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Situazione calendari: rientro anticipato per tutti. Promozione e Prima Categoria in campo il 6 gennaio: è protesta

Il mondo delle prime squadre in rivolta dopo la decisione del Comitato Regionale: «Siamo dilettanti, non professionisti»

Situazione calendari: rientro anticipato per le giovanili, Promozione e Prima Categoria in campo il 6 gennaio

Una scelta che non accontenta praticamente nessuno, dagli allenatori ai giocatori (foto Cunazza)

Dopo il rinvio quasi totale del calcio giocato nel weekend del 11 e 12 dicembre è arrivato il "rimpasto" del calendario, con il Comitato Regionale che ha indicato nel mese di gennaio come periodo per inserire una giornata aggiuntiva e ristabilire così il consueto decorso del campionato nelle settimane successive. Sul giornale della scorsa settimana abbiamo provato a fare qualche calcolo sulle possibili soluzioni: dal turno infrasettimanale in primavera, quando le temperature sono sicuramente più clementi, al sabato di Pasqua, passando per il weekend del 23-24 aprile, ancora inutilizzato in alcuni gironi di prime squadre. Nel nostro "pronostico" possiamo dire di aver indovinato a metà: ci sarà un rientro anticipato dalle vacanze per tutti.

Se per Seconda Categoria, Juniores e Giovanili si tratta semplicemente di scendere in campo una settimana prima (il rientro era fissato al 22-23 gennaio, ora si torna a giocare il 15-16 gennaio) il discorso per Promozione e Prima Categoria si fa leggermente diverso: infatti per entrambe le categorie il rientro era fissato già al 9 gennaio e la data prescelta per giocare l'ultima gara del girone di andata è ricaduta su giovedì 6 gennaio. Si tratta di una rarità per i Dilettanti, specialmente negli ultimi anni dove nel momento di stipulare i calendari si è cercato di fissare una pausa natalizia più corposa: la conseguente reazione di giocatori, allenatori e dirigenti delle società di Promozione e Prima Categoria non è stata sicuramente gioiosa, invocando al loro status di dilettanti e a come una giornata di campionato nel giorno dell'Epifania crei disagio per le famiglie dei vari tesserati.

I social sono letteralmente impazziti. Tutte le figure di maggiore spicco delle due categorie, dai vari Rosario Ligato sulla sua pagina Facebook "Voglia di Calcio" ad Alessio Ragazzoni, tecnico dell'Accademia Pertusa che ha definito la scelta come «Folle» sempre su Facebook, hanno raccolto i più disparati commenti da parte di colleghi allenatori ma anche e soprattutto di calciatori e dirigenti. I vari Mammola (tecnico del Pozzomaina), Barberis (tecnico del Pinerolo Under 17), Calabrò (tecnico del Chianocco), Berta (tecnico dell'Alpignano), Davide Rizzi e Piero Cerrato (calciatori del Chianocco) hanno dato sfogo al proprio disappunto, mostrando delle ragioni più o meno condivise da altrettanti allenatori e calciatori non citati, così come da alcuni addetti ai lavori da noi interpellati.

«Si cerca di finire sempre ai primi di maggio come se ci fosse una misteriosa fretta imposta da chissà chi - ha detto Rosario Ligato, tecnico del Valdruento - Devono capire che ci sono ragazzi e allenatori che nelle feste natalizie tornano al proprio paese o comunque lasciano il Piemonte, già giocare il 9 o il 16 gennaio è abbastanza azzardato, figuriamoci il 6. Perché non possiamo giocare a maggio e giugno? Alla fine l'Eccellenza l'anno scorso c'è stata fino ai primi di luglio ed è andato tutto benissimo, perché non stare fermi a gennaio e proseguire per tutta la primavera?». Dallo stesso girone segue a ruota Gianmarco Stefanetto della Rivarolese: «È sbagliato a prescindere giocare ai primi di gennaio, perché tanto il rischio rinvio lo incontri anche alla ripresa del campionato e non solo il 6 o adesso a dicembre. Qua nel Canavese molti campi sono ghiacciati, ma come si può pensare che la situazione migliori più avanti? A maggior ragione per noi del girone B che abbiamo fatto 2 infrasettimanali a inizio stagione: cosa costa farne un paio a marzo quando le temperature lo consentono? Quando giocavo una ventina di anni fa si andava a vanti fino a metà giugno, adesso c'è una strana fretta di finire tutto prima. Giusto per citare Boskov dopo un Sampdoria - Torino di coppa Italia di 30 anni (partita condizionata da un campo ghiacciato, ndr) non so se in Federazione pensano che in tutta Italia ci siano le temperature della Sicilia». 

