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Inter-Hellas Verona: Abiuso è fortunato, Iliev è da cineteca e Andersen è un gigante, Chivu soffre ma la vince nella ripresa

Finisce 3-0 con tre gol nel secondo tempo: Verona in dieci per l'espulsione di Grassi nel finale della prima frazione, nerazzurri lontani dalla forma migliore ma vincenti

Inter Primavera

La formazione titolare di Cristian Chivu per la sfida del Breda contro l'Hellas Verona

Inter-Hellas Verona 3-0. Chivu torna alla vittoria in campionato dopo oltre un mese, dando così continuità al successo di misura in Youth League contro lo Sheriff: apre Abiuso, raddoppia Iliev e Andersen cala il tris. Alzi la mano chi, leggendo queste prime righe, non ha pensato alla solita vittoria agevole dei nerazzurri. Così non è, visto che il risultato mai come in questo caso non rispecchia quanto visto sul terreno di gioco. In primis nel primo tempo, durante il quale il Verona - due volte con Florio prima e con Flakus poi - è andato vicinissimo al vantaggio mettendo in seria difficoltà l'Inter, andata negli spogliatoi addirittura con zero tiri in porta all'attivo. Dopodiché nella ripresa, quando gli ospiti - in dieci uomini per l'espulsione nel finale della prima frazione di Grassi - hanno abbassato il proprio baricentro ed alzato un muro apparso invalicabile per i nerazzurri, fin quando la sorte non è girata a favore dell'undici di Chivu. Il gol di Abiuso - quarto stagionale, il primo dopo oltre un mese - è tanto fortunoso quanto prezioso, quello di Iliev è da cineteca mentre quello di Andersen conferma che è nata una stella: tre punti d'oro per i nerazzurri, che tornano alla vittoria in campionato e si portano momentaneamente davanti alla Juventus e a due lunghezze dalla Roma.

Fatiche. Le fatiche fisiche e mentali di Youth League spingono Chivu a cambiare ben sette interpreti rispetto alla formazione titolare schierata contro lo Sheriff. Agli intoccabili Zanotti e Carboni sulle corsie si aggiungono Fabbian in mediana - coadiuvato dal rientrate Cecchini Muller e Nunziatini - e Jurgens in avanti, in coppia con Goffi alle spalle di Abiuso. A completare la linea difensiva ci sono poi Moretti e Matjaz, quest'ultimo all'esordio assoluto in Primavera dopo le panchine contro Atalanta, Juventus ed Empoli. L'approccio dell'ex Spal è tutt'altro che semplice, visto che al talento della coppia veronese Florio-Flukus a cui deve far fronte va aggiunto un equilibrio precario nella manovra interista, che primi quindici minuti regala due palle gol nitide ai ragazzi di Corrent. La prima è clamorosa: l'Hellas riparte veloce con Flakus, quest'ultimo bravo prima a mandare a vuoto Matjaz poi a servire un cioccolatino a Florio, che solo davanti a Botis manca clamorosamente il pallone (10'). Cinque minuti più tardi serve invece il miglior Botis per disinnescare il mancino insidioso di Flakus, lesto ad accogliere il servizio di Redondi (ex della partita), puntare Carboni e calciare verso la porta difesa dal gigante greco. Tuttavia, l'Inter di Chivu non la scopriamo di certo oggi: gioco offensivo, possesso palla e la consapevolezza di poter rischiare qualcosa dietro. Quest'ultimo aspetto certamente non manca, mentre i grandi assenti sono i primi due: i nerazzurri attaccano sì con molti uomini, non riuscendo tuttavia quasi mai a saltare l'uomo e creare superiorità numerica. Il secondo problema riguarda il possesso palla: sterile, il più delle volte orizzontale e poco nelle vene di un Muller Cecchini ben distante dai propri standard. Presupposti che spiegano i tiri verso lo specchio della porta nel primo tempo: zero.

