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Youth League

Inter-Real Madrid: Nunziatini emula Djorkaeff e beffa i blancos, nerazzurri trascinati da Rovida e da un ottimo Fontanarosa

La squadra di Chivu soffre, va sotto, rischia di perderla ma la riprende a tempo praticamente scaduto con un gol da cineteca

Inter-Real Madrid Youth league

Inter e Real Madrid nel sorteggio pre-gara: capitan Zanotti con la fascia al braccio alla prima in Europa

Francesco Nunziatini come Youri Djorkaeff, William Rovida come Julio Cesar. Un'ottima Inter versione Youth League ferma il Real Madrid (1-1) e si prende, in un colpo solo: un pareggio meritato dopo una gara di sofferenza ma giocata da grande squadra, una piccola rivincita sui blancos - che si imposero 3-0 nell'ultima uscita europea dei nerazzurri datata 18 agosto 2020 - ed una buona dose di fiducia dopo un avvio di stagione fin qui chiaroscuro. A prendersi la scena nel finale è il neo acquisto nerazzurro, arrivato in estate dal Livorno: Francesco Nunziatini. Emulando l'iconico gol di Djorkaeff contro la Roma, il centrocampista nerazzurro la pareggia con una rovesciata da cineteca al 93' che fa esplodere il Breda (in attesa di vivere emozioni simili questa sera al Meazza). Chi invece è stato assoluto protagonista nel 92 minuti precedenti è un classe 2003 il cui talento non lo scopriamo di certo oggi: William Rovida. Ricordando il miglior Julio Cesar delle notti stellari dell'Inter di Mourinho in Champions League, il portiere nerazzurro si è esibito in tre autentici miracoli, di cui due nella stessa azione ad inizio ripresa su Oscar e Gonzalez. A nulla ha potuto poi sull'ennesimo tentativo di Peter, migliore per distacco per gli spagnoli, che con un sinistro preciso dal limite ha portato i madrileni in vantaggio. In poche parole, Chivu ha di che sorridere. Per il reparto difensivo, che ha potuto contare sul miglior Fontanarosa e si è dimostrato in netta crescita rispetto alle gare contro Atalanta e Fiorentina. Per quello offensivo, con il solito Abiuso ancora una volta tra i più intraprendenti. Per la mentalità, la quale ha dimostrato ai baby nerazzurri di potersela giocare alla pari contro una corazzata come la squadra di Perez (campione in carica della competizione).

Mentalità. 392 giorni dopo l'ultima volta l'Inter torna impegnata in Youth League. Il palcoscenico e la guida tecnica sono differenti - la sfida del 20 agosto 2020 metteva in palio per i nerazzurri, al tempo guidati da Armando Madonna, un pass per la semifinale - ma l'avversario è lo stesso: il Real Madrid. I baby blancos, laureatosi poi campioni battendo in finale 3-2 il Benfica, ebbero la meglio con un perentorio 3-0 senza possibilità di replica, con i nerazzurri condizionati fortemente dall'espulsione ad inizio ripresa di Vezzoni. Oggi però è un'altra storia: altro momento, altri protagonisti (solamente Casadei reduce da quella sfida), ma soprattutto altra Inter. Sulla falsariga di quanto visto nelle prime due uscite in campionato contro Atalanta e Fiorentina, Chivu schiera un undici tutt'altro che difensivo. In mediana - a completare il reparto con l'ormai punto fermo Nunziatini - rientrano dal primo minuto Muller Cecchini e Fabbian, mentre in avanti alle spalle di Abiuso la coppia tutta qualità Jurgens-Peschetola. Sono proprio le qualità balistiche del dieci nerazzurro ad impensierire i madrileni: il mancino dal limite direttamente su calcio di punizione finisce di poco a lato della porta difesa da Torres (7'). Il reparto più sotto pressione è però quello arretrato, con l'Inter che fatica a venire fuori dalla morsa ospite quando la squadra di Perez prende il ritmo: Carboni deve tenere a bada un Peter in stato di grazia, Zanotti se la deve vedere con la velocità di Oscar mentre la coppia Hoti-Fontanarosa ha il suo da fare contro l'intraprendenza di Salazar e gli inserimenti di Iglesias. Il primo sussulto blancos è però su calcio di punizione: Oscar trova con qualità lo specchio della porta, ma Rovida risponde presente (19'). L'intervento del portiere classe 2003 segna l'inizio di una serie di occasioni per il Real: prima Peter salta Nunziatini e calcia a botta sicura ma un miracolo di Rovida salva l'Inter (25'), dopodiché il palo salva l'Inter sul tentativo ancora di Oscar, che finalizza al meglio un'azione partita dai piedi di Iglesias e rifinita da Salazar (32').

