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Promozione: ecco Mario Rebecchi, dall'esordio a San Siro a Varzi, passando per il Genoa di Milito

Promozione - Varzi, Mario Rebecchi

Mario Rebecchi, fantasista del Varzi con un passato illustre

Quanto talento, se solo avesse avuto anche il fisico adatto... È questa, probabilmente, la frase che più si sente dire parlando di Mario Rebecchi. L'attuale fantasista del Varzi di Alessandro Pagano, capolista del girone F di Promozione prima della sosta obbligata per l'emergenza sanitaria, si è raccontato parlando delle sue esperienze e di una carriera comunque straordinaria tra la Lega Pro e i dilettanti. «L'aspetto fisico mi ha penalizzato molto (63 kg ai tempi dell'Inter, ndr), non ero ancora pronto per i grandi palcoscenici, ma ho comunque fatto la mia strada. Ogni calciatore, secondo me ha la carriera che si merita, Ho avuto l'opportunità di giocare in grandi squadre come Inter, Genoa e Parma, ma nel calcio conta anche la fortuna. Non ho grossi rimpianti, ho giocato con grandi campioni, Diego Alberto Milito è stato quello che mi ha impressionato più di tutti, e ho fatto dieci anni a ottimi livelli in Serie C, quindi sono soddisfatto» ha commentato il fantasista di Pagano. Mezzala offensiva, ormai diventato esterno destro offensivo a Varzi con licenza di fare male alle difese avversarie accentrandosi sul suo pregevole mancino, Rebecchi ha parlato anche del suo principale difetto: « Purtroppo sono sempre stato allergico alla fase difensiva. Amo l'uno contro uno e la mia carriera dice che preferisco gli assist al gol». Proprio il dribbling, però, porta Mario a finire le partite con le ossa rotte: «Non c'è un avversario che ho sofferto più degli altri, ma sicuramente nei derby dell'Oltrepò come quelli con il Bressana, con la Viscontea Pavese e non solo, prendo sempre molte botte». Tra le tante gioie, anche qualche dolore: «Oltre alla stagione sfortunata alla Civitanovese dove giocai solo cinque partite, vorrei cancellare dalla mia carriera il mio secondo anno all' Olginatese (2016/2017, ndr), dove ho avuto grossi screzi con il Direttore Generale Fabio Galbusera, una delle persone peggiori che abbia mai incontrato nel calcio e che mi deve ancora 6 mesi di stipendio». Tra la Civitanovese e i bianconeri, però, ecco una delle esperienze più belle e importanti per Rebecchi: «Al Real Vicenza furono delle annate stupende con una promozione in Serie C. Ricordo molto volentieri anche l'esperienza alla Cremonese, ma sopra a tutte c'è sicuramente l'anno in prima squadra all'Inter». Infine, la partita più bella, non poteva che essere l' esordio in maglia nerazzurra, il 4 dicembre 2003, Inter-Reggina, ottavi di finale di Coppa Italia: «Venivo da undici anni nelle giovanili nerazzurre, io e mio papà siamo sempre stati tifosi dell'Inter, quindi esordire a San Siro, da titolare, fu un'emozione inspiegabile e che mi porterò dentro per tutta la vita. Un aneddoto di quell'anno che mi ricordo sono le punizioni di Recoba, Adriano e Mihajović: a fine allenamento mi fermavo sempre a guardarli calciare e non sbagliavano mai». [caption id="attachment_211489" align="alignnone" width="450"] Promozione - Varzi, Mario Rebecchi Mario Rebecchi durante un allenamento ai tempi dell'Inter, stagione 2003/2004[/caption]
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