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A.C. Crema 1908, Promozione femminile: il top team bianconero punta in alto con il nuovo tecnico Maraschi

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Simone Maraschi è da poco diventato tecnico dell’ A.C. Crema 1908 femminile, ma è un allenatore tutt’altro che alle prime armi: «Ho iniziato con le ragazze bianconere solo nel 2020, anche se molte di loro le avevo già incontrate precedentemente in altre società. Sono stato tecnico due anni al Fanfulla, poi ho allenato sempre il settore femminile dell’A.S.D. Riozzese. Successivamente sono dapprima tornato un anno come tecnico dei ragazzi alla società Scarioni, e poi ho ripreso ad allenare il calcio femminile». Le ragazze del Crema, per la stagione 2020/2021 sono impegnate nel campionato di Promozione, nel girone B, ma sia Maraschi sia il responsabile Marco Della Frera nutrono buone aspettative per il futuro: «L’obiettivo massimo è, o realisticamente è meglio dire era, puntare a salire di categoria» spiega il tecnico, e a fargli eco sono proprio le parole pronunciate da Della Frera ad inizio stagione: «Quest'anno più che mai sarà un campionato tanto impegnativo quanto imprevedibile. Se le nostre ragazze riusciranno a prendere piena consapevolezza delle loro qualità, i risultati delle gare saranno semplicemente la conseguenza del buon lavoro svolto. Non amo sbilanciarmi ma a bbiamo tutte le carte in regola per posizionarci nella parte alta della classifica». Certo, la situazione attuale è tutt’altro che rosea, così come tutt’altro che chiaro è il futuro di questo campionato; sta di fatto che le ragazze bianconere avevano iniziato a lavorare con la grinta e la tenacia necessarie per realizzare le ambizioni della società. «Siamo riusciti a collezionare cinque settimane di preparazione, e a disputare quattro amichevoli che sono andate decisamente bene. Abbiamo sfidato principalmente squadre dell’altro girone del campionato di Promozione: ritengo che quando una squadra intende puntare a vincere il campionato, come il Crema, è giusto e utile disputare amichevoli toste, magari anche perderle, ma con l’obiettivo di alzare l’asticella e migliorare. Abbiamo anche giocato contro il Piacenza, una società del campionato di Eccellenza, contro la quale abbiamo fatto un’ottima figura. Se ci fosse stato più tempo e soprattutto se non fosse in corso l’emergenza sanitaria, avremmo potuto organizzare anche altre amichevoli, magari contro squadre di serie C. Invece hanno bloccato tutto il venerdì della seconda giornata di campionato». Maraschi non nasconde un po’ di delusione per questa battuta di arresto, che non ha permesso alle sue ragazze di esprimere appieno le loro potenzialità; ma rimane soddisfatto della loro serietà e della dedizione dimostrata pur nella lontananza forzata dal campo: «Abbiamo affrontato un periodo buio come tutte le altre società, cercando però di sfruttare al massimo le possibilità concesseci, compresi gli allenamenti individuali nel mese di dicembre. C’è da dire che oltre alle restrizioni di legge, si sono aggiunti altri ostacoli legati alle condizioni meteorologiche e alla lontananza di molte ragazze. Ovviamente tutte le giocatrici hanno avuto nel frattempo un programma da seguire, e da pochissimo abbiamo ripreso ad allenarci in presenza. Per ora si tratta di una seduta una volta alla settimana o al sabato o alla domenica nel primo pomeriggio, condizioni meteo permettendo». Non fermarsi, con o senza un campionato da giocare. Tornare sul campo, migliorare, con o senza una stagione da vincere. Tra le tante voci sulla eventuale ripartenza del calcio femminile lombardo , infatti, il pensiero di Maraschi è in linea con quanto espresso durante la riunione del 28 Gennaio dal Direttore Sportivo del club bianconero: «Qualora la Federazione avesse proposto, fornito dei protocolli adeguati, allora e solo allora la società avrebbe potuto dare una risposta. Di fatto la FIGC non ha ancora disposto nulla, anche se personalmente non credo vi siano le basi né sul piano della sicurezza né sul piano del tempo per portare a termine il campionato». E dice la sua anche in merito alla discussa “fuga di cervelli” di giocatrici verso società di categorie superiori, che starebbero attingendo alle filiere di molti club di campionati minori: «Io personalmente, come allenatore, se la federazione avesse comunicato la fine ufficiale, e se ci fosse qualche ragazza pronta, preparata non solo calcisticamente, ma anche a livello personale, non avrei avuto problemi a concedere alcune giocatrici in prestito ad altre società. Si tratta di fare il loro bene, e di non far perdere loro un altro anno. Per il momento che io sappia non ci sono arrivate chiamate, e tantomeno nessuna giocatrice ha espresso il desiderio di andare altrove». Di fatto, spiegano il tecnico e Della Frera, Crema è un punto strategico di quella zona lombarda, e molte ragazze che desiderano giocare a calcio sono attratte verso quel polo di riferimento: «La società continua a coltivare l’intenzione di favorire il movimento del calcio femminile nella nostra zona. Dopo la scomparsa del Mozzanica e il ridimensionamento della Riozzese, non esistono così tante società di riferimento per una ragazza o bambina che volesse intraprendere la strada del calcio. Non escludo che il Crema 1908, guidato da un presidente così attento e sensibile quale Enrico Zucchi, possa valutare in futuro la possibilità di costruire un settore giovanile tutto al femminile».
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