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Entra per i rigori e la risolve alla Krul: stasera i Quarti di Finale

Tra Milan e Novara il percorso giovanile, poi il treno per Olbia perso a causa della sfortuna

Frattini Accademia Inveruno Promozione

Stefano Frattini, eroe di Coppa dell'Accademia Inveruno (Foto Credit: CG Photographer)

9 marzo 2022 è una data che difficilmente si dimenticherà in casa Accademia Inveruno: gli ottavi di Coppa Italia hanno regalato non solo una gara scoppiettante e piena di emozioni, ma la squadra di Galli ha compiuto una piccola impresa imponendosi ai rigori contro il più quotato Morazzone di Dossena anche, e soprattutto, grazie alle due parate fatte da Stefano Frattini, entrato nei minuti finali appositamente per la lotteria dei rigori. Oggi invece l'ostica sfida contro il Cinisello valida per i Quarti. 

Era una mossa preparata? Che emozioni ti ha dato entrare in un momento della gara?
«Il mister a inizio partita mi aveva detto di questa possibilità nel caso fossimo giunti ai rigori. Il martedì li abbiamo provati ed in effetti ne avevo parati un bel po’».

Bello il pensiero per il compagno di squadra Pandini, di cui Stefano ha preso il posto:
«Un po’ mi è dispiaciuto per il nostro portierino 2003 che sta giocando poco, ma non ho certo potuto dire di no. Per fortuna però è andata bene e a fine gara eravamo tutti contenti».

Sei considerato uno dei migliori poteri della categoria, qual è la tua storia prima di arrivare a Inveruno?
«Sono qui adesso principalmente perché è un progetto ambizioso ed è la squadra del mio paese; a livello giovanile ho avuto la fortuna di giocare in club prestigiosi: ho fatto quattro anni e mezzo di Milan, poi sei a Novara vincendo anche il titolo degli Allievi Nazionali in finale contro la Reggina. Ho fatto anche qualche ritiro in Prima Squadra prima di passare due anni in prestito all'Inveruno in Serie D. Alla terza stagione non ero più un giovane e aspettavo qualche buona chiamata; la mia sfortuna a posteriori fu che prima dell'inizio della stagione il 2 settembre si fecero male sia il primo che il secondo portiere dell'Inveruno, non me la sentii di lasciarli a piedi così firmai per poter disputare la prima di campionato per poi essere svincolato. La mia sfortuna fu che il giorno dopo mi chiamò l'Olbia, ma non facemmo in tempo a fare il trasferimento perché il mercato dei professionisti si era chiuso. Una volta rientrati in rosa gli altri due portieri giocarono loro e io rimasi ai margini, poi il Covid bloccò tutto».

Deviazione in corner, Stefano Frattini ai tempi del Novara (Foto Credit: www.novaracalcio.com)


E come nasce la tua storia con l'Accademia Inveruno?
«Simonini gentilmente mi offrì di lavorare per lui, ma sulle otto ore non riuscivo più a reggere il ritmo con gli allenamenti, così in estate parlai con Massimo Frigerio e Pogliani. Mi hanno convinto e dall'anno scorso sono qui: è un bel progetto per far ripartire il calcio in città».

Pararigori, affidabile tra i pali... e coi piedi?
«Sono migliorato molto negli anni sotto questo aspetto. Devo dire grazie per questo a Redaelli, mio preparatore a Novara ora alla Pro Patria. Mi faceva dedicare il giovedì agli allenamenti coi piedi e sono migliorato davvero molto, anche con il sinistro, che non è il mio piede ma ora lo so usare con più sicurezza. Tutto questo mi è venuto molto utile con le nuove regole che hanno inserito, anche perché noi ad oggi quando abbiamo il sintetico proviamo sempre a costruire dal basso».

C'è qualche portiere che da piccolo consideravi il tuo idolo?
«Mi sono sempre piaciuti i numeri 1 del Brasile. Da milanista ho amato Dida, ma anche Julio Cesar è sempre stato tra i miei preferiti».

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