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Primavera 1

Un tempo di sofferenza, poi 4 gol: l'Inter dà una lezione al Genoa

Iliev cambia l'inerzia di una partita nella quale i rossoblù stavano dominando: ma la goleada è nerazzurra

Nikola Iliev

Nikola Iliev fa godere l'Inter: con una magia segna l'1-0, poi propizia il raddoppio di Casadei: è lui il migliore in campo

L'Inter risponde al Cagliari, che in mattinata ha vinto a Napoli, e tiene lontana dal suo terzo posto l'Atalanta. Lo fa con un 4-0 che sembra senza storia guardando il tabellino, ma che è stato un po' più complicato di quanto dica il risultato: nel primo tempo infatti il Genoa, assetato di punti salvezza, domina la partita; nella ripresa, però, la formazione di Chivu dà una bella lezione ai rossoblù. Una lezione, oltre che di qualità e ritmo, di maturità: perché giocare bene e creare occasioni diventa inutile se poi non segni, e spesso in casi come questo vieni punito. Così è stato per il Genoa, asfaltato dalla ripresa perfetta di un'Inter che si aggrappa alle giocate di Iliev (gol e assist per Casadei), alla buona vena di Zuberek - ancora in gol dopo la doppietta al Pescara - e a una capacità da grande squadra di rimanere viva in un momento complicato e di ribaltare il proprio destino alla prima occasione utile.

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GENOA VOGLIOSO

Che il Genoa non voglia fare la vittima sacrificale è logico quanto evidente, con la presenza del "prima squadra" Kallon al centro dell'attacco nel rinnovato, per l'occasione, 4-3-1-2 rossoblù: Chiappino rinuncia infatti alla difesa a tre, schiera Besaggio mezzala sinistra e dà a Macca i compiti del trequartista con l'intento di pestare i piedi al vertice basso del centrocampo dell'Inter, Sangalli. Mossa che dà i suoi frutti perché l'Inter, messa in campo specularmente da Chivu, fatica a tenere alta la squadra: Peschetola agisce alle spalle di Iliev e Zuberek, ma è in mediana che i nerazzurri soffrono particolarmente anche perché Kallon, mobilissimo, non dà punti di riferimento in avanti e viene spesso indietro a dare il via all'azione del Grifone. La supremazia del Genoa si trasforma in diverse situazioni interessanti nell'area di rigore interista: Besaggio colpisce un clamoroso palo interno su calcio di punizione da posizione defilatissima (17'), poi Ambrosini su cross di Nesci conclude sottoporta ma Rovida respinge (22'). L'Inter prova qualche palla in verticale e cerca di sfruttare lo strapotere fisico di Carboni a sinistra, ma prima dell'intervallo è ancora il Genoa a sfiorare il vantaggio con ben tre occasioni: Rovida blocca il destro di Gjini smarcato da un angolo di Besaggio (43'), Calvani non trova la coordinazione giusta sul cross da destra di Kallon e mette a lato da distanza ravvicinata (45'), ancora Rovida mette in angolo di piede il mancino da posizione defilata dello stesso Kallon bravo a tagliare in due la difesa nerazzurra sfondando dalla destra.

BACCHETTA MAGICA

Quali tasti abbia pigiato Chivu nell'intervallo resta un mistero, fatto sta che nel secondo tempo cambia tutto. L'Inter parte meglio del Genoa, colpisce una traversa con Iliev su punizione (6') e poi si rende pericolosa sempre su piazzato con Casadei, Mitrovic respinge (7'). A far girare la partita è Nikola Iliev, ancora lui dopo il gol decisivo al Sassuolo, che al 10' si inventa il gol pazzesco che porta in vantaggio i nerazzurri: grande azione personale del fantasista bulgaro, che dalla destra fa secco Nesci e poi manda a terra Gjini con una finta prima di insaccare l'1-0. Chiappino cerca di porre rimedio immediato mettendo Accornero per Nesci e riportando Macca in mediana, ma la valanga interista non si arresta e in tre minuti travolge definitivamente un Genoa che quasi non si rende conto di cosa stia succedendo: al 16' arriva il raddoppio con Casadei che spunta sul secondo palo e insacca l'angolo di Peschetola spizzato di testa da Iliev, al 19' invece ecco il tris di Zuberek che conferma il suo buon momento col diagonale del 3-0 sfruttando un bel filtrante verticale e dopo aver resistito alla carica disperata di Calvani. Un tiro ravvicinato di Sahli, entrato per Ambrosini, al 23' è il canto del cigno di un Grifone che crolla definitivamente tre minuti dopo, quando Fabbian insacca in tap-in il 4-0 dopo la parata di Mitrovic su Peschetola.

IL TABELLINO

GENOA-INTER 0-4
RETI: 10' st Iliev (I), 16' st Casadei (I), 19' st Zuberek (I), 26' st Fabbian (I).
GENOA (4-3-1-2): Mitrovic 6, Marcandalli 5.5, Gjini 4.5 (21' st Dellepiane 6), Calvani 5, Boci 5.5, Nesci 5.5 (11' st Accornero 6), Palella 6 (31' st Biaggi sv), Besaggio 6.5, Macca 5.5 (31' st Vassallo sv), Kallon 6.5, Ambrosini 6 (21' st Sahli 5.5). A disp. Corci, Ascioti, Cenci, Bolcano, Parodi, Sadiku, Bamba. All. Chiappino 5.
INTER (4-3-1-2): Rovida 6.5, Silvestro 7 (28' st Dervishi sv), Hoti 7, Moretti 6.5 (24' st Fontanarosa 6), Carboni F. 6.5, Grygar 6 (17' st Fabbian 7), Sangalli 7, Casadei 7.5, Peschetola 7 (28' st Carboni V. 6.5), Iliev 8, Zuberek 7 (24' st Abiuso 6). A disp. Basti, Botis, Cortinovis, Jurgens, Muller Cecchini, Nunziatini, Mirarchi. All. Chivu 7.
ARBITRO: Giordano di Novara 6.5.
ASSISTENTI: D'Ilario di Tivoli e Iacovacci di Latina.
AMMONITI: Moretti (I), Nesci (G), Gjini (G).

Altro che braccetti: Chiappino vara la difesa a 4 con Marcandalli e Boci sugli esterni con Gjini-Calvani come coppia centrale; Nesci e Besaggio mezzali ai lati di Palella, con Macca che parte come trequartista "di disturbo" alle spalle della coppia Kallon-Ambrosini

Chivu non si discosta dal 4-3-1-2 ma sceglie Iliev come seconda punta al posto di Jurgens e al fianco di Zuberek; Peschetola trequartista, con Grygar-Sangalli-Casadei cerniera di centrocampo. In difesa, davanti a Rovida, torna Silvestro a destra con Hoti-Moretti centrali e il solito Franco Carboni in mancina

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