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Primavera 2

Brescia-Como: Marinaci e Trezza fanno sorridere Aragolaza, i lariani di Boscolo battuti ma sempre combattivi fino alla fine

Prima giornata e prima vittoria per le rondinelle con due reti firmate in extremis contro un Como in difficoltà nel primo ma più in palla nella ripresa

Brescia-Como Primavera 2

Brescia-Como Primavera 2: il calcio d'inizio

Se il buongiorno si vede dal mattino… buona la prima per le rondinelle di Gustavo Aragolaza vincenti sul Como 2-0 per le reti targate Marinaci e Trezza. Buona anche la prova lariana, perché al debutto in questa categoria non si è lasciata cogliere da timori reverenziali. Entrambe le squadre - si può dire - si sono presentate all’appuntamento con i compiti delle vacanze svolti, e il risultato è stato solo dettato dalla maggior esperienza dei locali, che quest’anno hanno tutta l’intenzione di interpretare un ruolo da protagonista, e non di certo marginale.

Tutt’altro discorso per la formazione lariana, invece, sbarcata in seconda fascia per la prima volta dopo i trascorsi in Primavera 3: qui i comaschi dovranno cimentarsi con un livello ancora da metabolizzare e soltanto una grande determinazione - quella peraltro sempre ricercata da Boscolo - potrà stabilire la loro parte in commedia. Ventisei le formazioni al via in questa competizione - la Primavera 2 - profondamente rinnovata rispetto all’edizione precedente: 13 squadre suddivise in 2 gironi, fra cui anche Brescia e Como alle quali è spettato l’inserimento nel raggruppamento A, quello nordico. Passeranno di diritto alla categorie superiore le prime due di ogni gruppo, più le altre due passanti per i playoff (dalla 2ª alle 4ª piazza di ciascun girone). E quest’anno, fra le candidate al salto di categoria, d’uopo citare anche i ragazzi di Gustavo Aragolaza perché cresciuti esponenzialmente nell’ultima stagione, e perché sempre più convinti dei propri mezzi così come mostrato nella pre-season e stavolta contro il Como, e ormai assurti a veterani di questa categoria: certo ci saranno altre squadre della stessa caratura se non forse anche più forti, come Cremonese, Parma, Monza e Udinese, ma di certo le baby rondinelle potranno senz’altro dire la loro, cause di forza maggiore permettendo. Brescia in campo nello stesso assetto visto l’annata passata, quel 4-3-2-1 ormai oliato a dovere, di contro al 4-3-1-2 proposto dai comaschi.

Per Aragolaza spazio in porta a Prandini, in difesa da destra a sinistra Boafo, Lonati, Castellini e Manu Denis (la novità, passato da trequartista a terzino). I lavori forzati nel mezzo affidati ai muscoli di Bertoni e Tomella, mentre dietro al terminale Del Barba casacca a Bertazzoli, Trezza e Bianchetti. Peccato per il numero 8 bresciano (Bertazzoli), costretto presto alle cure dei sanitari e sostituito. Viceversa Boscolo proponeva un quartetto arretrato composto da Trenchev, Mendola, Chierichetti e Cerasani, in mezzo la terna Mollica-Balesini-Gatti, mentre davanti in regia Di Giuliomaria, in funzione di Longo e Politi. Ai punti, nella prima parte, meglio il Brescia. Il tecnico di casa infatti conosceva dai tempi del Como l’allenatore avversario (Boscolo) e si attendeva da lui una partenza a razzo, cosa puntualmente avvenuta anche se con le ritmiche tipiche del primo giorno di scuola: reazione gestita, comunque, egregiamente dai locali. Per passare dalle prima schermaglie ai colpi sotto la cintola bisogna però aspettare poco prima del quarto d’ora, quando è proprio il Como a testare i riflessi di Prandini su calcio d’angolo, quando sul cross di Di Giuliomaria Cerasani andava al colpo di prima intenzione trovando sulla sua traiettoria i guantoni di Prandini, il quale faceva buona guardia; sul ribaltamento di fronte subito risposta biancazzurra con girata in area di Trezza, debole.

