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Santon ieri, Dimarco oggi, Carboni domani: l'Inter e quel talento nel coltivare terzini

Biraghi, Faraoni, Zappa e Mbaye insegnano, senza dimenticare Zanotti e i più giovani Marocco, Perin e Pelamatti

Santon ieri, Dimarco oggi, Carboni domani: l'Inter e quel talento nel coltivare terzini

Da sinistra a destra: Davide Santon, Federico Dimarco e Franco Carboni

Ci sono realtà, vedi il Barcellona, storicamente all'avanguardia nell'insegnare la tecnica. Ci sono altre realtà, vedi le varie big inglesi, da sempre in pole position per quanto riguarda la preparazione fisica e l'intensità di gioco. Ci sono poi realtà, vedi l'Inter, che negli anni si sono specializzate in determinati ruoli. Nel caso dei nerazzurri, possiamo dire di avere a che fare con una vera e propria scuola di terzini. Sono infatti molteplici gli esempi di difensori esterni accuditi all'ombra della Madonnina e lanciati nel calcio dei grandi: c'è chi è ormai un punto fermo dei nerazzurri (Federico Dimarco), chi lo è stato a tratti ma pare abbia trovato la sua giusta dimensione a Firenze (Cristiano Biraghi), chi avuto la fortuna di giocare stabilmente in Serie A (Davide Santon) e chi si sta ritagliando il proprio spazio in piazze storiche come Verona, Bologna e Cagliari (Davide Faraoni, Ibrahima Mbaye e Gabriele Zappa). Prendendo poi in esame coloro che sono attualmente parte integrante della cantera nerazzurra, l'elenco ha tutte le carte in regola per aumentare nel giro di qualche anno: da Franco Carboni e Mattia Zanotti, punti fermi della Primavera di Cristian Chivu, a Nicolò Perin, Alessandro Marocco e Andrea Pelamatti dell'Under 18 di Andrea Zanchetta.

Passato, presente e futuro: Faraoni, Biraghi e Zanotti

FEDERICO DIMARCO

L'esempio perfetto di chi "ce l'ha fatta" è Federico Dimarco. Classe 1997 da Milano, passa all'Inter da giovanissimo dopo i primi calci alla Calvairate e ne diventa presto un punto fermo. Il suo mancino è un qualcosa di straordinario, come confermato dai numeri in fase realizzativa: nell'annata 2011/2012 segna 13 gol in 20 partite, nel 2012/2013 8 in 15, nel 2013/2014 - stagione conclusa con la vittoria dello Scudetto di categoria a Chianciano (vittoria sul Milan di Cutrone e Locatelli) - 10 in 19.

La pagella di Dimarco della finalissima contro il Milan

È nata una stella? Col senno di poi decisamente sì, visto l'esordio tra i professionisti a soli 17 anni nella gara di Europa League contro il Qarabag e quello in Serie A nella sfida di San Siro contro l'Empoli. Gli anni successivi li passa tra Sion, Parma (da sottolineare nell'esperienza con gli emiliani di un gol straordinario al Meazza proprio contro i nerazzurri) e Verona, prima del ritorno definitivo tra i nerazzurri per volere di Simone Inzaghi concretizzato nel luglio del 2021.

