quale effettuare l'ennesima plusvalenza. Comunque vada, sarà un successo.

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