Simbiosi. L'intervallo non porta cambi nei 22 protagonisti ed anche la trama rimane la stessa: il Real Madrid contro William Rovida. Il secondo tempo dei blancos conferma quanto visto in avvio: se innescato, Iglesias non dà punti di riferimento e dialoga costantemente con Salazar. Il tutto unito alle enormi qualità sulle corsie: Peter a destra sa essere devastante, mentre Oscar a sinistra quando si accentra risulta sempre pericoloso. Il doppio miracolo di Rovida che salva l'Inter racconta invece un altro dato di fatto: il classe 2003 ha classe da vendere. La stessa che mette in mostra parando prima il tentativo di Oscar dai venti metri, poi quello ravvicinato di Gonzalez (4'). L'occasione madrilena porta con sé due conseguenze: la prima riguarda lo stesso Real, la seconda l'Inter. Se la squadra di Perez - soprattutto con gli ingressi di Moran Ibanez e Lucas Rey - dimostra di volerla vincere, quella di Chivu trova sempre più confidenza fino ad arrivare a giocarsela a viso aperto e praticamente alla pari. Non inganni l'avvicendamento Casadei-Peschetola: il cambio è conservativo solo sulla carta. Il classe 2003 ex Cesena ci mette poco a  prendersi sulle spalle centrocampo e squadra, che di conseguenza - anche grazie a un Real Madrid più sbilanciato - può contare su più spazi e dunque su più occasioni per fare male. A fare la differenza sono le corsie esterne: prima Zanotti pesca di testa Jurgens, con il 2003 estone che colpisce di testa di poco fuori (13'), dopodiché Carboni trova il fondo e mette dentro un pallone interessante, sul quale tuttavia né Abiuso né Jurgens ci arrivano (22'). Segnali inequivocabili di una beffa che si sarebbe consumata da lì a poco, esattamente due giri di lancette dopo l'occasione nerazzurra. A trascinare il Real è il proprio uomo più rappresentativo, nonché migliore in campo per distacco: Peter. Come accaduto nel primo tempo, quando solamente un miracolo di Rovida si antepose al fantasista blancos, il numero 7 rientra sul mancino e lascia partire un rasoterra preciso, che questa volta non lascia scampo a Rovida (25'). Tutto finito? Mai con questa Inter. A tempo praticamente scaduto, una rimessa laterale di Zanotti in zona offensiva pesca in area Casadei, che spizza quanto basta per trovare Nunziatini, che con una rovesciata clamorosa batte Torres, fa esplodere il Breda e fa 1-1 (48').

IL TABELLINO

INTER-REAL MADRID 1-1
RETI: 25' st Peter (R), 48' st Nunziatini (I).
INTER (4-3-2-1): Rovida 8, Zanotti 7, Hoti 6.5, Fontanarosa 7, Carboni 5.5, Nunziatini 7.5, Fabbian 6.5, Jurgens 6 (28' st Owusu 6.5), Peschetola 5.5 (14' st Casadei 7), Abiuso 6 (44' st Sarr sv), Cacchini Muller 5.5 (28' st Sangalli 6). A disp. Calligaris, Moretti, Pelamatti. All. Chivu 7.
REAL MADRID (4-2-3-1)
: Torres 6, Peter 8, Iglesias 7, Salazar 6.5, Gonzalez 6 (12' st Moran Ibanez 6), Oscar Aranda 7.5, Jimenez 6.5, Villar 7 (19' st Lucas Rey 6.5), Obrador 6 (24' st De La Vibora 6), Antonil Garzon 5.5, Pujol 6. A disp. Vicente, Calleja, Carbonell, Garcia Torres. All. Perez 6.5.
ARBITRO
: Fesnic (Rou).
ASSISTENTI
: Badea (Rou) e Tunyogy (Rou).
QUARTO UOMO
: Prontera (Ita).
AMMONITI: Carboni (I), Fabbian (I), Sangalli (I), Oscar (R), Torres (R), Antonil Garzon (R).

