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Inter-Atalanta Primavera 1

Gli undici titolari di Inter e Atalanta schierati prima del fischio d'inizio

Primavera 1

Inter-Atalanta: Carboni è da cineteca e regala i primi tre punti a Chivu, lo show di Omar illude una Dea coraggiosa nella ripresa

Primo tempo spaziale, ripresa di sofferenza: i baby interisti prima vanno in vantaggio, poi si fanno recuperare e infine la vincono con il talento di Peschetola

Quello che sarebbe potuto essere, ciò che è stato, ciò che è tuttora e ciò che sarà in futuro: Inter-Atalanta, trovatesi di fronte - ironia della sorte - già alla prima giornata, hanno dato vita a un match da cuori forti, vinto nei minuti finali dai nerazzurri meneghini per 3-2. Che Cristian Chivu amasse il celebre inno interista "Pazza Inter", specie dopo il "Triplete" del 2010, era fuori discussione, certo è che toccare con mano tale caratteristica delle squadre nerazzurre è decisamente diverso. In tutto ciò però non c'è nulla di strano, visto che il tecnico rumeno ci ha ormai abituati a partite di questo tipo, già dai tempi dell'Under 18: primo tempo dominato, doppio vantaggio, gioco spumeggiante e calcio champagne. Il tutto seguito ad una ripresa timida e nervosa, fin quando non subentra il talento. Questa è stata Inter-Atalanta: interisti avanti con Abiuso e Fabbian, raggiunti da una straordinaria doppietta di Omar, ed infine ancora avanti grazie a Carboni, da cineteca a battere Dajcar dopo una magia di Peschetola, con quest'ultimo a rappresentare perfettamente il talento di cui parlavamo. Nel mezzo, dunque, i due gol della Dea. Una gara a due facce anche quella dell'undici di Brambilla, trovatosi in balia dell'Inter nel primo tempo e a tratti dominatore nella ripresa, con i cambi - sia di schieramento che di interpreti - che hanno fatto la differenza. Il tecnico atalantino - oltre alla super prova del classe 2004 Omar - può coccolarsi un grande Giovane e il talento del solito Renault, con l'italo-francese costretto purtroppo ad abbandonare anzitempo il terreno di gioco per infortunio.

Un nuovo inizio. I nerazzurri di Milano tornano in campo 63 giorni dopo l'ultima volta, quel pazzo Inter-Empoli - valevole per la semifinale Scudetto - che ha rappresentato la fine dell'era di Armando Madonna sulla panchina nerazzurra. Nuova testa, nuovo allenatore, nuovo modulo, nuovi interpreti. Le tossine del gol di Manfredi al 120' sono ormai smaltite: in panchina c'è Christian Chivu - anch'esso reduce da un finale amaro di stagione con l'Under 18 - e la nuova Inter è già a sua immagine e somiglianza. Nuovo modulo si fa per dire, visto che il 4-3-1-2 scelto dall'eroe del triplete è ormai divenuto un marchio di fabbrica del rumeno, mentre i nuovi interpreti ci sono eccome. Muller e Nunziatini - arrivati rispettivamente dalla Spal e dal Livorno - formano due terzi della linea mediana nerazzurra, completata da Fabbian (preferito a Casadei). Spazio allo zoccolo duro sia dietro (Zanotti e Carboni sulle corsie, Moretti e Hoti in mezzo) che davanti, con quest'ultimo reparto che appare il più consolidato per i nerazzurri. Ad agire alle spalle della coppia formata da Owusu (esordio assoluto) e Abiuso c'è il talento e l'estro di Jurgens, apparso il più intraprendente dopo un pre-campionato fenomenale. Sull'avvio dell'Inter c'è poco da dire ma tanto, tantissimo da raccontare. L'undici di Chivu gioca praticamente a memoria, non rischiando nulla dietro e proponendo un calcio offensivo e molto intraprendente. Pane per i denti degli interpreti nerazzurri, che scatenano un vero e proprio uragano sulla testa della Dea. Dopo i tentativi di Nunziatini (tiro sul fondo al 3') e Jurgens (parata attenta di Dajcar all'8', tentativo di testa che finisce sul fondo al 15', sterzata su Guerini e tiro a botta sicura deviato miracolosamente ancora da Dajcar al 22') entra in scena Abiuso. Dopo una prima parte di gara versione assistman, al 35' fa esultare il Breda: celere e fortunato ad accogliere una deviazione derivante un tentativo di Zanotti, il centravanti classe 2003 batte Dajcar con un destro che finisce sotto l'incrocio. Un minuto dopo l'Inter si porta sul 2-0 con Fabbian, lesto a ribadire di testa un tentativo del solito Jurgens, dopo che il tiro del centravanti estone aveva colpito clamorosamente la traversa. Vuoi il doppio vantaggio, vuoi i ritmi inevitabilmente crollati, l'Inter del secondo tempo è tutt'altra squadra. Ed ecco che subentra il lato più buio della nuova Primavra di Chivu, incapace di gestire il risultato senza rischiare. Nonostante i cambi conservativi (fuori un attaccante, Owusu, dentro un difensore, Fontanarosa) e passaggio alla difesa a tre, i nerazzurri si fanno recuperare, quasi sovrastare e a tratti dominare. Il tutto fino a quattro dal termine, quando pescano il coniglio dal cilindro che vale i tre punti. La magia è del subentrato Peschetola, che con una giocata da fenomeno serve un cioccolatino a Carboni, con il terzino argentino che infila il pallone al volo sotto l'incrocio dei pali.

