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L'intervista

Cob 91, capitan Genovese e il legame con Cormano: dai primi calci con il fratello al ritorno di un duo da Promozione

Il terzino sinistro: «Siamo qui da sei anni e per noi è una grande soddisfazione continuare a mantenere la categoria»

Daniele Genovese Cob 91

Daniele Genovese, presenza fissa nella retroguardia della Cob 91

Fascia al braccio e fascia sinistra le competenze di Daniele Genovese, terzino e all'occorrenza difensore centrale al fianco del gemello Simone, compagno inseparabile per tutta la sua carriera: dalle giovanili all'Aldini fino alla Serie D con il Lecco, con poche fasi di lontananza tra Seregno, Brescia e Varese. Un'avventura il cui filo conduttore è però la Cob 91, società che li ha lanciati e che li ha accolti dopo qualche problema fisico che ne ha complicato la carriera. «Da piccoli giocavamo qui perché nostro nonno era il vicepresidente e - racconta il capitano della società di Cormano - quando è venuto a mancare i nostri genitori ci hanno voluto far andare oltre mandandoci all'Aldini. Per un anno io mi sono allenato con i '94 perchè c'era Ganz che voleva farmi crescere con quelli più grandi, poi ci siamo separati: lui è andato a Varese e io a Seregno, poi mi sono spostato a Brescia e ho parlato con il presidente per portarlo da noi, così ci siamo riuniti. Dopodichè ci siamo allontanati per un altro breve periodo perchè lui doveva andare a Lecco e io a Seregno, ma lui ha smesso per qualche problema fisico e io ho preso il suo posto. A Lecco ho avuto anch'io dei fastidi al ginocchio, allora un po' per gioco e un po' per divertirci siamo tornati alla Cob con un nostro amico. Eravamo gli Under di un gruppo forte, arrivato subito ai Playoff di Prima Categoria, poi sono arrivati mister Provasi e il direttore Favretto, che hanno rinforzato la squadra e siamo saliti. Storicamente la Cob non era mai rimasta per 2 anni di fila in Promo, adesso siamo al quinto. Io e mio fratello siamo gli unici qui da 6 anni e tenere la categoria per così tanto tempo è una grande soddisfazione».

Salvezza obiettivo primario anche per la stagione 2021/22, iniziata con due soli risultati utili in otto gare prima dei passi in avanti dell'ultimo mese e mezzo, con prestazioni che hanno impensierito squadre del calibro di Cinisello, Lissone e Arcellasco. Nonostante l'ultima sconfitta con l'Olgiate Aurora, la Cob 91 chiude il 2021 con la consapevolezza di avere delle buone basi da cui ripartire in vista del ritorno, merito secondo capitan Genovese di un «cambio di mentalità. Prima non eravamo proprio un gruppo con la G maiuscola, siamo una squadra giovane e che all'inizio non si conosceva. Siamo partiti da zero e non avevamo fatto neanche così male nelle prime uscite, poi è iniziato un periodo di sconfitte e la cosa triste è che ci facevamo espellere ogni giornata per degli errori ingenui, magari frutto anche dell'inesperienza. Giocavamo abbastanza bene, però buttavamo via tutto in un soffio. La maggior parte delle partite le abbiamo perse per demeriti nostri, anche se penso che il gruppo sia forte e non meriti questa classifica».

La mancanza di risultati intacca inevitabilmente anche l'umore generale, fino al momento della svolta. «Durante gli allenamenti c'era malumore, anche perchè non riuscivamo a lavorare con continuità. - spiega Genovese - Cambiavamo più di metà formazione ogni settimana perchè una volta mancava uno o veniva espulso un altro. È venuto a parlarci il presidente, ci siamo detti ogni settimana di migliorare e la partita con il Cinisello ha cambiato il nostro approccio. Ha stravolto tutto, dalla A alla Z, a tal punto che stavamo per pareggiare anche con l'Arcellasco. Ci sono state anche delle situazioni in cui siamo andati sotto e abbiamo recuperato, per esempio due volte con la Nuova Sondrio. Il mister e il nostro vice sono stati bravi a motivarci, premiando chi si è impegnato, poi quando sono arrivate le belle prestazioni, indipendentemente dal risultato, abbiamo affrontato gli allenamenti con più carica anche in vista della partita successiva. Siamo stati bravi a tirarci fuori da quella galleria, siamo un'altra squadra e sono molto contento di esserne il capitano».

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