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Primavera 2

«Bianco» azzurro il festival del San Filippo, Ferro e metal per un Brescia da sballo

Con una rete per tempo in stile British i ragazzi di Aragolaza agganciano il Monza e fanno loro un pomeriggio d’alta musica

Bianchetti Brescia

Il numero 7 del Brescia Christian Bianchetti in gol in apertura di gara per la sua prima rete stagionale

Due acuti, in avvio (Bianchetti) e nel finale (Ferro), per una canzone semplice, vincente e dal formato radiofonico che fa schizzare il Brescia nella hit parade 2022 ai danni di un Monza molto abile nel proporre le sue melodie ma rimasto tuttavia colpevole di non aver mai trovato il ritornello in grado di fare il botto. Il tabellone recita 2-0. Così, dopo poco meno di due mesi dall’ultima uscita ufficiale (5-0 al Vicenza del 18 dicembre), il Brescia torna in campo contro il fortissimo Monza sul palcoscenico del San Filippo, davanti ad una platea impreziosita da osservatori e star del calibro di Caracciolo. Ma in questo pomeriggio all’opera, Aragolaza sa di poter proporre uno spartito provato e riprovato alla perfezione per poter affrontare un avversario - il Monza - che solo qualche giorno or sono era reduce da una decina di gol rifilati al Pordenone. L’epilogo è proprio questo, un Monza sempre sul pezzo e col pallino del gioco e un Brescia che più cinico non si può. «Ciao ciao», Monza… direbbe La rappresentante di lista.

Musica leggera. Nemmeno il tempo di accordare gli strumenti che il monzese Salducco, con un bolide da fuori diretto sotto la traversa, chiamava Prandini al volo d’angelo: palla in angolo e subito squillo di tromba biancorosso. L’orchestra locale però non si disuniva e suonava subito l’inno alla gioia con Bianchetti, fantastico nell’incunearsi in area dalla sinistra, resistere alla carica di Kamassa, e battere a rete in equilibrio precario, quasi in scivolata, per lo scroscio d’applausi della tribuna e dei loggioni (1-0). La risposta veemente del Monza non si faceva attendere e vedeva Ferraris impattare la sagoma di Prandini da buonissima posizione, mettendo in luce il grande tempismo del portiere locale, per l’occasione uscito quasi a valanga. Altra grandissima occasione e spartito suonato a ritmo elevato da entrambe le band, non di certo un «Adagio» come da gusti over 70. Verso la metà del primo atto la velocità si standardizzava e le squadre si punzecchiavano a suon di acuti da una parte e dall’altra, senza però trovare il Crescendo vincente. In questa fase solo un buon tentativo locale con Cappadonna, facile preda del portiere. Si attendevano così sviluppi in scaletta e difatti ecco la clamorosa occasione verso la mezz’ora, quando in contropiede il Brescia con Del Barba lanciava Cappadonna nelle praterie (era ultimo uomo ma prima della centrocampo non era offside), l’attaccante si involava tutto solo ma veniva recuperato dal supersonico Donati Sarti, che gli complicava il compito fino alla collaborativa presa in uscita di Rubbi. Rondinelle troppo pigre nell’offrire il bis alla platea. Subito dopo buona occasione anche per Bianchetti sul quale Rubbi si faceva trovare ancora attento. Partita che ritrovava i 140 BPM (battiti per minuto) sul metronomo e vedeva ancora Ferraris provare l’assolo con un tiro in corsa, tuttavia saldamente controllato dai guantoni del solerte Prandini. Musica gradevole da sentirsi e da vedersi fra questi grandi interpreti in maglietta e pantaloncini bianco-rosso-azzurri. 