La partita si manteneva su giri contenuti fino al cooling break di metà tempo, complice anche il gran caldo, ma prima il Brescia si rendeva pericoloso con una bella staffilata da fuori di Manu Denis, sfilata di pochissimo a lato. Ecco la novità di giornata, un fantasista come Manu esterno basso: necessità o virtù? Lo si scoprirà nella ripresa, quando il 3 locale tornerà a battere le piste di competenza; intanto dopo la pausa breve ecco la partita attestarsi nuovamente sugli stessi ritmi visti in precedenza, con i locali più determinati nel muovere la palla e il Como intento a controllarne le sortite offensive, senza scoprirsi eccessivamente. Fra le rondinelle buon apporto nel mezzo di Bertoni, che si metteva a dirigere il traffico all’ora di punta, e di Bianchetti sulla sinistra, avvezzo all’uno contro uno anche se a volte ancora con qualche amnesia. Del Barba non ha avuto particolari occasioni, là davanti, viceversa i lariani non riuscivano, nonostante un regista (Di Giuliomaria) e due punteros (Longo e Politi), a creare particolari grattacapi ed azione elaborate. Un primo tempo di sofferenza, lo definirà al termine lo stesso Boscolo. Quindi nella ripresa Aragolaza portava Manu sulle consuete zone d’influenza, mentre arretrava in basso a sinistra Bianchetti, forse in debito d’ossigeno. Nessun cambio invece nella fila lariane, e la cosa lasciava stupefatti: con questo calcio?

L’inerzia della gara, però, sembrava cambiata proprio in favore del Como (per l’occasione in casacca bianca), il quale ora provava ad uscire dal guscio con qualche buona azione corale, prevalentemente sulle corsie laterali di destra. Anche su palla inattiva sempre il Como si rendeva più pericoloso rispetto a prima, quasi fosse scattato qualcosa sul quel ramo del lago che volge a mezzogiorno. Il Brescia impiegava un po’ prima di ricomporsi e ritrovare le giuste misure, anche se la lucidità era ancora condizionata dalla quantità di acido lattico accumulata nella pre-season . Tuttavia, la prima vera occasione bresciana della ripresa veniva griffata da Bertoni, abile nel raccogliere al volo una palombella alta derivante da una punizione con una gran volée: peccato perché finita dritta nei guantoni di Di Bella. Buona anche l’azione successiva, a metà ripresa, quando Trezza sfondava a destra dalle parti di Chierichetti ma - al momento di pescare Del Barba solissimo in area sul lato opposto - imprimeva troppa potenza al calcio, pregiudicando il colpo del compagno che indirizzava alto. Sempre Trezza, imbucato poco dopo da un bellissimo filtrante, angolava troppo il possibile match point: che peccato! Palla match capitata anche sulla testa del lariano Di Giuliomaria, ad un quarto d’ora dalla fine, sul cross dalla destra di Gatti, anche se in tuffo il fantasista non riusciva a centrare il bersaglio grosso. Scricchiolava, in questa fase, il lato sinistro della formazione di Aragolaza, delegato a Riviera e Ferro: evidentemente la stanchezza si faceva sentire, ma gli ospiti - non approfittandone - permetteranno ai biancazzurri di poter disporre ancora di qualche occasione: errore fatale. Non per nulla, al tramonto, Marinaci trovava la rete del vantaggio in mischia ad un solo minuto dal suo ingresso in campo: esplodeva a quel punto la tribuna del San Filippo, con la panchina che si riversava tutta in campo ad abbracciare il proprio portacolori.

Non era finita, perché il Como con Trinchev si mangiava ancora il pari nel finale spedendo alto un pallone al limite dell’area piccola. Così spettava a Trezza, in contropiede, applicare la dura legge del gol: su rinvio del portiere, buco difensivo ospite, palla al 10 che prima resisteva alla carica di Duchini e poi andava in rete incrociando di destro appena messo piede in area. Game over. Meritata la rete del diez, tra i più inossidabili della gara. Dal San Filippo, buona la prima per le rondinelle.

IL TABELLINO

BRESCIA-COMO 2-0
RETI: 37’ st Marinaci (B), 46’ st Trezza (B).
BRESCIA (4-2-3-1) Prandini, Boafo, Manu (36’ st Idrissou), Bertoni, Lonati, Castellini, Bertazzoli (12’ pt Ferro, 36’ st Marinaci), Tomella (12’ st Riviera), Del Barba, Trezza, Bianchetti (12’ st Mor). A disp. Sonzogni, Maccherini, Fogliata, Vasta. All. Gustavo Aragolaza.
COMO (4-3-1-2) Di Bella, Trenchev, Cerasani, Belesini, Mendolia, Chierichetti (40’ st Duchini), Mollica, Gatti, Longo, Di Giuliomaria, Politi (23’ st Tremolada). A disp. Ferloni, Gennaio, D’Angelo, Liserani, Cosentino, Turato, Pozzoli, Grieco. All. Cristian Boscolo.
ARBITRO Simone Gauzolino di Torino.
ASSISTENTI Alessandro Munerati (Rovigo) e Simone De Nardi (Conegliano).
AMMONITI 15’ pt Politi (C), 39’ pt Chierichetti (C).