LE PAGELLE DEI NERAZZURRI

Rovida 8 Monumentale. Il grande pubblico lo conoscerà solo dopo questa prova da sogno, tuttavia il sogno di Rovida inizia la scorsa stagione. Da sotto età, Madonna lo lancia per sostituire Stankovic e da quel momento si capisce subito che sarebbe stato un predestinato. Torna tra i pali nella gara più importante, rispondendo con tre interventi da urlo. Il primo è su Peter, contro il quale inizia un personale duello. Sul primo tentativo è miracoloso, nella ripresa deve arrendersi. Nel mezzo però risponde presente sulla punizione di Oscar e nella ripresa effettua due interventi coi fiocchi nel giro di dieci secondi. Se l'Inter si costruisce la possibilità di rimontarla il merito è soprattutto suo.
Zanotti 7
Approccia alla partita con qualche difficoltà. Lontano dai propri standard, è un po' troppo timido quando potrebbe attaccare e concede qualche spazio di troppo a Oscar. Alla distanza il talento però prevale: alza il proprio baricentro, trova fiducia ed entra in scena con la sua classica galoppata che ricorda un certo Javier Zanetti. Al 13' pesca bene Jurgens, mentre ci mette lo zampino anche nel pareggio di Nunziatini.
Hoti 6.5
Riproposto da titolare dopo una partita a dir poco complessa contro la Viola, risponde presente dimostrando grande forza mentale. Contro Salazar non si scompone, uscendo indenne dopo novanta minuti di estrema difficoltà. Chiamato a mantenere alta l'asticella dell'attenzione dal primo all'ultimo minuto, offre garanzie al fianco di un ottimo Fontanarosa. Tre passi avanti rispetto a sabato scorso, la strada giusta per tornare ai suoi standard.
Fontanarosa 7
La classe non è acqua. Lo dimostra il difensore campano, che all'esordio a livello europeo si prende sulle spalle l'intero undici nerazzurro. Anche con qualche battibecco, esce vincitore dal duello contro Salazar, visto che il centravanti blancos probabilmente se lo sognerà nelle prossime nottate. Spazza quando c'è da spazzare, gioca quando c'è da giocare, lotta quando c'è da lottare ed infine gestisce quando c'è da gestire. Se Rovida è miracoloso, lui è importantissimo.
Carboni 5.5
Approccia la gara come Zanotti, con la differenza che lui avrebbe nelle corde un apporto ancor più concreto in fase offensiva. Nella ripresa una buona discesa l'effettua anche, solo che risulta un po' troppo poco. Specie se in fase di non possesso non la vede praticamente mai contro Peter, con quest'ultimo risulto essere praticamente imprendibile. Già a Bologna avrà la chance di tornare ai livelli mostrati contro la Dea all'esordio in campionato.
Nunziatini 7.5
Per 92 minuti una gara non eccellente ma utile alla causa, come del resto le sue caratteristiche. In mediana è onnipresente, tuttavia in qualche circostanza pecca in lucidità quando potrebbe e dovrebbe accelerare la manovra. Forse complice un pizzico di stanchezza (unico insieme ad Abiuso titolare in tutte le prime tre uscite stagionali), appare un po' sulle gambe. Il tutto, come detto, fino a pochi istanti prima del triplice fischio, quando si traveste da Youri Djorkaeff e infila Torres con una rovesciata da cineteca che entra di diritto nella storia delle cosiddette "sforbiciate" nerazzurre.
Fabbian 6.5
Dalla sua parte il mediano di sinistra del Real (Gonzalez) è quello che esce dai blocchi salendo quasi sulla linea dei trequartisti. Tale intraprendenza lo spiazza un po' in avvio, ma conti alla mano risulta essere il più intraprendente dell'Inter in mediana. Spesso riesce ad eludere il primo pressing per accelerare la manovra, ma il più delle volte fatica ad accendersi come di solito fa. Poco male, visto che fisicamente risulta sempre importantissimo soprattutto contro una squadra che gioca ad alti ritmi come il Real.
