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Calcio Nerviano 1919: la dedizione di Marco Mezzanzanica per le sue "dame a scacchi"

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Marco Mezzanzanica ci ha visto lungo: portare la squadra femminile del Calcio Nerviano 1919 alla formazione a 11 è stato un salto di qualità. Vincente. «Posso tranquillamente dire di aver cullato e cresciuto personalmente il progetto, anzi la favola». Il background del tecnico è ampio, ma fortuito è stato l’incontro con l’universo rosa del calcio: «Ho sempre allenato il settore giovanile e la scuola calcio maschili, in altre società come la Roncalli, la Mazzo Lombardia uno, oltre che il Calcio Nerviano. Quando ero tecnico dei pulcini della Roncalli, sul campo dopo di noi si allenava la squadra femminile; ho iniziato a fermarmi per assistere ai loro allenamenti e ho conosciuto il loro mister. Osservandole mi è venuta la curiosità di mettermi in gioco; per una sfida con me stesso mi sono avventurato in questo settore». L’ammirazione di Mezzanzanica, ancora prima dell’avventura con il Calcio Nerviano, era grande: « Avevo già maturato la consapevolezza che il calcio femminile avrebbe fatto parte del futuro; soprattutto dopo i mondiali ho capito che bisogna investire e credere in questo progetto. Le ragazze, rispetto agli uomini, mettono più impegno; indipendentemente dal livello in cui giocano sposano la causa mettendoci l'anima. Certamente la gestione è molto più difficoltosa». Ed è stata un’altrettanto fortunata coincidenza che all’inizio della stagione 2019/2020 in seno al Calcio Nerviano sia nata l'idea di formare una squadra femminile, di cui Marco ha sin da subito deciso di prendere in mano le redini. E, in effetti, le “dame a scacchi” sono risultate sin da subito un investimento redditizio per la società: «All'inizio della scorsa stagione abbiamo portato avanti il progetto di una squadra da 7, giocando ininterrottamente sino al 22 febbraio, e vincendo tutte le partite, fino a quando non hanno sospeso il campionato». Il resto sarebbe stato storia, se in primavera non si fosse pensato a un ulteriore possibile passo avanti: «A maggio di quest'anno, con otto ragazze confermate, la società ha optato per l'ingresso della squadra femminile nel campionato a 11, spinta dall'entusiasmo e dall'investimento fatto. Mi sono rimboccato le maniche, ho iniziato personalmente a richiamare giocatrici tramite conoscenza, pubblicità, sponsorizzazione sui canali social, e nell'arco di tre mesi sono riuscito a formare un gruppo di 23 ragazze tesserate, che hanno un'età compresa tra i 18 e i 40 anni. Tutte giocatrici di qualità, che provengono da alti livelli, e che sono arrivate al Nerviano tramite me». Gli acquisti del tecnico Mezzanzanica, in effetti, si sono rivelati vincenti; dopo alcune positive amichevoli in estate, le dame hanno battuto in casa la Vibe Ronchese nella prima giornata della Promozione. La squadra è entrata fin da subito con il piglio giusto, ingabbiando l’ottimo avversario, ha raccontato lo stesso allenatore: «Per noi chiaramente è stata una sorpresa: come dico sempre, la piccola squadra di paese ha battuto la grande squadra». Naturale domandarsi, allora, quali siano gli obiettivi del prossimo futuro: si pensa già a una scalata di categoria? «Il nostro obiettivo, con la società, è quello di riuscire in tre anni a formare una squadra competitiva, in uno dei centri sportivi, il campo sportivo Re Cecconi, più affascinanti di sempre.  Creare un gruppo con una struttura per disputare campionati di livello. Sicuramente abbiamo le basi per arrivare ai playoff e salire di categoria, ma questo è un fine che mi pongo io come allenatore e che impongo alle mie giocatrici». Il cameratismo, quindi, non passa mai di moda, e si conferma aspetto fondamentale di una mentalità vincente: « I più grandi insegnamenti che cerco di trasmettere alle ragazze sono il senso di appartenenza, l'impegno e il coraggio di affrontare tutti gli avversari a testa alta. Personalmente ho messo la squadra al primo posto, prima del lavoro, degli amici, della famiglia: il mio senso di appartenenza nei loro confronti le ragazze lo avvertono. Un aspetto su cui dobbiamo lavorare è però lo spogliatoio, inteso come rapporti interpersonali anche fuori dal campo di gioco, tra le compagne. Si tratta di una squadra giovane, nuova, e anche per questo occorre collaudare la gestione». Il percorso può dirsi tuttavia tracciato, pandemia a parte: «Abbiamo iniziato la stagione con moltissima voglia di fare, pertanto è normale che lo stop improvviso a una sola giornata dall'avvio abbia smorzato un po' l'adrenalina, lasciando la tristezza nel non poter giocare, soprattutto in un momento così buono per noi a livello calcistico. Ma sicuramente, dopo la prossima preparazione, saremo pronti a ripartire alla grande».
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