Ripresa da Oscar. Sono passati invece 60 giorni dall'ultima uscita stagione dei nerazzurri di Bergamo, reduci da una finale Scudetto persa contro l'Empoli. Il ko contro la squadra di Buscé ha rappresentato per la Dea la fine di un'era: l'addio dei classe 2001 ha inevitabilmente chiamato Brambilla - confermato in panchina - a ripartire quasi da zero per aprire un nuovo ciclo. Non mancano né i punti fermi - da Renault a Berto, passando per Dajcar e Sidibe - né le novità, su tutte il lancio di Giovane - in panchina nell'ultimo atto dello scorso campionato - nell'undici titolare. Ciò che manca invece alla Dea è però la giusta quadra, come dimostra il primo tempo del Breda. Zuccon sbaglia troppo, Berto e Guerini ci capiscono poco contro Abiuso e Owusu, Fisic in avanti è un oggetto misterioso. L'unico che si salva nei primi quarantacinque - oltre a Dajcar, autore di almeno un paio di miracoli - è il classe 2003 Giovane, protagonista di due tentativi interessanti: al 4' impegna Botis da fuori, mentre al 13' ci riprova di testa ma trova di fronte a sé ancora l'opposizione del portiere nerazzurro. Complice un'Inter probabilmente condizionata psicologicamente dal doppio vantaggio, la Dea nel secondo tempo è tutt'altra squadra. Brambilla ne cambia ben tre in avvio, passando a tre dietro e concedendo maggiore libertà offensiva agli esterni Renault e Bernasconi. La differenza sta però nel reparto offensivo, completamente rivoluzionato: fuori Fisic e Rosa, dentro Lozza e Omar. La pericolosità di quest'ultimo si intravede al 9' (tiro alto), ma solamente al 25' riesce a punire l'Inter. Il centravanti classe 2004 salta facilmente Moretti prima e Casadei poi, prima di battere Botis con un gran destro a girare sul secondo palo. Sull'onda dell'entusiasmo la squadra di Brambilla trova addirittura il gol del pareggio al 34', ancora con Omar e ancora su una disattenzione dei padroni di casa. Il cross di Oliveri pesca perfettamente il centravanti della Dea, che prende il tempo ad Hoti e insacca alle spalle di Botis. Bella davanti, ancora lontana dalla condizione dietro: la magia nel finale è sì di Peschetola, certo è che che la linea difensiva bergamasca avrebbe dovuto (e potuto) fare di più.