Jurgens 6 Se solo avesse buttato dentro quella che si sarebbe poi rivelata l'unica occasione, staremmo parlando di altro. Resta però una prova tutto sommato sufficiente per il centravanti estone: parte dalla trequarti di sinistra ma spesso si allarga per cercare spazi, quest'ultimi coperti però molto bene da Jimenez. In poche parole, trova di fronte a sé un avversario ed in generale una linea difensiva attenta. Qualche lampo lo effettua anche, ma risulta abbastanza lontano dai suoi standard abituali.
28' st Owusu 6.5
Classe 2005, non sente la pressione ed entra con buona personalità. Riesce anche ad andare vicino al gol nei pochi minuti a lui concessi, con un destro dal limite che finisce però alto. Dopodiché contribuisce all'assalto finale nerazzurro, mettendoci forza fisica e centimetri.
Peschetola 5.5
Certamente non una delle sue migliori prestazione, ma gli servirà per crescere e diventare ancora più importante per questa squadra. Parte sul centro-destra della trequarti ma tocca troppi pochi pallone, andando spesso a complicarsi la vita cercando la giocata individuale. Le qualità per provare tali giocate le avrebbe anche, ma contro un avversario del calibro del Real, giustamente, non è semplice. Ci prova in avvio su punizione, poi risulta fuori dal gioco e costringe Chivu a sostituirlo. A Bologna per riscattarsi e per essere ancora decisivo.
14' st Casadei 7
Il suo ingresso è conservativo solamente sulla carta. Certo, per caratteristiche è un giocatore totalmente diverso a Peschetola, ma con la sua duttilità e fisicità riesce ad essere una vera spina nel fianco tra le linee. In fase di non possesso diventa quasi esterno destro con l'Inter che passa al 4-4-2, mentre gioca alla Milinkovic-Savic andando spesso a supporto di Abiuso: a Simone Inzaghi piace questo elemento. Tornando alla partita, il suo ingresso assume ancor più valore quando, a tempo praticamente scaduto, dimostra di essere una sentenza di testa e spizza quanto basta trovando Nunziatini in area.
Abiuso 6
Reduce da tre gol in due uscite, manca l'appuntamento con il gol ed in generale non riesce a costruirsi occasioni, anche solo potenziali. Il suo lavoro è comunque preziosissimo, visto che soprattutto nel primo tempo si stacca dai blocchi e prova a far giocare la sua squadra. Risulta un po' sulle gambe nella ripresa, quando manca per un paio di volte l'appuntamento in area di rigore. Resta un nove di tutto rispetto, sul quale l'Inter ha dimostrato di voler e poter contare, anche in questo esordio europeo(44' st Sarr).
Cecchini Muller 5.5
Non era la sua partita, sia per caratteristiche personali che di squadra. Chivu richiama spesso i suoi di mantenere la calma e ragionare in fase di impostazione, affidandosi proprio alle sua qualità. Tuttavia, vuoi il pressing vuoi le caratteristiche del Real, i nerazzurri giocano spesso verticali cercando quasi subito di servire in trequartisti e le punte. Ciò non lo favorisce di certo, in una partita che lo ha visto anche impreciso e un po' pasticcione quando si trova palla al piede.
28' st Sangalli 6
Entra e viene ammonito dopo pochissimi istanti. Il che però dimostra la sua utilità dal punto di vista della personalità e del carisma. Gioca pochi minuti ma tiene bene la posizione risultando importante anche per gli equilibri nel finale.
All. Chivu 7
Una vittoria e due pareggi, uno dei quali al miele: quello contro il Real Madrid. Questo il bottino dell'inizio di stagione dei suoi nerazzurri, che si riscattano alla grande dopo il mezzo passo falso di sabato contro la Viola e si portano a casa un punto meritatissimo al termine di una partita di cuore, sacrificio e talento. Insomma: un biglietto da visita importante per la Youth League ma anche per il campionato. Inoltre, se la compattezza difensiva avrà continuità, ne vedremo sicuramente delle belle.

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