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L'intervista

Il nuovo Caccia per volare in Eccellenza

Tre anni fa segnò più reti che partite giocate: «Ho voglia di vincere»

Luca Caccianiga Soncinese

Luca Caccianiga, nuovo attaccante della Soncinese in azione

La Soncinese ha scelto: è Luca Caccianiga, classe 1995, fino alla scorsa settimana al Sancolombano, l'erede designato di Alessandro Volpi, accasatosi al Cinisello ad inizio dicembre. Un calciatore che può rivelarsi l'arma in più per affrontare una volata verso l'Eccellenza, categoria da cui proviene, molto serrata. Ed è proprio questa decisione che permette di comprendere quanto il club del tecnico Cantoni abbia tutte le carte in regola per attrarre profili di caratura e lanciare il guanto di sfida nel girone E: «La cosa fondamentale, quando si gioca a calcio, è quella di avere stimoli. Negli ultimi mesi le cose non sono andate nella direzione che mi auspicavo e con la mia ex società abbiamo deciso di invertire la rotta e cambiare. Tra le varie proposte che mi sono pervenute ho scelto Soncino, che mi ha attratto fin da subito. L'ambiente, la serietà, le ambizioni, la fiducia che hanno dimostrato nei miei confronti sono stati gli ingredienti necessari per farmi ritrovare l'appetito: è stato semplice scegliere il mio nuovo club, alla luce di tutto ciò».

La strada per il primo posto è irta di ostacoli: quali sono le concorrenti più temibili?
«Conosco molto bene il raggruppamento, avendoci già giocato in passato con la maglia dell'Atletico CVS. L'impressione che ho è che si tratti di un girone di alto livello ed equilibratissimo. Trovare una favorita è impossibile, anzi, le prime sette squadre sono talmente vicine che tutte possono ambire al gradino più alto del podio. Indubbiamente, Soresinese e Club Milanese, attualmente leader, hanno dimostrato di essere le più solide, ma ribadisco che non c'è qualcuno di nettamente superiore alle altre. Possiamo assolutamente lottare per vincere il campionato».

Caccianiga porta in dote oltre 80 reti tra Promozione ed Eccellenza, iniziando il suo percorso con la maglia dell'Alcione: che ricordi serbi di quella esperienza?
«Gli anni all'Alcione (2013-2016) mi hanno permesso di effettuare il passaggio dalle giovanili alla Prima Squadra. Abbiamo sempre avuto squadre competitive e sfiorato il salto di categoria, perdendo due finali play-off, di cui una ai rigori. Siamo riusciti però a vincere una Coppa Italia, ed è stata una soddisfazione immensa. È stato il primo approccio con il calcio vero e riuscire a giocare con continuità mi ha permesso di maturare».

Gli highlights della finale di Coppa Italia 2013/14 tra Alcione e Rezzato

La consacrazione avverrà qualche anno dopo, segnando 26 reti in 25 presenze nella stagione 2018/19 con la maglia dell'Atletico CVS: è stata la migliore della tua carriera finora?
«Ritengo di sì. Individualmente ho vinto la classifica marcatori, ma a livello di squadra è stato importante ottenere l'accesso ai play-off, purtroppo terminati con l'eliminazione contro il Sant'Angelo nonostante fossimo riusciti a imporre il pareggio. Tale rendimento mi ha sostanzialmente aperto le porte dell'Eccellenza: sono giunto alla Luisiana nell'anno successivo, cercando di mantenere costanza di rendimento e prestazioni valide anche lì».

Quali sono le differenze tra le due categorie in cui ti sei diviso in questi anni?
«Sicuramente ci sono squadre di alta classifica in Promozione che lavorano come se fossero in categoria superiore e generalmente sono proprio quelle che ottengono i risultati più prestigiosi. In linea di massima, l'Eccellenza è un torneo in cui la mentalità è molto più competitiva. Si alza l'asticella, ogni aspetto deve essere curato e vi è maggiore intensità agonistica. Sono comunque entrambe competitive: vincere non è mai facile da nessuna parte».

Luca Caccianiga pronto a trascinare la Soncinese

Esiste un calciatore professionista che rappresenta la fonte di ispirazione per il tuo stile di gioco?
«Personalmente sono un attaccante dinamico e generoso, che gioca molto per la squadra. E giocare per la squadra significa anche fare gol, seppur non sia possibile limitarsi solamente a ciò. Non ho mai avuto l'istinto di emulare le movenze di qualcuno, ma se devo sceglierne uno direi indiscutibilmente Jamie Vardy del Leicester, che mi ha sempre affascinato tanto per il suo modo di stare in campo, quanto per la sua storia personale ormai arcinota».

Domenica ci sarà il big match di recupero contro la Soresinese. L'attesa è frenetica: dobbiamo aspettarci il nuovo cannoniere in campo?
«La formazione la deciderà l'allenatore domenica stessa. Io sono pronto e mi farò trovare a disposizione». 

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