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Capolavoro Cristian Chivu, l'Inter è campione d'Italia per la decima volta

Casadei e Iliev rimontano la Roma: a Reggio Emilia è tripudio nerazzurro

Capolavoro Cristian Chivu, l'Inter è campione d'Italia per la decima volta

10 volte Inter. Nel modo più incredibile (un 2-1 in rimonta firmato da Casadei e Iliev dopo il gol in apertura di Vicario), nel palcoscenico più bello (il Mapei Stadium di Reggio Emilia dove, appena dieci giorni fa, era il Milan di Pioli a festeggiare il Tricolore) e contro l'avversario più tosto (la Roma di Alberto De Rossi, forse alla sua ultima sulla panchina della Primavera giallorossa dopo quasi vent'anni di successi), l'Inter torna sul tetto d'Italia. Lo fa 4 anni dopo il successo del 2018 contro la Fiorentina, lo fa per la decima volta nella sua storia - staccando il Torino e diventando così la squadra più titolata d'Italia - ma lo fa soprattutto da pazza: la rimonta da 3-0 a 3-3 in 8 minuti contro il Cagliari in semifinale è l'antipasto, il trionfo in finale resistendo all'assedio giallorosso nei supplementari (traversa clamorosa di Vicario e gran parata di Rovida su Cassano) la portata principale. Una prelibatezza culinaria studiata da Cristian Chivu, al primo trofeo da allenatore e di nuovo campione in maglia nerazzurra dopo lo Scudetto del 2010.

PAURA

Sarà ricordato come il primo tempo della paura, l'esatto opposto di quanto visto nelle due semifinali. La Roma si è regalata l'ultimo atto grazie a un netto 2-0 dopo 90 minuti all'insegna del bel calcio, con le firme di Tripi e Vicario ad abbattere la resistenza della Juventus. De Rossi conferma in toto l'undici che si è imposto sui bianconeri, lasciando ancora in panchina il capocannoniere Voelkerling per dare spazio alla coppia Satriano-Cherubini, con Volpato sulla trequarti a disegnare calcio. Forti anche di una coppia di centrocampisti e di esterni niente male (Tripi e Faticanti in mediana, Missori a destra e Rocchetti a sinistra), i giallorossi dimostrano di avere qualcosa in più dell'Inter: almeno sotto il punto di vista del gioco, visto che di pericoli Rovida - tolto un colpo di testa velenoso di Vicario al 21' - non ne corre più di tanti. Reduce da una semifinale pazza contro il Cagliari, con 3 gol recuperati negli ultimi 8 minuti e 120 di battaglia dura e cruda, Chivu dà continuità al 4-3-2-1 che tanto ha fatto bene dalla sosta natalizia in avanti. Tolti Jurgens e Abiuso in avanti assieme a Peschetola, l'undici nerazzurro non regala particolari sorprese: a guidare il centrocampo con Fabbian e Casadei c'è il solito Sangalli, mentre dietro confermato il quartetto con Silvestro a destra, Carboni a sinistra e la coppia Hoti-Moretti al centro.

EPISODI

La pazza Inter del Ricci di Sassuolo sembra dimenticata, almeno apparentemente. Quella del Mapei Stadium è una versione più equilibrata e attenta: forse meno efficace del solito in fase offensiva - il destro su punizione di Casadei al 15' e il tiro di Abiuso carambolato sulla schiena di Peschetola al 45' sono tentativi troppo morbidi per fare male a Mastrantonio -, ma sicuramente ben accorta nel non lasciare troppo spazio ai giallorossi. Il copione nella ripresa non cambia, né sponda Roma né sponda Inter: De Rossi prova a rimescolare le carte subito dopo l'intervallo inserendo Keramitsis e Tahirovic per Feratovic (ammonito) e Cherubini; Chivu sceglie prima il palleggio con l'avvicendamento Grygar-Fabbian, poi la fantasia con Carboni (subentrato a Peschetola) e la fisicità con Zuberek (subentrato a Jurgens). Come ogni finale che si rispetti, l'episodio che cambia la storia della partita non tarda ad arrivare ed eccolo puntuale al 25': Vicario salta più in alto di tutti, beffa sia Casadei che Sangalli e batte Rovida finalizzando di testa l'ennesimo calcio d'angolo calciato da Volpato. Gol Scudetto? Non per Carboni né tantomeno per Casadei, ovvero il binomio che tanto ha fatto sognare Chivu. Così è anche nel momento più importante, al minuto 35. Carboni prende palla sulla sinistra, alza la testa e pesca in area Casadei: terzo tempo micidiale, incornata poderosa e 1-1.  

STORIA

Il sigillo numero 15 in campionato del classe 2003 nerazzurro cambia nuovamente la storia, destinata a protrarsi fino al 120' visto che i tentativi di Valentin Carboni (38') e Owusu (42') finiscono di poco a lato della porta difesa da Mastrantonio. Segnali tuttavia inequivocabili, tant'è che i supplementari sono a chiari tinte nerazzurre: il 4-4-2 tutto nuovo disegnato da Chivu domina in lungo e in largo, nasconde il pallone alla Roma e diventa un'arma letale già nel primo dei due tempi addizionali. Il protagonista porta nome e cognome precisi: Nikola Iliev. Il palo colpito dal fantasista bulgaro, a coronamento di una splendida azione partita da Valentin Carboni e rifinita da Owusu, è un segnale inequivocabile: la conseguenza? Il gol del vantaggio nerazzurro. Iliev dialoga con Zuberek, chiede l'uno-due e lo ottiene: dentro l'area prima si fa beffa di Vicario, poi non lascia scampo a Mastrantonio mettendo a segno il gol più importante della sua carriera (7'). I restanti 13 minuti dei nerazzurri sono una sofferenza, in particolare gli ultimi 5: Cassano ci prova per due volte (10' e 16') ma trova di fronte a sé un Rovida in serata di grazia, nel mezzo la traversa clamorosa di Vicario a tempo praticamente scaduto che fa piangere la Roma e partire la festa dell'Inter.

IL TABELLINO

ROMA-INTER 1-2
RETI (1-0, 1-2):
25' st Vicario (R), 36' st Casadei (I), 7' pts Iliev (I).
ROMA (3-4-1-2): Mastrantonio 6, Ndiaye 6, Vicario 7, Feratovic 5.5 (1' st Keramitsis 5.5), Missori 6.5, Faticanti 6, Tripi 5.5 (11' pts Cassano 6.5), Rocchetti 6 (36' st Oliveras 6), Volpato 7 (32' st Pagano 5.5), Satriano 5.5 (21' st Padula 6), Cherubini 6 (1' st Tahirovic 5.5). A disp. Del Bello, Morichelli, Voelkerling, Louakima, Pisilli. All. De Rossi 5.5.
INTER (4-3-2-1): Rovida 7.5, Silvestro 6.5 (1' sts Nunziatini sv), Hoti 7, Moretti 7, Carboni F. 6.5, Casadei 7.5, Sangalli 6.5 (34' st Iliev 8), Fabbian 6 (13' st Grygar 6.5), Peschetola 5.5 (21' st Carboni V. 7), Jurgens 6 (21' st Zuberek 7), Abiuso 6.5 (34' st Owusu 7). A disp. Basti, Botis, Fontanarosa, Dervishi, Pelamatti. All. Chivu 9.
ARBITRO: Giordano di Novara 7.
ASSISTENTI: Belsanti di Bari e Lencioni di Lucca.
AMMONITI: Peschetola (I), Carboni F. (I), Hoti (I), Keramitsis (R), Feratovic (R).

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