IL TABELLINO

INTER-ATALANTA 3-2
RETI (2-0, 2-2, 3-2): 35' Abiuso (I), 36' Fabbian (I), 25' st Omar (A), 34' st Omar (A), 41' st Carboni (I).
INTER (4-3-1-2): Botis 6.5, Zanotti 7, Hoti 5.5, Moretti A. 5.5, Carboni 7.5, Fabbian 7 (27' st Grygar 6), Muller Cecchini 6 (12' st Casadei 6.5), Nunziatini 6.5, Jurgens 7 (38' st Goffi sv), Owusu 6 (27' st Fontanarosa 6), Abiuso 8 (12' st Peschetola 7.5). A disp. Basti, Rovida, Andersen, Matjaz, Pelamatti, Sarr. All. Chivu 7.
ATALANTA (4-4-2): Dajcar 7.5, Renault G. 6.5 (20' st Mediero 6), Guerini 5.5, Berto 5.5, Bernasconi 6, Giovane 7, Zuccon 5 (16' st Roaldsoy 6), Sidibe 5.5 (1' st Saleh 6.5), Oliveri 6.5, Rosa 5 (1' st Omar 7.5), Fisic 5 (1' st Lozza 6.5). A disp. Sassi, Chiwisa, Hecko, Muhameti, Perez, Regonesi, Stabile. All. Brambilla 6.5.
ARBITRO: Di Cairano di Ariano Irpino 7.
ASSISTENTI: Lalomia di Agrigento e Trischitta di Messina.
AMMONITI: Owusu (I), Giovane (A), Zuccon (A), Oliveri (A), Omar (A).

