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Vighignolo Promozione femminile, parla il tecnico Matteo Colombo: «L'ambiente e il contesto in cui si lavora sono elementi fondamentali».

MatteoColombo-Vighignolo
Matteo Colombo è l’allenatore della squadra femminile del Vighignolo. Il tecnico ha iniziato a giocare a calcio giovanissimo, dopo anche una breve esperienza all’Inter all’età di 12 anni, ha poi trascorso quindici anni in Promozione in diverse realtà calcistiche. «Ho avuto anche una breve esperienza in Eccellenza durata due stagioni nell’importante formazione del Vigevano. Era un ambiente molto bello e professionale con persone di grande spessore. Lo stadio di Vigevano con la sua capienza di 300-600 persone mi ha regalato forti emozioni. Successivamente a causa di alcune problematiche sono retrocesso in Promozione poiché gli impegni lavorativi non si conciliavano con quelli calcistici che una categoria come l'Eccellenza ti riserva». Per Matteo Colombo cambiare categoria non è stato affatto un disagio infatti come precisa il tecnico: « Il messaggio importante che voglio trasmettere alle mie ragazze è quello di comprendere che non è importante la categoria, ma l’ambiente, il contesto e gli obbiettivi che si vogliono raggiungere. Voglio far comprendere loro che è la motivazione a doverle spingerle e non il mero successo economico». La carriera di Colombo è lunga e negli anni ha accumulato molteplici esperienze importanti come allenatore tra cui quella al Vigevano, durata sei anni, e quella proprio in casa Vighignolo. Dopo un periodo lontano dai campi da gioco arriva la svolta: nel 2015 inizia ad allenare una squadra di ragazze del CSI. Colombo è un uomo curioso e vuole mettersi alla prova in una nuova avventura. Come lui stesso afferma, ne rimane entusiasta e da quel momento, eccezion fatta per una breve parentesi come allenatore del Cesano Boscone, non ha più cambiato idea. «Per me il calcio femminile è stato una piacevole scoperta, posso dire una sorpresa, poiché abituato al mondo del calcio maschile non sapevo bene cosa aspettarmi, tutto era nuovo e da conoscere. L’approccio è stato molto naturale e posso affermare che le ragazze hanno qualcosa di davvero speciale. Le calciatrici sono molto sensibili e grintose, dimostrano davvero molta umiltà, fatto meno frequente nel mondo maschile. Oltre all’aspetto tecnico che è sempre migliorabile, dal punto di vista umano sono straordinarie. Amano la sfida e giocano perché motivate da una profonda passione. Nel 2016 avviene il passaggio al Bareggio, società in cui sono rimasto per due anni e mezzo. Mi avevano seguito alcune ragazze del calcio a 7 e così abbiamo messo su una squadra di 11 ragazze che partivano dalla serie D. Dopo il primo anno, che è stato di rodaggio, e passato un lungo tempo a insegnare un lavoro difensivo poiché molte di loro non avevano mai giocato in una squadra a 11, abbiamo vinto il campionato e siamo passati in eccellenza». Dopo una pausa e molte soddisfazioni il tecnico torna ad allenare un’altra squadra, quella del Vighignolo. Il tecnico torna nel club dove un tempo aveva militato come giocatore. A legarlo alla storica società milanese è anche il profondo rapporto di stima con il Presidente Riccardo Tarquinio. Come spiega Colombo, tra i due c’è molta fiducia: «Quando sono stato chiamato al Vighignolo fui davvero felice di accettare la proposta. Conosco il presidente Tarquinio dai tempi dell’infanzia e nutro molto rispetto nei suoi confronti. L’anno scorso la squadra si chiamava Settimo Milanese, poiché è un progetto nato dalla gestione di due società (Settimo e Vighignolo), ma a causa di alcune visioni differenti e problemi burocratici, da quest’anno abbiamo cambiato il nome. Questo nuovo progetto mi è stato affidato poiché crediamo molto nel calcio femminile e nella crescita sportiva delle ragazze che vengono costantemente coccolate da tutto lo staff. La mia rosa è composta da 25 ragazze di un’età compresa tra i 20-23 anni, è una squadra che ha bisogno di esperienza e di prendere maggiore consapevolezza dei propri strumenti. Le ragazze devono credere nelle proprie possibilità perché sono davvero meritevoli. Il terreno è fertile e non è sempre semplice imprimere il proprio lavoro al gruppo, ma con loro è davvero piacevole, mi ritengo molto orgoglioso e ringrazio il Presidente per questa bella possibilità».
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