Si cambia. L'episodio che sembra poter cambiare la partita arriva al 39', quando Grassi effettua un intervento pericoloso nei confronti di Zanotti, spingendo Crezzini al provvedimento più pesante: l'espulsione. Hellas in dieci e strada in discesa per l'Inter? Sì, ma non è tutto ora ciò che luccica. Quest'ultimo detto è toccato con mano dallo stesso Chivu, che appena cinque minuti dopo l'espulsione di Grassi concede l'ennesima palla gol ai veneti, la seconda clamorosa: il destro dal limite dell'area di Colistra, da poco passato sulla corsia di sinistra, è imparabile per Botis colpisce la parte alta della traversa. L'oro interista fa una fatica tremenda a diventare anche solo leggermente luccicante, ma c'è una stella che al Breda luccica come non mai: Giovanni Fabbian. Il centrocampista nerazzurro si conferma uno dei talenti più cristallini a disposizione di Chivu, anche se la sua luce brilla solo a metà a causa di una scarsa precisione sotto porta. Il classe 2003 ci prova per ben quattro volte da buona posizione, mancando però il bersaglio grosso dimostrandosi poco lucido e troppo frettoloso. Tuttavia, la mira del centrocampista veneto si è raddrizzata al 22', ma il destro con cui batte Kivila è viziato da una posizione iniziale di fuorigioco. Quattro minuti più tardi non serve alcun tipo di mira ad Abiuso, che con un gol a dir poco rocambolesco sale a quota quattro gol in campionato e regala un vantaggio preziosissimo all'Inter. Sul cross di Peschetola - il migliore dei subentrati nerazzurri - l'intervento di Kivila è preciso ma impatta sull'accorrente Abiuso, che senza volerlo tocca quanto basta a fa 1-0. Il vantaggio appare un vero e proprio toccasana per l'Inter, che prima del novantesimo cala prima il bis e poi il tris: a fare 2-0 ci pensa Iliev, che con un destro da cineteca dai 25 metri mette il pallone laddove Kivila non può arrivarci; il 3-0 porta invece la firma di Andersen, al secondo spezzone in Primavera raccoglie un gran cross di Peschetola da calcio d'angolo e chiude i giochi. Nel mezzo un'occasione clamorosa per gli ospiti, a testimonianza della fragilità difensiva dell'Inter: Flakus si trova tutto solo a tu per tu con Botis, ma il suo destro finisce clamorosamente alto.

IL TABELLINO

INTER-HELLAS VERONA 3-0
RETI: 26' st Abiuso (I), 41' st Iliev (I), 46' st Andersen (I).
INTER (4-3-2-1): Botis 6.5, Zanotti 7, Matjaz 5.5 (38' st Hoti sv), Moretti A. 6, Carboni 6, Fabbian 7, Muller Cecchini 5 (20' st Andersen 7), Nunziatini 6 (10' st Grygar 6.5), Goffi 5 (10' st Peschetola 7), Jurgens 5 (1' st Iliev 7), Abiuso 7. A disp. Rovida, Delvecchio, Cortinovis, Sangalli, Fontanarosa, Silvestro, Dervishi. All. Chivu 7.
VERONA (3-5-2): Kivila 6, Redondi 6.5, Coppola 6, Calabrese 5.5, Minnocci 6 (31' st Bragantini sv), Colistra 6.5, Turra 6.5 (24' st Yeboah 6), Pierobon 7, Grassi 5.5, Florio 5.5 (24' st Bernardi 6), Flakus Bosilj 6 (38' st Diaby sv). A disp. Boseggia, Patuzzo, Ebengue, Gomez, Caia, Patanè, Cazzadori. All. Corrent 6.5.
ARBITRO: Crezzini di Siena 6.
ASSISTENTI: Massimino di Cuneo e El Filali di Alessandria.
AMMONITI: Nunziatini (I), Zanotti (I), Cecchini Muller (I), Calabrese (V), 
ESPULSO: 39' Grassi (V).