LE PAGELLE

INTER

Botis 6.5 Compie due soli interventi degno di nota: prima al 4' si fa trovare pronto sul destro di giovane, poi al 13' devia il tentativo di testa dello stesso Giovane. Nella ripresa paga troppe disattenzioni della sua retroguardia, concedendo a Omar due gol.
Zanotti 7 Terzino dell'Inter con la fascia di capitano al braccio: viene in mente niente? Peccato per il numero di maglia, ma poco cambia. Ennesima prestazione convincente del classe 2004: responsabilizzato, a quello che è il suo secondo anno in Primavera, risponde presente giocando una partita attenta e senza sbavature, nella quale dimostra grande maturità. Dalla sua prestazione spicca una grande diagonale difensiva nel primo tempo, quando toglie a Oliveri una grossa chance per andare a segno.
Hoti 5.5 Per un'ora abbondante gioca una partita della sue: attenta, diligente e senza strafare. È stato e rimarrà un libero su cui si può fare totale affidamento, certo è che sul colpo di testa di Omar che vale il pari momentaneo avrebbe potuto (e dovuto) fare qualcosa in più, considerando che il classe 2004 della Dea salta a pochi metri da Botis totalmente indisturbato.
Moretti 5.5 Come il compagno di reparto, nel primo tempo si vede poco ma questo è un bene. Non rischia quasi mai, annullando di fatto sia Rosa che Fisic. Nella ripresa, quando sotto pressione, dimostra di poter andare in difficoltà in qualsiasi momento. Non è un caso che il primo gol di Omar nasca proprio da un suo duello perso nell'uno contro uno.
Carboni 7.5 Carboni contro Renault, un po' come Marcelo e Dani Alves ai tempi del "classico" spagnolo. In fase offensiva non c'è dubbio: l'argentino è devastante. Rimangono tuttavia qualche leggerezze di troppo quando c'è da ripiegare, specie se ci si trova di fronte un'asse com quella formata da Renault e Giovane. Poco male, visto che da una sgaloppata (dopo quasi novanta minuti, a dimostrazione della prestanza fisica e del fiato) si costruisce l'opportunità di diventare l'eroe di giornata, e così è.
Fabbian 7 Si sblocca subito alla prima da titolare, e già questo è un buon punto di partenza. Responsabilizzato come Zanotti, visto che fa accomodare in panchina un certo Cesare Casadei, si fa trovare pronto. Fisicamente fa quasi impressione, mentre dimostra anche spiccate doti d'inserimento. Da queste sue caratteristiche, ovviamente, nasca il gol che vale all'Inter il momentaneo 2-0. Nella ripresa cala lievemente ma glielo si può concedere: siamo pur sempre ad agosto (27' st Grygar 6).
Muller Cecchini 6 Un sei di fiducia e per l'impegno, nonostante la prima da titolare abbia portato con sé diverse insidie. Le qualità non si discutono, questo va chiarito, tuttavia l'ex Virtus Entella è apparso un po' troppo frenetico nelle giocate, sbagliando molto sia nelle scelte che tecnicamente. Vuoi il Breda tutto esaurito, vuoi la prima in maglia nerazzurra, il mediano classe 2003 ha dimostrato comunque ampi margini di miglioramento.
12' st Casadei 6.5
Alla scelta di farlo accomodare in panchina risponde sul campo, con i fatti, come solo lui sa fare. Entra in un momento delicato e questo gli costa un po' in termini di prestazione, ma nonostante ciò corre per tre e mette in campo tutta la sua personalità ed esperienza nella categoria.
Nunziatini 6.5
Anche lui alla prima in maglia nerazzurra, ironia della sorte capita nello stesso stadio dove - poco più di un anno fa - dimostrò classe e talento con la maglia del Livorno nella gara di Serie C contro la Pro Sesto. L'emozione c'era, così come la dimostrazione del perché l'Inter abbia puntato su di lui. prestante fisicamente, sa come inserirsi alle spalle dei difensori e per poco non va anche in gol. Nella ripresa passa a mediano davanti alla difesa, garantendo anche lì un buon contributo.
Jurgens 7
Ebbene sì, abbiamo trovato il dopo Oristanio. Caratteristiche diametralmente opposte, chiaro, ma la personalità con la quale si è preso in mano le redini dell'attacco nerazzurro è impressionante. Sembra scontato dirlo, ma gli manca veramente solo il gol, soprattutto nel primo tempo (tre occasioni nitide, tra le quali una traversa clamorosa). nella ripresa non trova spazi e, forse un po' sulle gambe, cala vistosamente(38' st Goffi sv).
Owusu 6
È un classe 2005 ed è in primavera: basterebbe questo per descrivere la sua prova. Tuttavia la maglia che indossa porta con sé pressioni e grandi aspettative: rispettate? Più no che sì, ma andiamo con ordine. Nel primo tempo spumeggiante dell'Inter è probabilmente lui quello più in difficoltà, non riuscendo a trovare la posizione giusta dove accendersi. Tuttavia si muove molto, svaria nel centro dell'attacco ed apre spazi per Jurgens e soprattutto Abiuso. Rimane un inizio più che sufficiente, visto che certamente non può che migliorare(27' st Fontanarosa 6).
Abiuso 8
Tre minuti. Ecco quanto è servito ad Abiuso per far dimenticare Martin Satriano, ormai stabilmente nel giro della prima squadra di Simone Inzaghi. Anche in questo caso le caratteristiche sono diverse, ma non il ruolo. Chivu ci ha visto lungo nell'affidare al classe 2003 le redini del suo attacco, visto l'impatto avuto con la gara. Numerosi assist (purtroppo per lui non trasformati in gol) e un un sigillo, il primo in Primavera, che ha tutto per essere il preludio a qualcosa molto più importante.
12' st Peschetola 7.5
Chiamato in causa dalla panchina, non tradisce la fiducia concessagli. Anzi, mette in campo tutte le sue qualità quando, una manciata di minuti prima del recupero, serve un pallone a dir poco meraviglioso a Carboni. Decisivo nel momento migliore, il ragazzo l'ha dimostrato ancora una volta: c'è classe da vendere.
All. Chivu 7 
Serve un euro-gol di Carboni per salvarlo da quella che sarebbe stata una beffa senza precedenti. La sua Inter nel primo tempo è padrona del campo, gioca un grande calcio e a tratti sembra divertirsi. Tutto bene? Sì, almeno fino alla metà del secondo tempo. Quando i nerazzurri interisti calano viene fuori l'Atalanta, la cui pressione coglie impreparato l'undici di Chivu, che nonostante il passaggio alla difesa a tre fatica a contenere gli ospiti. Per sua fortuna (e bravura nel sceglierlo) ha in panchina uno come Peschetola, capace di risolvere da solo le partite.