Ferro e metal. Alla riapertura del sipario i due maestri d’orchestra erano restii a stravolgere il proprio repertorio. La musica fluiva amabilmente e i virtuosismi monzesi erano ottemperati dagli accordi più basici ma rockeggianti dei ragazzi di Aragolaza. Tanti duelli a centrocampo nei quali Tomella la faceva da padrone, insieme al compagno Bertoni prima del cambio. Per gli ospiti erano Colombo e Prinelli (grande interprete) a prediligere l’hard rock nel mezzo, anche se il duo difensivo Castellini-Butturini stavolta era monumentale e sovrastava ogni palla inattiva e ogni tentativo avversario con dell’heavy metal davvero pesante le cui sonorità non erano di certo melodiche. I puristi della classica avrebbero storto il naso ma chissenefrega. Prestazione da Leoncino d’oro di tutto il reparto arretrato e degli incontristi di mezzo, una gara praticamente di sole percussioni a discapito dei violini. È difesa show! Ma nel jokebox di Aragolaza era questa la ricetta da suonare per il rave party d’alta classifica. Anche se era sempre l’argentino il primo a salire in console e a cambiare musica con i dischi di Fogliata e Bertazzoli al posto di Bertoni e dell’ex Venezia Cappadonna. Rispondeva Palladino con i neo acquisti Pinotti e Marras, per dopo aumentare i tenori della contesa con Dragone e Dos Reis per una Marcia di Radetzky dal 4-2-4 ultra offensivo. Insomma tanti cambi ma vere e proprie occasioni poche, le palle giungevano sporche e molto «Piano» se non «Pianissimo» nelle braccia degli estremi custodi: oltre a qualche steccata che non mancava di certo nel punk di centrocampo. Insomma, il Brescia riusciva a tenere duro e a rallentare e spezzettare la manovra biancorossa, sbagliando anche qualche contropiede che avrebbe potuto chiudere i giochi qualche misura di sparito prima. Intanto Rubbi faceva la voce grossa su Trezza e Del Barba verso il finale, in un duplice provvidenziale intervento. Si sarebbe andati avanti «ad libitum» sennonché era il subentrato Ferro ad irrompere centralmente per portare il Brescia sul definitivo 2-0 per una vittoria da «Brividi», come direbbero Mahmood e Blanco.

IL TABELLINO

BRESCIA-MONZA 2-0
MARCATORI: 8’ Bianchetti (B), 48’ st Ferro (B).
BRESCIA (4-2-3-1): Prandini 7, Boafo 6.5, Danesi 6.5 (38’ st Riviera sv), Bertoni 7 (10’ st Fogliata 6), Castellini7, Maccherini Tonini 7, Bianchetti 7 (38’ st Ferro 7), Tomella 7, Cappadonna 5.5 (10’ st Bertazzoli 6), Del Barba 6, Manu Denis 6 (21’ st Trezza 6). A disp. Sonzogni, Scalmana, Mainardi, Vasta. All. Aragolaza 7.5.
MONZA (3-4-3): Rubbi 7, Kassama 5.5, Peruchetti 6, Colombo 6.5 (26’ st Dos Reis sv), Donati Sarti 6.5 (17’ st Pinotti 5.5), Minotti 6, Dall’Acqua 6, Prinelli 7, La Torre 5.5 (26’ st Dragone sv), Ferraris 5.5 (38’ st Mento sv), Salducco 5.5 (17’ st Marras 5.5). A disp. Mazza, Fossati, Nobile, Bombino, Agostini, Melseaux, Camarà. All. Palladino 6.
ARBITRO: Lovison di Padova 7.
ASSISTENTI: Pinna (Oristano), Zandonà (Portogruaro).
AMMONITI: Manu (B), Tomella (B), Fogliata (B), Dragone (M).