LE PAGELLE DEI NERAZZURRI

Botis 6.5 Sul tentativo dopo dieci minuti di Florio viene graziato, cinque minuti dopo interviene con precisione. Salvato due volte dalla traversa (una volta per tempo), nella ripresa non è chiamato a particolari interventi se non di normale amministrazione.
Zanotti 7 
Il "coast to coast" dopo dieci minuti ricorda voi sapete chi (leggenda interista con il numero 4), risultando paradossalmente essere uno dei più pericolosi in avvio per i nerazzurri. Che dietro non abbia alcun problema lo si evince dalla prova opaca in fase offensiva di Grassi, che costringe all'espulsione nel finale del primo tempo. Nella ripresa parte un po' più arretrato, non limitando però il suo compito in zona gol. Saremo anche ripetitivi, ma ancora una volta è tra i migliori.
Moretti 6 
In avvio Florio e Flakus fanno un po' quello che vogliono, anticipandolo spesso laddove conta di più, ovvero gli ultimi sedici metri. Come per Carboni, la sua fortuna è quella che l'Hellas è stata incapace in avvio di concretizzare quanto creato. Nella ripresa il compito per lui è facilitato in modo evidente dall'inferiorità numerica dell'Hellas, difatti non rischia quasi nulla se non in un paio di circostanze che lo trovano decisamente più preparato rispetto all'avvio. Ciò gli vale la sufficienza.
Matjaz 5.5 
L'intervento a vuoto dopo dieci minuti rischia di costare caro alla sua Inter. Per sua fortuna Florio è mancato in lucidità, dopodiché non riesce quasi mai nell'anticipo e va in grossissima difficoltà nell'uno contro uno. Esordio da dimenticare, ma si riscatterà e la prova in crescendo - seppur con qualche sbavatura - ne è la dimostrazione (38' st Hoti sv). 
Carboni 6 
In fase offensiva dà la sensazione di poter sempre creare pericoli, rimane però il fatto che la sua posizione avanzata lascia non pochi buchi dietro e l'Hellas è stata brava a sfruttarli, per sua fortuna solo a metà. Nella ripresa non gioca la sua miglior partita ma perlomeno non corre particolari rischi.
Fabbian 7 
Sicuramente il migliore nell'avvio complicato dei nerazzurri. Gioca spesso a massimo due tocchi e ciò lo rende unico, oltre a dare linfa alla manovra nerazzurra apparsa priva di idee nel primo tempo. Nella ripresa ha almeno quattro chance per andare in gol, tuttavia pecca in precisione. Errori da matita rossa da buonissima posizione, i quali gli costano un voto ben più altro. Per sua fortuna un gol fortunoso di Abiuso ed uno splendido di Iliev permettono di dimenticare in fretta i suoi errori.
Cecchini Muller 5 
Dal primo pallone toccato si capisce che qualcosa non va. Lento nella manovra, poco preciso negli appoggi e lontano dall'essere il fulcro del gioco che vorrebbe Chivu. A tutto questo bisogna poi aggiungere un paio di scelte sbagliate che fanno infuriare Chivu. La trama è la stessa nella ripresa, quando sarebbe stato utile il suo contributo in fase di possesso.
20' st Andersen 7 Non si vede molto ma fisicamente, anche solo tenendo la posizione, offre un apporto utile per i nerazzurri. La fisicità la mostra poi tutta nel finale, quando cala il tris con un bel colpo di testa.
Nunziatini 6 
Decisamente più spento rispetto al solito, ma se non altro con Carboni in avanti forma un'asse importante e fisicamente si fa valere dimostrando di avere la caparbietà di uno che non molla mai. Nella ripresa qualche sbavatura la commette, ma quantomeno prova qualcosa di diverso. Viene poi ammonito e Chivu non ha voluto correre rischi tenendolo in campo.
10' st Grygar 6.5 Non ruba di certo l'occhio ma il suo lavoro, seppur per poco, è fondamentale nell'economia del gioco interista nel momento della gara in cui è stato chiamato in causa.
Goffi 5 
Oggetto misterioso del primo tempo. Si stacca spesso dai blocchi per prendere il pallone, ma tuttavia viene puntualmente chiuso e reso prevedibile. Prova decisamente incolore la sua, in un primo tempo complesso per l'intera Inter. Nella ripresa la musica non cambia: non la vede quasi mai e fatica nel provare a cercare qualcosa di diverso. Sostituito da Peschetola dopo dieci minuti
10' st Peschetola 7 Le sue qualità non si discutono, per di più ci mette lo zampino - un po' come accaduto con l'Atalanta - nel gol che a metà tempo vale il vantaggio. Prova sempre a puntare l'uomo e a creare superiorità numerica. Nel finale un altro assist - l'ennesimo - che porta al tris di Andersen.
Jurgens 5
Altro oggetto misterioso del primo tempo. Anche oggi gli arrivano pochi palloni giocabili, ma quei pochi avrebbe sicuramente potuto trasformarli in oro come ci ha abituati ai tempi dell'Under 18. Altri tempi, appunto. Da uno con il suo talento è lecito aspettarsi sempre di più, specie se il suo pane quotidiano (il gol) gli manca da troppo tempo, dovendosi ancora sbloccare in questa stagione.
1' st Iliev 7 Non uno dei suoi migliori ingressi, almeno fin quando al 41' non s'inventa un destro clamoroso da fuori che non lascia scampo a Kivila.
Abiuso 7 
Da punta centrale capisce presto che non è giornata, infatti prova a staccarsi e a trovare palloni giocabili. Arrivano per giunta pochi cross, dunque anche la sua fisicità non è sfruttata a pieno. Nella ripresa lotta, corre e soffre con la squadra. Il quarto gol stagionale non sarà sicuramente uno dei più belli della sua carriera ma ha un'importanza incredibile.
All. Chivu 7 
La sua Inter certamente non brilla ma vince, e per ora va bene così. Azzecca tutti i cambi nella ripresa, indirizzando una partita divenuta molto complicata.

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