ATALANTA

Dajcar 7.5 Se l'Atalanta si trova sotto di "soli" due gol nel primo tempo il merito è tutto suo. Effettua almeno un paio di autentici miracoli (uno su tutti clamoroso su Jurgens al 22'), prima di arrendersi due volte nella prima frazione ed una nel finale.
Renault 6.5 Due certezze. La prima: il classe 2002 è probabilmente il giocatore più rappresentativo di questa nuova Atalanta di Brambilla. La seconda: se esentato da compiti difensivi, sa essere devastante quando parte palla al piede. Da quest'ultimo aspetto, in particolare, si spiega la prestazione dell'italo-francese. In avvio soffre vistosamente la pressione di Carboni, tuttavia dimostra di poter fare male quando ha spazi da attaccare. Nella ripresa, quando la Dea passa a tre dietro, giocando da quinto di destra, dimostra quanto possa essere decisivo sulla corsia. Purtroppo per lui è costretto a capitolare al 20', costretto ad abbandonare il terreno di gioco per un guaio muscolare.
20' st Mediero 6 Entra col piglio giusto in un momento delicato, nonostante non brilli sulla corsia di destra.
Guerini 5.5 Con Abiuso e Jurgens - quando l'estone parte palla al piede - non la vede praticamente mai. È emblematica la sterzata dello stesso Jurgens al 22', la quale lo lascia sul posto senza possibilità di replica. Insomma, un primo tempo horror. Meglio nella ripresa, anche se la sensazione è che a questa Dea servirà di più per ritrovare certezze difensive.
Berto 5.5 Come Guerini, è protagonista in negativo in un primo tempo più che complicato. Ci capisce poco quando l'Inter ingrana dalla trequarti in su, trovandosi spesso in balia anche dello stesso Owusu. Anche lui meglio nella ripresa, ma serve di più.
Bernasconi 6 Costringe Zanotti ad abbassarsi e già questo è un pregio. Tuttavia è forse un po' troppo prudente, soprattutto in avvio quando la partita era ancora in equilibrio. Il suo dietro lo fa, ma dimostra anche lui come Renault che da quinto può fare altrettanto bene.
Giovane 7 Se non fosse per la classe di Omar, nettamente il migliore della Dea. Va vicino al gol per ben due volte nel primo tempo, prendendosi letteralmente in mano la squadra. Nella ripresa si vede un po' meno, ma dopo un primo tempo così glielo si può concedere.
Zuccon 5 La quantità di palloni persi nel primo tempo è enorme. Certo, è poco coadiuvato da Sidibe, certo è che i primi 45 minuti del Breda sono come un film horror per lui. Nella ripresa non cambiano le cose, costringendo Brambilla alla sostituzione poco dopo il quarto d'ora. La classe comunque non manca, mentre invece ciò che probabilmente deve ancora arrivare è la giusta condizione.
16' st Roaldsoy 6 Sicuramente meglio del predecessore, anche se soffre vistosamente sopratutto Casadei. Rimane comunque un ingresso utile per la Dea.
Sidibe 5.5 Non pervenuto come Zuccon. Dalla sua c'è quantomeno il merito di provarci, ma la corsa - che non gli manca - spesso la utilizza nel modo sbagliato.
1' st Saleh 6.5 Gioca mezzo destro e la sua Atalanta soffre meno. Un secondo tempo di livello, peccato solo per la leggerezza (non sua, di squadra) in occasione del terzo gol interista.
Oliveri 6.5 Un po' in ombra nel primo tempo, si accende nella ripresa. La giocata che gli vale mezzo voto in più è al34', quando pesca Omar in area di rigore con un cross delizioso.
Rosa 5 Vuoi la forza fisica di Hoti, vuoi un'Atalanta poco intraprendente, il suo primo tempo si conclude con zero palloni toccati. Certo, non ha avuto grosse chance di mettersi in luce, ma proprio per questo - soprattutto dopo un approccio di questo tipo - si dovrebbe fare qualcosa in più. Si riscatterà.
1' st Omar 7.5 Semplicemente devastante il suo impatto con la partita. Il gol del 2-1 è un mix di tecnica e velocità, il 2-2- dimostra tutta la sua forza fisica. Per poco non diventa eroe di giornata, ma la sua prestazione rimane comunque da incorniciare.
Fisic 5 Il peggiore insieme a Zuccon. Se Rosa ha rappresentato almeno un punto di riferimento, la sua posizione sul terreno di gioco risulta spesso sbagliata: facile da marcare, si dimostra prevedibile in ogni sua giocata. Siamo solo ad agosto, e i margini di miglioramento ci sono tutti.
1' st Lozza 6.5 Risulta un buon partner per Omar, soprattutto quando quest'ultimo cerca il fraseggio stretto. Ingresso importante.
All. Brambilla 6.5 Intelligente e saggio a cambiare quasi tutto ad inizio ripresa. Tale mossa gli dimostra che la sua Dea c'è, difatti torna in partita prepotentemente. Deve però arrendersi al talento di Peschetola e alla freddezza di Carboni.

ARBITRO

Di Cairano di Ariano Irpino 7 Tira fuori ben cinque gialli, il giusto per mantenere il controllo di una partita comunque corretta.

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