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Governolese promozione femminile, parla il tecnico Maurizio Arvani: «L'importante è uscire dal campo a testa alta»

Arvani-Governolese
Maurizio Arvani è il nuovo tecnico della fiorente Governolese femminile. L’allenatore inizia a giocare come centrocampista nelle giovanili del Mantova, squadra che allora militava in serie A. Successivamente il tecnico prosegue il suo cammino nei dilettanti giocando per diverse realtà della provincia. Le presenze sul campo sono davvero numerose e anche oggi nonostante gli impegni, Arvani continua a indossare le scarpette da calcio e a divertirsi sui campi da gioco. Data la grande esperienza come calciatore, la guida viene chiamata più volte dalle diverse realtà in cui gioca per affiancare gli allenatori. L’inizio con le giovanili è solo il punto di partenza perché ad andare sotto l’ala protettrice del tecnico ci saranno anche le prime squadre maschili. L’ingresso per Arvani nel mondo del calcio femminile avviene grazie all’incontro con il dirigente Michele Balasini, una conoscenza di vecchia data che riporrà in lui un'estrema fiducia, affidandogli così la squadra femminile del Mantova. «Cinque anni fa non avevo idea di cosa fosse il calcio femminile, era un mondo su cui avevo molti pregiudizi poiché non conoscevo l’ambiente e fino a quel momento non faceva parte dei miei progetti da allenatore quello di seguire una squadra femminile. Una volta entrato nel club, tra di noi è nato un amore fantastico e ho scoperto un mondo incredibile. Dalla serie D siamo arrivati in C, e le soddisfazioni non sono mancate. Per diverse ragioni, dopo l’esperienza al Mantova passai al Fiorano, ma dopo poco il Presidente di allora cessò la squadra femminile e di conseguenza anche io me ne andai». Il tecnico dopo aver iniziato a seguire il settore femminile continua ad accumulare esperienze importanti, come quella a Formiglione e alla Governolese. In quest’ultima società guidata dal Direttore Davide Mari, il tecnico è arrivato nell’estate 2020 e anche se il tempo trascorso sui campi da gioco con le ragazze è stato poco le idee sulla rosa appiano ben chiare e precise. La professionalità dell’allenatore Arvani è davvero notevole e come racconta lui stesso, l’aspetto umano è un ingrediente fondamentale per la riuscita della formazione di un bel gruppo. Sono in tante le ragazze che negli anni hanno seguito l’allenatore nelle diverse realtà sportive, come le due calciatrici della Governolese, le quali provenivano rispettivamente dal Verona e dal Chievo, due realtà molto importanti e prestigiose nell’ambiente calcistico. Le ragazze nonostante aver militato in club così di rilievo si sono sapute integrare perfettamente e sono felici di essere guidate dal tecnico Arvati con il quale hanno instaurato un magnifico rapporto. «Oltre ai risultati, io credo che sia fondamentale l'aspetto umano e il legame che vai a costruire con la squadra. Per le ragazze non sono solamente un allenatore, ma anche una guida che cerca di seguirle a 360 gradi. Mi interesso di molti aspetti e non solo di quello tecnico, ad esempio cerco di seguirle anche nell’alimentazione nei limiti del possibile. Mi preme che abbiano una preparazione importante infatti da loro pretendo molto, sono ragazze molto predisposte alla sopportazione anche fisica, e il loro allenamento non è diverso da quello maschile. In loro ho visto uno spirito di sacrificio e di dedizione impressionante. Sono grintose, costanti e hanno moltissima dedizione. Credo di aver costruito un gruppo consapevole e dinamico, le calciatrici devono essere trattate con rispetto e senza preconcetti, e io con loro mi comporto allo stesso modo di quando allenavo il settore maschile. Una delle più grandi vittorie per me è vedere le ragazze che si fidano, la loro stima mi rende davvero orgoglioso e fiero di questa passione eterna. Percorrere 180 Km, come fanno 4 delle calciatrici della mia rosa è sintomo di profondo spirito di sacrificio, ma anche di affetto e fiducia nei miei confronti». E questa fiducia Arvati se la merita tutta, una volta scoperto il mondo del calcio femminile il tecnico non si è limitato ad allenare le proprie squadre, ma come ogni appassionato che si rispetti, andava a seguire anche gli allenamenti delle altre per imparare e scoprire sempre di più l’ambiente. Per quanto riguarda il lavoro sul campo l’allenatore ha grandi aspettative per le sue ragazze: « Quest’anno abbiamo giocato solamente una partita, e anche se non l’abbiamo vinta, le ragazze hanno dimostrato di essere adeguate e di non temere le avversarie. L’importante è uscire dal campo a testa alta sapendo di aver fatto il massimo e di averci messo tutto l’impegno possibile. I miei allenamenti sono duri e faticosi, ma i risultati durante il gioco si vedono anche se non si è portata a casa la vittoria».
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