LE PAGELLE

BRESCIA
Prandini 6 Si fa trovare subito pronto in apertura, rischia nel primo tempo quando viene contrastato da Grieco ma per il resto non commette sviste colossali. Non male la reattività.
Boafo 6 Solito lavoro onesto e ordinario, come fosse un impiegato della Fiat che timbra il cartellino ogni santissimo giorno: a volte lo fa anche per i compagni in copertura.
Manu Denis 6 Posizionato esterno basso sinistro, mette dentro palloni insidiosi e spesso e volentieri va al tiro senza fare troppi complimenti: duttile, perché nella ripresa è spostato nelle zolle a lui più congeniali. (36’ st Idrissou sv).
Bertoni 7 Buoni lanci dalle posizioni arretrate, prova ad aprire l’astuccio per trovare gli strumenti utili al disegno tecnico, e spesso qualche parabola gli riesce alla grande: sicuro nel mezzo e battagliero. Bella anche la conclusione al volo nella ripresa, peccato fosse destinata in bocca al portiere. Sul pezzo.
Lonati 6.5 Quando sotto pressione riesce sempre a venirne fuori con mestiere e un pizzico di fortuna, il che non gusta mai: non ancora al top della condizione ma con Castellini non è mancato il feeling, bene anche nella ripresa.
Castellini 7 Gioca con sicurezza, usa il fisico per prendere la posizione e tenere blindata la palla, quando può veste pure i panni del Bonucci mandando in profondità Manu appena questi mette la freccia: già solidissimo.
Bertazzoli sv La sua gara dura il tempo di saggiare qualche ciuffo d’erba.
12’ Ferro 6 Entra “quasi da titolare” e inizia bene a calpestare le zolle di destra, buon impatto ma non ancora al cento per centro della condizione.
36’ st Marinaci 7.5 Subentra al subentrato Ferro e in meno di un minuto risolve la pratica spingendo in rete una palla in mischia: meglio di così non poteva esserci debutto migliore.
Tomella 6 Buona diga al centro, lavora in società con Bertoni e si vede leggermente meno del compagno, ma il lavoro sporco è tutto suo e questo lo rende particolarmente efficace: prova okay. (12’ st Riviera 6).
Del Barba 6 Chiamato agli straordinari, ha l’arduo compito di reggere da solo l’intero reparto offensivo. Non una parte facile. Fa a sportellate con Mendola e Chierichetti, è sempre temibile negli ultimi 16 metri anche se stavolta non incide.
Trezza 7 Aiuta molto i colleghi di reparto andando a pressare alto quando il Como prova la costruzione dal basso: ciò gli fa perdere un po’ di lucidità come emerso nella ripresa, ma al contempo garantisce un buon apporto in copertura. La chiude nel finale, con un preciso tiro incrociato.
Bianchetti 6.5 Tra i più reattivi in avvio, punta appena possibile l’avversario e prova sempre a creare superiorità numerica, e anche se non ancora nel pieno della forma offre buone garanzie. (12’ st Mor 6).
All. Aragolaza 7 Senza Maccherini Tonini e Danesi, la squadra ha già acquisito le giuste misure ed è sempre stata compatta ed ordinata; deve migliorare nella gestione di alcune trame offensive ma per quanto concerne il gioco non c’è da lamentarsi. Soddisfatto, nel finale, l’argentino.