Due scatti di Dimarco in maglia Inter

CRISTIANO BIRAGHI

Un altro che qualche soddisfazione in maglia Inter se l'è tolta è Cristiano Biraghi. Classe '92 da Cernusco sul Naviglio, muovi i primi passi al Carugate prima di una lunga serie di esperienze nei professionisti, nell'ordine: Atalanta, Inter, Pro Sesto (in prestito) e ancora Inter. In maglia nerazzurra si distingue come uno dei terzini più di prospettiva, tant'è che Rafa Benitez lo fa esordire addirittura in Champions League (gara valevole per la fase ai gironi) in occasione della sfida del Meazza contro il Twente. Per l'esordio in Serie A c'è da aspettare sei anni, quando viene acquistato a titolo definitivo dal Pescara: nel mezzo Juve Stabia, Cittadella, Catania, Chievo e Granada (Spagna). La consacrazione avviene però a Firenze, dove si trasferisce nell'estate del 2017 restandoci per due anni fino alla grande (ri)chiamata dell'Inter. Nella stagione 2019/2020 gioca 26 partite e segna anche 2 gol, riuscendo dunque ad esordire in Serie A con la squadra che lo ha lanciato. L'estate successiva torna alla Fiorentina dove tuttora è uno dei punti fermi.

Due scatti di Cristiano Biraghi in maglia Inter

DAVIDE SANTON

Molti lo ricorderanno come quel giovane sbarbato che nel 2009 riuscì a fermare Cristiano Ronaldo, allora punta di diamante del Manchester United, nella gara d'andata degli ottavi di finale di Champions League. Era il 24 febbraio del 2009 e José Mourinho andò all-in sul giovane emiliano, un classe '91 da Portomaggiore cresciuto nelle giovanili e fresco dell'esordio in Serie A. Per Davide Santon è la ciliegina sulla torta di un percorso fantastico, iniziato in nerazzurro da giovanissimo (arriva a Milano alla tenera età di 14 anni dal Ravenna) e proseguito con lo Scudetto Allievi (2008) e la vittoria del Torneo di Viareggio lo stesso anno. Con la prima squadra gioca un totale di 90 partite spalmate in due esperienze: la prima dal 2008 al 2011, la seconda dal 2015 al 2018. Nel mezzo le parentesi al Cesena e al Newcastle, dopodiché il trasferimento alla Roma dove tuttora è sotto contratto pur essendo fuori rosa.

Davide Santon in maglia Inter

FARAONI, MBAYE E ZAPPA

Tanto diversi per percorso quanto simili per ruolo, talento e trafila nelle giovanili nerazzurre, Faraoni, Mbaye e Zappa si stanno ritagliando il proprio spazio tra Verona, Bologna e Cagliari. I primi due, rispettivamente classe '91 e '94, sono un prodotto del settore giovanile nerazzurro e in maglia Inter ci hanno anche esordito. Faraoni di partite ne fa addirittura 14, andando anche in gol nel campionato 2011/2012 sotto la guida tecnica di Claudio Ranieri; Mbaye conta invece solo 4 presenze, distribuite tutte nel corso della stagione 2014/2015.

La pagella di Gabriele Zappa della finalissima Primavera

Il terzo, classe '99 e scuola Accademia Inter, non ha mai esordito in nerazzurro ma di partite nella massima serie ne ha giocate già 59, tutte con la maglia Cagliari tra il 2020 e la stagione attuale. Nella stagione 2018/2019 conquista da protagonista lo Scudetto Primavera, venendo anche premiato a fine campionato come miglior giocatore del torneo.

Da sinistra a destra: Faraoni, Zappa e Mbaye

IL FUTURO

Come detto, da qui a qualche anno l'elenco ha tutto per allungarsi visto lo straordinario lavoro che sta svolgendo il settore giovanile capitanato Roberto Samaden. Mettendo temporaneamente da parte i più giovani e concentrando l'attenzione sulle due categorie d'Élite dell'agonistica, sono 5 i talenti da tenere d'occhio. Il prototipo è sempre lo stesso: terzini (sia destri o sinistri), giovani e talentuosi. Chiedere conferma a Chivu e Zanchetta, che hanno la fortuna di vederli all'opera da ormai diverse stagioni: parliamo di Franco Carboni, Mattia Zanotti, Nicolò Perin, Alessandro Marocco e Andrea Pelamatti.

