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L'intervista

«Ecco perché mi sono dimesso: giocatori non seri e assenza delle condizioni per proseguire»

La versione dell'allenatore trova conferma nelle parole del ds: «Colpa della squadra al 99%»

Gabriele Saporiti

Gabriele Saporiti, tecnico del Cas Sacconago

Solo qualche settimana fa Gabriele Saporiti chiamava il Cas ad un ritorno di fuoco:

In settimana la notizia shock: dimissioni improvvise nonostante la buona vittoria contro il Gallarate di Maestroni valido per il sorpasso in classifica. Un repentino cambio di rotta che fa supporre sia successo qualcosa tra società e tecnico per portarlo a questa decisione.

Un fulmine a ciel sereno oppure c’erano già stati dei momenti di crisi negli scorsi mesi?
«Già a dicembre era successo qualcosa, ma pensavo che fosse rientrata. Nei giorni scorsi invece sono successe cose decisamente spiacevoli. Sono sempre stato una persona che ama parlare faccia a faccia e se ha qualcosa da dire te la dice, dunque mi aspetto che anche dall’altra parte si parli, perché il confronto è una cosa positiva che ti fa crescere».

La tua decisione quindi non è legata alla condizione di classifica?
«No assolutamente, ho sempre pensato che questa squadra potesse fare bene, anche se non è andata come speravo e devo dire che gli infortuni hanno influito. Nonostante tutto ho sempre avuto piena fiducia nel gruppo ed ero davvero convinto quando abbiamo parlato nelle settimane scorse di poter fare un ritorno di fuoco. Certo per farlo ci vuole fiducia nell’allenatore e penso che questa non ci fosse».

Alcuni atteggiamenti di giocatori e società mi hanno fatto capire che non si remava più tutti nella stessa direzione, perciò ho preferito farmi da parte

Cosa intendi?
«Il martedì dopo la partita di Gallarate sono arrivato come al solito prima all’allenamento e il ds Claudio Colombo mi chiede se fossi convinto di salvarmi con questa squadra. Non esattamente ciò che ci si aspetta dopo una vittoria importante come quella. Una cosa simile era già successa dopo i 20 minuti contro l’Inveruno: abbiamo calciato 4 volte in porta, senza colpire lo specchio è vero, ma lui si lamentava del nostro scarso gioco. Nonostante la vittoria a Gallarate mi è venuto a dire che non era soddisfatto della prestazione del centrocampo: con Napolitano che ha giocato in pratica da rotto e Nardone in giornata no. Questo si allaccia ad un discorso fatto nelle settimane precedenti: c’erano giocatori che se ne volevano andare a dicembre e sono stati trattenuti contro il mio parere, perché per me il giocatore che vuole andare via deve sempre essere lasciato andare. Tutte queste domande e considerazioni, da parte di una persona che conosco da 15 anni, mi hanno fatto capire che c’era qualcosa che non andava. Alle mie domande sulla fiducia di società e squadra Colombo mi ha risposto: indagherò»

Dal tuo punto di vista c'era la fiducia della squadra?
«Domenica a Gallarate era già successo un fatto secondo me gravissimo che, unita al resto, mi ha fatto capire con più lucidità la situazione: tra le fila dei nostri avversari giocava De Milato, nostro ex tesserato che da noi non ha mai fatto la differenza e che spesso è stato infortunato. Ho spronato i miei difensori a marcarlo con attenzione, una cosa del tipo: “Mi raccomando non facciamoci fare il gol dell’ex proprio da lui che quando era da noi non ha mai combinato nulla”. Finita la gara incrocio De Milato e lui mi insulta, dicendo che non dovevo permettermi di insultarlo e dire che era scarso… ho pensato qualcuno mi avesse sentito e frainteso da fuori gli spogliatoi, ma confrontandomi poi con Napolitano ho saputo che glielo aveva raccontato qualcuno all’interno dello spogliatoio, per di più mentendo perché io non l’ho mai insultato. Direi che questo è sintomo non solo di giocatori non seri, ma anche del fatto che non ci siano più i margini per andare avanti».

Quindi è stato un mix di situazioni poco chiare a portarti a questa decisione?
«Si, dopo gli eventi di domenica mi sono confrontato con Napolitano appunto per capire meglio la situazione, poi le parole di Colombo mi hanno fatto intuire che lui sapesse qualcosa. Sarò io, ma per me Cau era già pronto ed io ho preferito farmi da parte. Un fatto assolutamente non da me però non volevo essere preso in giro. Tanto le prossime tre partite sono Saronno, Inveruno e Morazzone. In questa situazione rischiavamo di non fare un punto ed io di essere comunque esonerato, quindi ho preferito anticipare i tempi».

Ma perché pensi che fosse “già pronto” a sostituirti?

Martedì sera ho chiamato il ds dopo l’allenamento dicendogli che non ce la facevo più esortandolo a chiamare Lucio. Lui mi ha detto che Cau non era ancora disponibile e che anzi non sapeva proprio chi chiamare e… il giorno dopo c’era l’ufficialità

«A Dicembre Cau ha dato la sua disponibilità a dare una mano. Io Lucio lo conosco da una vita, ha giocato con me e l’ho anche allenato. Aveva mollato per problemi personali ed il suo possibile ritorno per me ha aperto spiraglio per i “suoi” giocatori che hanno iniziato a marciare contro. Mettiamoci che è il migliore amico di Colombo… e il gioco è fatto. Martedì sera ho chiamato il ds dopo l’allenamento dicendogli che non ce la facevo più esortandolo a chiamare Lucio. Lui mi ha detto che Cau non era ancora disponibile e che anzi non sapeva proprio chi chiamare e… il giorno dopo c’era l’ufficialità di Cau su Varese Sport. Sono il primo che si è sempre messo in discussione, ma dall’altra parte mi sono sentito accompagnato alla porta. Sono convinto che avremmo trovato la salvezza perché la squadra c’è ed è innegabile, ma non con la gente che rema contro. Tante cose non hanno funzionato in questi mesi, a partire dalla puntualità, con la società che non si è mai messa davvero dalla mia parte. Praticamente tutti i martedì avevo solo 15 effettivi dei 22 in campo, tra ritardi e altro…. Settimana scorsa l’unico allenamento al completo è stato quello sul sintetico a Villa Cortese».

A conferma della versione del tecnico arrivano anche le parole del ds Claudio Colombo: «Purtroppo ha ragione, la colpa di quanto accaduto è imputabile al 99% alla squadra che si è comportata come non mi aspettavo. Conosco i giocatori da anni e non hanno mai giocato così male. A livello umano mi spiace davvero tanto, stimo molto Saporiti e la nostra amicizia rimane immutata».

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