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L'intervista

Il Neymar della Promozione: gol, assist e giocate spettacolari

Il 10 della squadra con più punti in categoria tra record e sogni: «Vincere una finale d'Eccellenza con questa maglia»

Dennis Scapinello numero 10 della Solbiatese

Dennis Scapinello, numero 10 della Solbiatese con il ciuffo alla Neymar

Nella squadra dei sogni di Gennari uno degli uomini immagine è di certo il diez platinato Dennis Scapinello. Per lui fin qui 18 presenze, 9 gol, oltre ad un gran numero di assist (14) pregevoli in favore delle punte Torraca e Anzano, gli altri due lati del triangolo delle meraviglie targato Solbiatese, a segno nell'ultima sfida con il Cas (clicca qui per la cronaca del match). Il numero 10 ricorda in qualche modo il brasiliano Neymar non solo per il ciuffo, ma anche per le tante giocate spettacolari che lo identificano come uno dei giocatori più forti e decisivi della categoria, dominata dalla formazione nerazzurra con 17 vittorie e appena 3 pareggi, per un totale di 54 punti. Altro dato eclatante le sole 7 reti subite, altra dimostrazione se ce ne fosse bisogno di una superiorità netta e indiscussa.

La rovesciata pazzesca di Scapinello (Foto Solbiatese Calcio 1911)

Come state vivendo questa prima parte di stagione? C’è pressione nell’essere i candidati da sempre alla vittoria del campionato?
«Siamo partiti ad inizio stagione con il chiaro intento di vincere, ma ovviamente non è facile vincere tutte le partite anche perché per gli altri quando ci incontrano c’è una motivazione superiore. Non abbiamo sentito particolare attenzione riguardo ai risultati, sono subito arrivati fortunatamente. Abbiamo un ampio vantaggio in classifica, ma non dobbiamo mollare nulla perché le rivali ci sono eccome».

Uno dei vari dribbling in velocità contro l'Universal Solaro (Foto Solbiatese Calcio 1911)

Quali sono per te le formazioni che potrebbero insidiarvi?

«Il Morazzone è seconda ed è l’unica squadra che ci ha battuti per ora in questa stagione, non è affatto un caso direi. Anche il Castello Cantù ci ha messo in grande difficoltà, contro di loro abbiamo vinto solo 1-0 infatti. Penso siano un’ottima squadra, meritano eccome la loro posizione di classifica».

Contro la Solese uno dei tre pareggi stagionali, cosa è successo?
«Una gara strana. Loro si sono difesi molto bene mettendoci in difficoltà, ma la cosa paradossale è stata che abbiamo creato molto di più in 9 contro 11. Magari hanno abbassato la guardia. Difficilmente mi dimenticherò di quella partita, penso sia stata la prima volta in cui la mia squadra è rimasta in 9».

Il primo posto sembra quasi scontato, come si mantiene la concentrazione da qui alla fine?
«Siamo una squadra che non si vuole accontentare; scendiamo in campo sempre con l’atteggiamento giusto per vincere più partite possibili. Non sono particolarmente informato, ma magari potremmo puntare a qualche bella statistica alla fine del campionato, nello specifico mi riferisco alle pochissime reti subite per ora, solo 7. Poi vabbè, è sempre bello vincere la domenica, si passa una settimana più tranquilla. È un peccato per i 3 pareggi ma penso che ci possano stare, anche per fortuna il calcio è strano: non basta essere più forti, bisogna entrare in campo sempre con la giusta mentalità».

In azione: il 10 nerazzurro (Foto Solbiatese Calcio 1911)

Ti sei posto qualche obiettivo personale per questa stagione?
«Sinceramente non ne ho. L’unica cosa a cui penso è vincere il campionato e aiutare la società a tornare dove merita per la storia che ha. Certo fare gol e assist è sempre bello, ma non è tra gli obiettivi principali».

Per l’anno prossimo, se tutto va bene, si prospetta un’annata decisamente interessante, cosa potrebbe fare per te una rosa come questa in Eccellenza?
«Abbiamo fatto diverse amichevoli contro squadre di Eccellenza e Serie D facendo sempre una gran bella figura. Per l’anno prossimo penso che potrebbe cambiare qualche giovane, ma penso che potremo puntare a fare un gran bel campionato».

Qual è la stagione che ricordi con più affetto?
«Penso che la mia stagione più bella sia stata a Busto. Ero nel tridente con Anzano e Berberi e abbiamo fatto qualcosa come 70 gol in tre; diciamo che ci siamo divertiti. Unica pecca è aver perso la finalissima contro il Villa Valle. Ho perso due finalissime in Eccellenza, spero proprio di vincere la terza con la maglia della Solbiatese».

Cosa ci racconti riguardo il tuo rapporto con Gennari?
«Lo conosco ormai da tanti anni anche se prima di questa stagione non mi aveva mai allenato. Ai tempi di Varese lui era il tecnico dei ’96 mentre io sono ’95 quindi ci conoscevamo di vista. Penso abbia dato un’impronta importante alla squadra, gli si può dire ben poco quest’anno considerando il nostro andamento. Fondamentale per me il fatto che oltre ad essere un bravo allenatore è una brava persona. Senza contare il fatto che ci divertiamo e giochiamo davvero bene, mi piace il fatto che voglia un grande pressing offensivo perché si sposa bene con il mio modo di giocare»

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