COMO
Di Bella 6 Non impegnatissimo nella prima frazione, si salva in più occasioni nella ripresa quando dice no a Bertoni, Del Barba e Trezza. La fortuna però gli volta le spalle sul gol di Marinaci, sul gol di Trezza può poco.
Trenchev 6 Non spinge moltissimo, ma rimane sempre guardingo e concentrato nella sua zona, chiudendo così ogni speranza a coloro che entravano. Si mangia il pari nell’area piccola nel finale. Peccato.
Cerasani 5.5 Nella ripresa aveva sui piedi una ripartenza importante, la sciupa perché non alza la testa: grave errore, che poteva avere un peso notevole sull’economia del match. Buon apporto arretrato però.
Balesini 6 Costretto agli straordinari, sempre basso dalle parti di Trezza per togliere ossigeno al fantasista: si sacrifica per la causa. Generoso.
Chierichetti 6 Fa la sua parte.
Mendolia 6
A volte qualche amnesia, come quando cerca il compagno per il giro palla e trova il vuoto, rischiando pericolosamente se ci fosse stato l’attaccante: per il resto cerca sempre di dare equilibrio al reparto, buon applicazione.
Chierichetti 6 Rischia nel primo tempo su Del Barba, quando lo stende senza pensarci troppo: in realtà è un intervento di mestiere, per il resto fa buona guardia. Si becca un giallo tattico. (40’ st Duchini sv).
Mollica 6.5 Corre tantissimo, si sacrifica, gran senso della posizione e grande caparbietà nel mezzo, cerca di resistere su ogni contrasto agli assalti avversari.
Gatti 6 Cresce alla distanza, nel secondo tempo è fra i migliori della squadra e inizia a fare terra bruciata sulle zolle di destra, quelle a lui delegate. Peccato non riesca a trovare la soluzione del rebus.
Longo 5.5 Si vede poco, non riesce mai a liberarsi della marcatura e a trovare lo spazio per la conclusione, i difensori bresciani gli garantiscono solo della libertà vigilata.
Di Giuliomaria 6 Prova a dare la scossa ai suoi in apertura di ripresa, ma al di là di qualche conclusione non riesce mai ad accendere la lampadina: da apprezzare comunque i tentativi.
Politi 6 Molto veloce, quando ha campo libero sprigiona tutti i suoi cavalli anche se a volte dovrebbe essere un pizzico più incisivo: nella seconda parte aveva qualche spazio a disposizione da sfruttare meglio. (23’ st Tremolada sv).
All. Boscolo 6 La squadra regge bene per tutta la partita, rimanendo aggrappata al risultato e rischiando anche il colpaccio in qualche occasione nella ripresa: non male come prima uscita, al San Filippo era dura far risultato. Però come mai così pochi cambi?

ARBITRO Gauzolino di Torino 6.5 Al 15’ ammonisce Politi per trattenuta, alla mezz’ora invece lascia correre su un contatto dubbio in area Del Barba-Chierichetti, ma forse non c’erano gli estremi per la massima punizione. Al 39’ giallo per Chierichetti per un fallo tattico. Gestisce nel complesso bene l’emotività del match, non male.

L'INTERVISTA

CRISTIAN BOSCOLO, TECNICO COMO
Al termine della partita, il tecnico lariano Cristian Boscolo è rimasto soddisfatto e al contempo anche un po’ rammaricato per il risultato finale, un risultato che comunque - a detta sua - è stato determinato da alcune inesperienze evitabilissime. «Sappiamo di essere in un campionato difficile - ha attaccato il tenico - però siamo felicissimi di poterlo affrontare: vivere esperienze come queste ci fanno maturare. Dopo un primo tempo un po’ sofferto, nel secondo siamo partiti alla pari e abbiamo avuto qualche occasione per poterla sbloccare. Peccato per l’episodio - che rivedremo - indirizzante la partita: questa è la differenza tra chi fa questo campionato da anni e chi come noi si affaccia alla categoria solo adesso». Il tecnico non ha voluto cercare alibi sebbene qualche defezione nelle fila l’abbia costretto a qualche rimaneggiamento, la sua attenzione si è concentrata sull’aspetto motivazionale. Questo il passaggio: «Abbiamo un gruppo interessante che deve crescere attraverso partite come questa, inoltre bisogna alzare l’asticella rispetto al passato. Ovviamente da migliorare c’è tutto, però stiamo cercando di assimilare dei concetti per poi applicarli al sabato». Inutile negare l’obiettivo di stagione, che rimane il mantenimento della categoria. Sempre Boscolo sugli avversari: «Sì, l’obiettivo è mantenere la categoria, certo. loro squadra preparata, organizzata, fisica, e anche nei cambi non ha abbassato l’intensità, anzi. Forse questi fattori hanno determinato il risultato finale». Soddisfatto e arrabbiato al contempo per la sconfitta, tuttavia non ha molto da rimproverarsi e un pizzico di soddisfazione per essere rimasto in gara così tanto contro il Brescia traspariva. Chiude così il tecnico: «I miei hanno dato il massimo, tutti hanno giocato bene: atteggiamento e abnegazione ci sono stati e per questo sono soddisfatto. Però non del tutto contento, anzi, sono “arrabbiato” perché abbiamo perso».

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