Da sinistra a destra: Marocco, Perin e Pelamatti

MONDO PRIMAVERA

Sebbene anche Pelamatti possa contare su un numero non indifferente di apparizioni con la formazione di Chivu (433 minuti in 7 partite), attualmente le corsie della Primavera nerazzurra sono affare di Mattia Zanotti e Franco Carboni. Entrambi nati nel 2003, rappresentano quanto di meglio si possa trovare in un terzino: il primo spicca in accelerazioni palla al piede, tempismo e personalità; il secondo ha un mancino strepitoso, calcia perfettamente sia calci d'angolo che punizioni e si distingue per un'esuberanza fisica ben sopra la media.

A sinistra Zanotti e a destra Carboni

ASSO DI DESTRA

La fascia di destra è pane per i denti di Zanotti. Dopo la trafila al Brescia, dove ci resta fino all'estate del 2017, passa all'Inter: in Under 15 gioca un campionato di assoluto spessore, è uno dei protagonisti della conquista dello Scudetto e va anche a segno nell'ultimo atto contro la Juventus (netta vittoria nerazzurra per 5-0);

La pagella della finalissima contro la Juventus

in Under 16 si mantiene su ottimi livelli, mette a referto anche un gol in regular season e va a un passo dal secondo Scudetto consecutivo (sconfitta per 3-2 contro l'Empoli); in Under 17 e Under 18 si consacra, fino a diventare punto fermo della formazione Primavera con la quale è riuscito a sbloccarsi lo scorso giungo nella semifinale contro l'Empoli, partita poi persa di misura dai nerazzurri con un gol al 120' di Manfredi.

Mattia Zanotti, Inter

ASSO DI SINISTRA

Quella sinistra è invece territorio di conquiste per "Frankito". Argentino di nascita (è nativo di Buenos Aires) ma italiano d'adozione, arriva all'Inter nell'estate del 2020 per volere di Samaden dopo che il responsabile ci mise gli occhi addosso ai tempi del Catania. La prima stagione completa con i nerazzurri è la 2020/2021: reduce da un'esperienza chiaroscura con l'Under 17, si dimostra uno degli uomini in più nell'Under 18 di Chivu, formazione arrivata a un passo dall'ultimo atto e fermata sul più bello dal Genoa, vittoriosa poi in finale contro la Roma. L'esplosione definitiva avviene però quest'anno in Primavera. 2152 minuti giocati distribuiti in 28 presenze, 2 gol messi a segno e ben 12 assist: quest'ultimi quasi tutti a Cesare Casadei, altro prospetto di valore con il quale ha formato un'asse capace di inanellare record su record.

Franco "Frankito" Carboni al momento della firma

BABY NERAZZURRI

Se e in quale modo li vedremo in Primavera non è dato saperlo, ma il tris dell'attuale Under 18 nerazzurra è roba leccarsi i baffi. A prendersi la scena sulla destra è Alessandro Marocco, definibile quasi una bandiera visto la lunga trafila nel settore giovanile dell'Inter. Prelevato dalla Pro Sesto nell'estate del 2016, è un terzino di spinta e dalle spiccate doti offensive: quando parte palla al piede è difficile stargli dietro, offre un buon apporto anche quando c'è da difendere ma soprattutto è un ragazzo intelligente, mai sopra le righe e che sa cosa significhino sacrificio e lavoro. I 4 gol messi a segno in questa stagione, oltre ai 2021 minuti giocati in campionato, l'hanno reso uno dei punti forti di Zanchetta: basterà per il definitivo salto di qualità?

Discorso simile per Andrea Pelamatti e Nicolò Perin, entrambi terzini sinistri e probabilmente pronti al grande salto. l specialità di casa è l'utilizzo del piede sinistro, roba che ricorda i vari Biraghi e Dimarco: i due gol messi a segno da Perin lo confermano, lo stesso i numeri assist partiti dai piedi di Pelamatti. Insomma, che il futuro sia in buona mani è fuori discussione. O meglio buoni piedi, sia destri che sinistri: quelli dei giovani terzini nerazzurri che verranno.

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