LE PAGELLE

BRESCIA
Prandini 7 Due miracoli fatti segnare sul taccuino nella prima frazione, il primo in tuffo plastico e il secondo in uscita a valanga. Seguono tante parate sicure e uscite fantastiche: «Insuperabile» come la canzone di Rkomi.
Boafo 6.5 Per «Duecentomila ore» rimane attento e concentrato nella sua posizione, oggi non servono colpi di testa e il suo lo fa senza problemi: Ana Mena apprezzerebbe.
Danesi 6.5 Tiene sempre la linea e getta sempre più d’un occhio a Dall’Acqua, limitandone la zona d’influenza. C’è «Chimica» anche con Bianchetti, bene così. (38’ st Riviera sv).
Bertoni 7 Certo, contro questo Monza si può anche perdere qualche colpo ma lui è «Tantissimo» nel mezzo quando si tratta di metterci gamba e agonismo, come Le Vibrazioni fa vibrare il cuore del centrocampo bresciano.
10’ st Fogliata 6 Anche lui della gara con la giusta dose di ottoni.
Castellini 7 «Ovunque sarai» ti marco io, sembra dire agli attaccanti biacorossi: come il pezzo di Irama, fa vibrare d’orgoglio Aragolaza.
Maccherini 7 «Sei Tu» il solo in grado di arginare Ferraris, Salducco e compagnia bella: non senza fatica la sfanga, onore al merito per una prova da ricordare negli annali.
Bianchetti 7 Eccolo, «Brividi» per lui e per tutti i ragazzi di Aragolaza. Grande percussione per il vantaggio bresciano, pressa bene alto come gli viene richiesto e avrebbe pure dei buoni contropiede per il bis sia nel primo che nel secondo tempo.
38’ st Ferro 7 La sua parte doveva accendere il finale e così è stato: incursione finale pazzesca e chiusura col gol. Eccitante come del «Sesso occasionale» direbbe Tananai.
Tomella 7 «Apri tutte le porte», il pezzo di Gianni Morandi, non è la classica canzone che gli va a genio. Chiude invece tutti gli spifferi in zona centrale e fa ottimo filtro, al netto della bravura ospite. Gran dribbling in ultimo col tacco sotto la tribuna, la Ronaldo chop ci sta sempre.
Cappadonna 5.5 «Voglio Amarti» visto che sei il neo acquisto dal Venezia, e visto anche il lavoro sporco fatto davanti: per l’ex Inter, Pro Sesto e Sarnico sportellate e movimenti non sono male. Un po’ di cinismo in più e ci siamo.
10’ st Bertazzoli 6 Subito reattivo una volta messo piede in campo, nel doppio-passo di benvenuto afferma che non è di certo un secondo violino.
Del Barba 6 Emma ha ragione, «Ogni volta è così» quando gioca questo ragazzo: ci si aspetta tanto da lui perché è l’unico che può accendere la partita da un momento all’altro. L’assist per Cappadonna era spettacolare ma rimane l’unico acuto di una gara da faticatore.
Manu Denis 6 Si becca un giallo nel primo tempo forse un po’ ingenuamente, ma per il resto dà frizzantezza sulle zolle di destra e garantisce sempre un buon apporto offensivo. «Testa e croce», come il pezzo di Romano, perché a volte impreciso.
21’ st Trezza 6 Buon ingresso in campo, poteva segnare.
All. Aragolaza 6.5 Merita una «Lettera di là del mare» d'amore, dalla sua Argentina, per tutto ciò che sta facendo con questa squadra: mai come stavolta i playoff sono alla portata.

MONZA
Rubbi 6 Nulla da fare sul primo gol, l’attaccante è bravissimo nel colpire in scivolata. Per il resto non ha altri grattacapi se non nel finale perché la squadra attacca ed è lontano da «Dove si balla».
Kassama 5.5 Dalla sua pare ha sfondato Bianchetti per il primo vantaggio casalingo, unica svista di una gara con pochi nei.
Peruchetti 6 Toccato duro nella ripresa, si riprende dallo stato claudicante puntando il mirino su Manu Denis: se il Monza resiste, «Sei tu» che lo tiene in vita.
Colombo 6.5 Grande partita nel mezzo, con qualità e quantità davvero encomiabili, peccato per il risultato e qualche imbucata non precisissima altrimenti la sua gara sarebbe stata «Perfetta così». (26’ st Dos Reis sv).
Donati Sarti 6.5 Nel momento di massima spinta lui ha la lucidità di recuperare Cappadonna lanciato a rete in contropiede, «Tuo padre, mia madre, Lucia», chiunque sarebbero fieri di te.
17’ st Pinotti 6 Ci mette del suo ma purtroppo non riesce a dare la svolta.
Minotti 6 L’imprecisione non è di certo «Virale» dietro perché lui si concede davvero poche sviste, non era facile in questo teatro.
Dall’Acqua 6 Molto reattivo dalla sua parte, alimenta tante buone iniziative che però vengono vanificate dalla mira sballata dei compagni: hai ragione, «Ora e qui» serviva più precisione.
Prinelli 6.5 Si muove molto e cerca sempre di farsi vedere dai compagni, ma vista la mole di occasioni fallite dai suoi che non fosse la «Domenica» giusta l’aveva capito pure lui. Impreziosisce la sua prova con dei buoni giochi di gambe.
La Torre 5.5 La sua grande fisicità si sconta con quella altrettanto prestante dei piloni bresciani, va un po’ a «Farfalle» come direbbe Sangiovanni, ma stavolta è mancata solo l’occasione giusta. (26’ st Dragone sv).
Ferraris 5.5 Ha la grande occasione per pareggiare subito i conti ma si fa murare dall’uscita di Prandini. Di certo è il più reattivo dei suoi anche se sciupa un po’ troppo nella prima frazione: «Ciao Ciao» gli direbbe La rappresentante di lista. (38’ st Mento sv).
Salducco 5.5 Bolide in apertura sul quale chiama al miracolo Prandini, poi altalenante: pazienza, «Abbi cura di te» comunque direbbero Highsnob e Hu.
17’ st Marras 5.5 entra ma non riesce ad incidere.
All. Palladino 6 Trasferta non di certo dolce come il «Miele», purtuttavia i suoi fanno molto gioco e se tornano insoddisfatti in Brianza è solo per la poca lucidità dei suoi avanti.

