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Promozione Femminile

Città di Varese, la prima volta della squadra di Bottarelli allo stadio "Franco Ossola"

Buona la prima per le atlete biancorosse, uscite vittoriose contro il Vigevano sul campo dello stadio cittadino

Città di Varese Promozione Femminile

Le atlete del Città di Varese immortalate insieme allo staff

La prima volta allo stadio non si scorda mai. Ed è il caso del Città di Varese che questo weekend è sceso sul campo del "Franco Ossola" per disputare la gara di Promozione Femminile contro il Vigevano, finita 6-1 a favore delle biancorosse. L'emozione è stata unica: dopo anni di grandi sacrifici e sudore, giocare davanti all'intero staff della società su un manto d'erba così prestigioso è stato sicuramente un premio importante da guadagnare per la squadra. A raccontarlo è lo stesso tecnico, Andrea Bottarelli: «C'erano un centinaio di persone. È un palcoscenico che dà tanta soddisfazione: per le ragazze è un traguardo importante, dopo mesi di sudore, fatica, lunghe trasferte». 

Il gruppo che allena è composto da ragazze di ogni livello ed età e ciò non semplifica il lavoro già molto delicato che va svolto: «Ci sono tanti pro, ma anche molti contro nell'allenare una categoria femminile. Una delle cose più belle è sicuramente la serietà, l'impegno e la passione che ci mettono. Sono sempre presenti e ti fanno sentire perennemente apprezzato per il lavoro che fai con loro. La parte negativa è che il livello deve salire ancora di molto. Sia a livello tecnico-fisico, che a livello mentale, il calcio femminile deve fare dei grossi passi in avanti. Ci sono, poi, molte caratteristiche diverse: cambia la velocità ed il tempo di reazione in campo, bisogna lavorare molto sulla posizione del corpo, favorire il gioco che parte dalle retrovie... insomma è un calcio dalle caratteristiche completamente diverse. Inoltre, a livello psicologico c'è un lavoro molto delicato da mettere in campo: bisogna parlare tanto, imparare ad ascoltare e capire le esigenze di ogni atleta».

Ad oggi, tra le squadre incontrate, Bottarelli è rimasto particolarmente colpito dal Lecco: «Non so da quanto giochino insieme queste atlete, ma si vede che sono proprio una squadra. Sono unite e hanno un metodo di gioco molto compatto». Per il tecnico si tratta del primo anno nel mondo del calcio femminile ed il destino ha voluto che la prima esperienza fosse proprio nel Città di Varese: «Ero un po' stanco di allenare nel maschile, volevo buttarmi in un'esperienza totalmente nuova. C'è tanto lavoro da fare. Rispetto ad altre nazioni, siamo molto indietro ed oltre ad un lavoro tecnico, va svolto anche un lavoro culturale in quanto ha bisogno di attenzioni e le società non devono essere obbligate a costituire una squadra femminile per appoggiare il progetto. Devono farlo perché ci credono, perché pensano che il loro impegno possa essere utile. Un po' come ho fatto io o il nostro stesso presidente Stefano Amirante, che ci ha creduto ed ha sposato la causa. Dove penso che sarà arrivato il calcio femminile tra qualche anno? Spero di vedere la stessa attenzione data al maschile: il pubblico ed i tesseramenti stanno aumentando, ho notato che sono nate molte squadre. Puntare l'attenzione del pubblico su queste categorie non sarà facile e sarà compito di noi addetti ai lavori cercare di cambiare il pensiero di molte persone». 

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