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Il calcio etico di Grazia Bugatti, responsabile del settore femminile del Lumezzane, si racconta tra successi e ambizioni

Lumezzane-Bugatti-Grazia
Grazia Bugatti è la responsabile del settore femminile del Lumezzane, storica squadra della zona del bresciano. La dirigente delle rossoblù ha iniziato a giocare a calcio all'età di 18 anni in CSI, per poi proseguire per un anno al calcio a 11. Grazia Bugatti, dopo venti anni sui campi da gioco, cinque anni fa, si toglie maglia e scarpette, ma sente che il suo percorso calcistico non era ancora giunto al termine. E così grazie a due dirigenti del Lumezzane fa il suo ingresso all'interno della società come dirigente sportiva del Lumezzane Women. Grazia Buggatti ci racconta del progetto riguardo il calcio femminile e del club stesso: «Questo è il mio terzo anno all'interno di questa realtà e posso affermare che è davvero una società ben costituita e solida. Quando mi fu proposto l'incarico ne rimasi davvero felice poiché un progetto sportivo dedicato al mondo femminile è davvero importante per abbattere i tabù che ancora oggi purtroppo riguardano questo settore. Oggi rispetto agli '90 sono stati fatti dei passi in avanti, forse grazie anche ai mondiali trasmessi su Sky, e poche volte mi sono dovuta scontrare con mentalità "antiche". La strada però è ancora lunga, ma sento che siamo su quella giusta. Noi come società abbiamo iniziato a proporre l'iniziativa del calcio femminile attraverso due open day nei quali abbiamo esposto il programma e gli obiettivi. Il riscontro è stato davvero positivo, e il progetto è stato accolto da parte delle famiglie con entusiasmo. Abbiamo raccolto le adesioni di 40 ragazze e questo è un numero davvero importante per un piccolo paese come il nostro. Iniziammo con un gruppo unico, per poi in due anni creare la scuola calcio, l'under 15, la juniores e la prima squadra». In poco tempo Grazia Bugatti e lo staff del Lumezzane hanno contribuito in maniera notevole alla crescita sportiva delle giovani ragazze, il merito è anche della sinergia tra il settore maschile e quello femminile. La responsabile racconta così la convivenza tra le due realtà:«E' risaputo che il settore femminile abbia più costi che guadagni e avere alle spalle una società con anche possibilità economiche maggiori è importante per far crescere il settore e dare la possibilità alle ragazze di trovare il proprio spazio in categorie anche superiori. Inoltre grazie al buon calcio mercato che è stato fatto la rosa della prima squadra femminile è cresciuta molto a livello qualitativo. In tre anni siamo riusciti ad iscrivere al campionato regionale l'under 15, la juniores e naturalmente la prima squadra. Questo è un risultato molto soddisfacente, ma è solamente l'inizio di un cammino ancora tutto da percorrere. Ci piacerebbe avere anche una squadra under 15 e ampliare le rose». Il Lumezzane Women vuole trasmettere attraverso lo sport di squadra e il calcio un messaggio etico e di uguaglianza. Il settore femminile, come ci spiega Grazia Bugatti deve essere considerato alla pari di quello maschile senza preconcetti e pregiudizi: «Il femminile non è nato perché serviva al calcio, ma perché è una realtà autonoma e indipendente, con un proprio scopo ben definito. Anche noi come femminile, all'interno della società, nonostante aderiamo alle iniziative e ci adeguiamo sul lato tecnico e metodologico delle linee guide del club, noi ci teniamo a preservare una nostra strada, una strada che vogliamo percorrere con le nostre gambe. Il progetto del calcio femminile non è un surrogato di quello maschile, è un progetto con sua struttura a sé stante e questo è un messaggio che deve ancora essere compreso». Grazia Bugatti è una donna che mette grande impegno e ha le idee ben chiare, oltre a possedere un amore davvero grande per il calcio. La responsabile cosi racconta le speranze per il futuro delle rossoblù: «L'obbiettivo a cui aspiriamo è raggiungere l'eccellenza, quest'anno ci credevamo davvero, ma la pandemia ha lasciato tutto in sospeso. Alle ragazze non mancano il potenziale e la grinta. Fare il salto di categoria è decisamente il prossimo traguardo che vogliamo raggiungere in questo percorso». La responsabile spiega di questo momento di difficoltà e di come la società lo stia affrontando:« Una volta alla settimana facciamo delle videochiamate con le ragazze per far capir loro che siamo sempre presenti e parte delle loro vite. Per quanto riguarda la preparazione atletica, ad ogni squadra sono stati assegnati degli esercizi da fare a casa individualmente. Le giovani sentono il bisogno di stare insieme sul campo e alcune di loro sono abbattute e poco fiduciose. Noi cerchiamo di infondere positività anche se comprendiamo che è davvero un momento non semplice. C'è da parte di tutti la voglia di ripartire, ma giustamente ci devono essere le condizioni adatte per disputare il campionato in totale sicurezza. Noi siamo in costante contatto con la Lega della Lombardia, ma nessuno per ora può ancora sbilanciarsi, ci teniamo continuamente aggiornati e osserviamo l'evoluzione giorno per giorno». .
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