ARBITRO
Lovison di Padova 7 Un direttore che nello spartito non ama inserire molte pause, è un amante delle note lunghe e sostenute per cui il gioco può concedersi anche qualche momento non di certo genderfluid, dove i gialli sono estratti con misura: lo spettacolo per una volta è degno della terra d’Albione.

L’INTERVISTA

Per Raffaele Palladino, tecnico del Monza, una sconfitta attenuata dal buon gioco dei suoi. «Faccio i complimenti al Brescia - attacca l’allenatore - perché è una squadra molto tosta da affrontare, brava a metterci agonismo e cattiveria, magari giocando poco a calcio però efficace sulle seconde palle. Faccio quindi i complimenti a loro». Il tecnico concorda sul fatto che i suoi abbiano peccato di cinismo dicendo: «Fatto ottimo primo tempo, anche se potevamo fare meglio negli ultimi metri. C’è mancato cinismo, certo, cosa che di solito mettiamo in campo. Nel secondo tempo invece meno bene ma abbiamo comunque cercato di costruire e proporre gioco. Dal 3-4-3 iniziale siamo passati al 4-2-4 perché volevamo dare più pressione davanti accettando l’uno-contro-uno dietro, cosa fatta da noi molto bene. Ma al di là del modulo mi soffermo sull’interpretazione. Diciamo che è stata una partita decisa da episodi: bravi loro a sbloccarla e a tenerla in piedi fino alla fine. Il 2-0 era ininfluente ormai». Palladino crede anche che i suoi non abbiano accusato nulla sotto il profilo atletico l’impegno in settimana che li ha visti travolgere il Pordenone 10-0. «Ho visto una squadra - continua il tecnico - che ha corso fino alla fine, probabilmente più del Brescia. Magari loro erano più freschi e reattivi sulle seconde palle, ma non sono quasi mai usciti e li abbiamo sempre tenuti là. Ovvio che col gioco del Brescia fatto di lanci lunghi e un continuo spezzettamento delle giocate avversarie bisogna poi sempre ricominciare tutta la manovra daccapo. Però la squadra sta bene, ha fatto un’ottima partita e sono contento e soddisfatto, anche se stavolta siamo stati meno lucidi delle altre volte nel finalizzare». Gli obiettivi del team non cambiano come conferma lo stesso Palladino: «Non abbiamo obiettivi, dobbiamo guardare partita dopo partita e giocare sempre per vincere e proporre gioco, quello che abbiamo fatto anche oggi. Vincere o i playoff al momento non ci riguarda, la società ci chiede solo di far crescere i ragazzi». Palladino è rimasto soddisfatto anche della prova dei nuovi, chiudendo così: «Qualcuno sottotono, altri propositivi, i nuovi acquisti bene come Pinotti dalla Spal, Marras (dal Chieri, ndr) che aveva già giocato la partita scorsa e lo stesso Colombo dal Birmingham: li faremo integrare bene».

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