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Youth League

Il Milan esce a testa alta da Liverpool, l'Atalanta si arrende al Villareal, pari dai due volti per Inter e Juventus

Si conclude con due pareggi e due sconfitte la prima giornata della fase a gironi della Youth League per le nostre quattro italiane

Inter-Real Madrid Youth league

La punizione di Oscar che ha visto il grande intervento di William Rovida, migliore in campo per i nerazzurri

Un pareggio che vale come tre punti, un altro pieno di rimpianti, una sconfitta che grida vendetta ed un'altra senza storia: questo il bilancio della prima giornata della fase a gironi della Youth League per le nostre italiane. Il pari che vale tre punti è dell'Inter, con la squadra di Chivu che se la gioca alla pari contro il Real Madrid campione in carica e strappa nei minuti finali un pareggio insperato. Chi rientra in Italia con non pochi rimpianti è la Juventus, fermata sul 2-2 nella trasferta di Malmoe dopo essere passata in vantaggio per ben due volte. A gridare vendetta è invece il Milan, che esce a testa altissima dalla trasferta di Liverpool nonostante un ko arrivato al termine di novanta minuti dominati in lungo e in largo. Infine, chi non ha avuto diritto di replica è stata l'Atalanta, uscita con le ossa rotte dalla trasferta di Villareal e costretta ad arrendersi sotto i colpi di Pacheco Ruiz in apertura e Garcia nel finale.

X dai due volti. Che il pari del Breda valga come oro per i ragazzi di Chivu lo si evince in primis da un dato di fatto incontrovertibile: i baby nerazzurri giocano bene a calcio e possono giocarsela alla pari contro chiunque, in Italia e in Europa. Dopodiché è doveroso lasciare spazio ai numeri: 392 e 93. Il primo rappresenta i giorni di distanza dall'ultimo impegno dei nerazzurri in Youth League: era il 18 agosto 2020 quando l'Under 19 interista - al tempo sotto la guida di Armando Madonna - si arrese ad un passo dalla semifinale contro il Real Madrid. Al tempo finì con un perentorio 0-3, con l'Inter fortemente condizionata dall'espulsione ad inizio ripresa di Franco Vezzoni ma che non riuscì praticamente mai ad impensierire la retroguardia madrilena. Ed ecco che arriviamo al secondo numero. È infatti il 93' quando Francesco Nunziatini, servito da Casadei di testa, si inventa un gol pazzesco in rovesciata che vale l'1-1 finale. Un punto in tasca e tanto da gioire: ecco cosa resta a Chivu nel suo esordio europeo da tecnico. Chi può contare su un punto in tasca, unito a molti rimpianti è Bonatti. Il pari di Malmoe rappresenta un mezzo passo falso per la Juventus, soprattutto dopo essere stati avanti per due volte. Al sigillo iniziale di Bonetti (6') è seguito quello di Turco (22'), nel mezzo il pari degli svedesi (10') e il gol beffa a tempo praticamente scaduto di Ellborg (89'). Una prestazione in linea con l'inizio di stagione: se la trasferta di Firenze ci ha raccontato il lato bello della Juve, il ko interno contro l'Atalanta e l'incapacità di gestire il vantaggio in Svezia ha mostrato quello sul quale c'è più da lavorare.

Tra rimpianti e consapevolezza. Se la notte di Anfield ha rappresentato per il Milan dei "grandi" il ritorno nel palcoscenico più ambito d'Europa, il pomeriggio di Liverpool è coinciso con il ritorno nel calcio che conta anche dei baby rossoneri. Sette anni dopo l'ultima apparizione europea - era il 25 febbraio del 2014 quando i rossoneri di Pippo Inzaghi si arresero al Chelsea - il Diavolo torna protagonista in Youth League: nonostante il ko di misura per 1-0 maturato contro i reds, la squadra di Giunti ha di che sorridere. Per la prestazione - con il Diavolo padrone del campo a lunghi tratti - e per le risposte, arrivate in gran numero dopo un avvio di campionato chiaroscuro. Tuttavia, come detto, non mancano i rimpianti. Il gol di Harvey Davis ha inflitto una punizione probabilmente troppo severa ai rossoneri, che per quanto visto in campo avrebbero meritato sicuramente qualcosa di più. Chi invece è stata costretta a leccarsi le ferite è l'Atalanta. Con un gol per tempo, il Villareal ha prima messo la freccia poi chiuso i conti contro la squadra di Brambilla. Una partita difficile per la Dea, che tuttavia non pregiudica un percorso ancora lungo e aperto a diversi scenari. 

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