Anche dal nord, precisamente da Novara, arrivano pareri simili. «Non mi discosto molto dalle parole dei colleghi - racconta Antonio Talarico, tecnico della Sparta Novara - In questo periodo metà del nostro campo da gioco è una lastra di ghiaccio, perché la tribuna fa ombra per quasi tutto il giorno. Capisco il disagio di dover dare priorità al Torneo delle Regioni ad aprile, ma devono mettersi anche nei panni delle società e dei tesserati. Io penso con tutta sincerità ai miei ragazzi: con quale spirito li faccio rientrare 2-3 giorni prima dalle vacanze? In quale forma mi rientrano? Anche loro hanno tutto il diritto di divertirsi quando possono. Senza contare che io avrò anche il recupero con la Juve Domo che probabilmente verrà fissato il 29 dicembre: sarà simpatico capire se riuscirò ad arrivare a 11 o dovrò chiamare i Juniores».

A Cuneo i pareri non si discostano da quelli del resto della regione. «Non riesco a trovare la logica di una scelta del genere - racconta Luca Mascarello, allenatore della Cheraschese - Facendo così praticamente la pausa natalizia non esiste più. Sta andando tutto al contrario: a momenti riposano di più i professionisti rispetto a noi dilettanti. Secondo me avrebbe avuto più senso sospendere solo alcune partite e non tutto quanto: già noi ad esempio avremmo potuto tranquillamente giocare anche il 12. È l'ennesimo teatrino che non va bene, che si aggiunge alla questione anticipi e arbitri che non è stata mai risolta». 

Beppe Bosticco della Pro Villafranca non si risparmia, confermando le idee espresse sui social nel post di Alessio Ragazzoni: «Non so se dal Comitato si rendono conto dove vivono. Manca totalmente il buon senso, tutto in nome di una fretta a dir poco inutile. Allungare il campionato fino a maggio o inserire un infrasettimanale è così complicato? Non siamo dei professionisti: lasciateci passare del tempo con delle nostre famiglie almeno durante le feste. Non sono a favore di proteste come non scendere in campo o simili, però tutto ciò è illogico: a rischiare sono i ragazzi costretti a giocare in campi probabilmente ghiacciati».

Così come in Promozione il malumore è ampiamente diffuso anche in Prima Categoria: tutti i gironi dovranno presentarsi il 6 gennaio, senza considerare che il girone G avrà un ulteriore giornata da recuperare (oltre ai tantissimi altri rinvii, specialmente nel girone C). Un mix di ironia e delusione ha accolto questa decisione del Comitato, come quella mostrata da Luca Marrella, tecnico della Mappanese. «Decisione francamente assurda, noi molto probabilmente saremo costretti a recuperare la partita con il Cafasse il 12, il che vuol dire che dal 6 al 16 giocheremo quattro partite, manco facessimo le coppe europee. Per di più nel periodo di Capodanno è praticamente impossibile allenarsi, molti ragazzi sono via e diventa molto difficile e pericoloso spremerli sin dai primi giorni di gennaio. Si poteva slittare e far finire tranquillamente il campionato a metà maggio, ma non penso di essere l'unico con questa idea che mi sembra anche abbastanza semplice». Opinione ampiamente condivisa anche da Fabiano Altobello, tecnico del Corio: «C’è poco da dire, la Lega ha tirato fuori un’altra delle sue "genialate". Tutto ciò non è nient’altro che un’ulteriore conferma di quanto sia slegato il mondo di chi come noi pratica il calcio e di chi invece se ne sta seduto dietro una scrivania e probabilmente il calcio non sa neanche cosa sia. Già ripartire il 9 per la nostra categoria era insensato, così è davvero una beffa. C’è chi come noi non ha la possibilità di allenarsi praticamente da due settimane, ora cosa facciamo, costringiamo i ragazzi che giustamente si erano organizzati per farsi i cavoli propri ad allenarsi il 2/3/4 gennaio? Non ha alcun senso, non c’è logica dietro questa decisione». Le parole degli addetti ai lavori del girone C hanno trovato riscontro in tutte le società, che sembrerebbero d'accordo nel sottoscrivere una richiesta comune al Comitato di tornare sui propri passi per il turno di campionato inserito al 6 gennaio. Una protesta comune destinata a proseguire nei prossimi giorni.

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