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L'intervista

Con un capitano così la città può sognare la "Doppietta"

I biancoblù preparano il rush finale, che passa da una serie di partite chiave: «Questi colori sono una seconda pelle, voglio vincere Coppa e campionato»

Con un capitano così la città può sognare la "Doppietta"

Marco Dalmasso, capitano del Pedona, crede fortemente nei biancoblù e nella possibilità di fare la "doppietta"

In prima squadra da quand'era ragazzino, capitano e da quest'anno anche capocannoniere del Pedona: non può esserci miglior presentazione per Marco Dalmasso, attaccante e leader borgarino che con i suoi 15 centri in campionato sta trascinando la formazione cuneese verso lidi che, a inizio anno, sembravano quasi inimmaginabili. Perché il percorso del Pedona è stato frastagliato, contraddistinto da una prima parte complicata, in cui non era mai in piena corsa per i playoff, e da una seconda in cui non sta sbagliando nemmeno un colpo, guadagnandosi il secondo posto nel Girone C (a -5 dal Cavour) e la finale di Coppa Italia Promozione (in cui sfiderà la terza forza del Girone A, il Dormelletto). 

Nato ala, Dalmasso si è evoluto sul piano tattico e della realizzazione grazie alle direttive di Giacobbe Zappatore, che ha visto nel proprio capitano un bomber prolifico: una scommessa vinta nata, a dir la verità, per necessità, a causa della continua indisponibilità da parte di Igor Pepino nel corso della stagione attuale. Ma i 15 centri di Marco danno ragione al lavoro dell'allenatore e del giocatore stesso (autore oltretutto di una doppietta fondamentale per sbancare l'ostica trasferta di Villafranca nell'ultimo turno di campionato, vinto per 2-3), che ora sognano in grande, essendo in piena corsa per potere centrare ben due titoli. 

E il capitano si è reso disponibile per raccontare il 2022 magico del Pedona e le ambizioni della compagine di Borgo San Dalmazzo. 

LE PAROLE DI MARCO DALMASSO

Nel girone di andata faticavate a entrare in zona playoff, dopo la sospensione avete macinato punti su punti: come spieghi questo 2022 di fuoco? 

«Nella lunga sosta causa Covid abbiamo parlato e deciso di inseguire fino in fondo i nostri obiettivi, che sembravano lontani, ma sapevamo di poterci riuscire viste le nostre qualità: abbiamo lavorato molto atleticamente e tatticamente. C’è parecchio entusiasmo nell'ambiente: prima della ripresa eravamo a 12 punti dalla prima in classifica, che allora era il Busca; ora abbiamo accorciato molto dal Cavour, che sta facendo a sua volta un percorso impressionante, difatti siamo riusciti a recuperare solo due punti dai giallorossi. Il campionato non è solo nelle nostre mani, dobbiamo anche aspettarci qualche passo falso dalle nostre dirette concorrenti. La nostra missione è di non aumentare il distacco, cercando di mettere pressione alla squadra di Di Leone con lo scontro diretto del 15 maggio. La Cheraschese penso riuscirà a raggiungere i playoff e noi l’affronteremo all’ultima giornata: il calendario è un fattore importante, affronteremo squadre che non sono completamente appagate dal proprio percorso e devono ancora centrare il proprio obiettivo stagionale». 

Quest'anno stai sorprendendo tutti con i tuoi gol, sei sempre fra i migliori in campo.  

«Sono molto contento di questa stagione perché a livello realizzativo è la mia migliore annata, ho trovato regolarità nell’andare a segno non solo grazie a me, ma grazie all’intero lavoro della squadra. L’assenza di Igor Pepino si sta facendo sentire perché è una delle punte più forti del girone, ma da parte mia devo ammettere che non lo sto facendo rimpiangere, seppur io giochi come punta adattata: grazie a Zappatore sto migliorando la mia vena realizzativa, il mio gioco si è accentrato e mi sono avvicinato di più alla porta, lasciando perdere certi compiti da ala. Fa molto piacere essere a soli 3 gol di distanza da Peyronel capocannoniere; comunque, raggiungere la vetta della classifica capocannonieri non è l’obiettivo principale, firmerei per vincere il campionato e non segnare neanche più una rete fino al termine della stagione».

Marco Dalmasso e Giacomo Gazzera

Marco Dalmasso con Giacomo Gazzera al termine della vittoria sul Pancalieri Castagnole del 20 febbraio 2022

 

Pensi che la squadra abbia assunto una nuova consapevolezza visti gli ultimi successi? 

«La gara di Villafranca è stata veramente tosta, con ritmi elevati ed animi molto caldi: è stato un importante crocevia per il nostro campionato e uscire dal campo coi 3 punti ci dà maggiore consapevolezza. Io sono borgarino, per me questa maglia rappresenta una seconda pelle e riuscire a portare a casa certi risultati in quanto capitano mi rende parecchio fiero. Rappresentare il paese è un motivo di orgoglio. Abbiamo fatto solo due sconfitte e ci tengo a sottolineare la solidità della nostra difesa, siamo cresciuti molto su quel piano, anche con dei difensori molto giovani come titolari, che ci permettono di effettuare un pressing costante; voglio sottolineare anche il lavoro dei portieri, i quali stanno facendo grandi prestazioni, sia in campionato che in Coppa (vedasi Porqueddu, che si è rivelato fondamentale quando chiamato in causa al posto di Gazzera). In Coppa, inoltre, abbiamo fatto 18 gol e subito 5 reti, vincendo tutte le gare: sono numeri importanti che indicano le qualità di questo collettivo». 

Siete in corsa su due fronti paralleli e fondamentali: pensate di riuscire ad arrivare fino in fondo? 

«Non ci poniamo limiti, la nostra forza più grande è il gruppo, remiamo tutti nella stessa direzione: mettiamo pressione al Cavour e la Coppa è un nostro reale obiettivo da inizio stagione. Tenteremo nel centrare una doppietta molto difficile, ma non dobbiamo frenare gli entusiasmi del gruppo. Il Dormelletto è terzo nel proprio girone, ha eliminato l’Ivrea che è primo e sarà una gara complicata perché non ci conosciamo: giocheremo a viso aperto, le finali di Coppa Italia non capitano molto spesso (anzi, c'è gente che non ne ha mai disputata una) e vogliamo sicuramente sfruttare questa nostra possibilità. Le finali non devono essere giocate con la paura, non dobbiamo avere timore e andremo lì a mettere in campo le nostre potenzialità; penso che una gara infrasettimanale così rilevante non tolga energie ma ne aggiunga di nuove».

Giacobbe Zappatore, allenatore Pedona

Giacobbe Zappatore, tecnico del Pedona una delle forze più grandi del collettivo biancoblù secondo Marco Dalmasso

«Il tecnico è sicuramente la nostra forza maggiore, è quello che ha creduto al 200% sulle potenzialità del gruppo dal primo giorno e che ha sempre pensato che potessimo arrivare in fondo alle competizioni. Ha un carattere alquanto forte e caldo e ci ha trasmesso una grandissima carica, ha sempre voglia di studiare nuove soluzioni in base all’avversario da affrontare. Noi siamo carichi perché in una situazione così è inevitabile, ma lui ci dà ancora più spinta. Guardando le classifiche degli anni passati nessuno aveva mai fatto più di 65 punti, in questo momento il Cavour può superare i 70: ora tocca a noi andare avanti e non pensare alla distanza dai pinerolesi, dobbiamo vincere e poi tirare le somme. L’importante è dare il massimo da qua e alla fine e non avere rimpianti per non esserci impegnati abbastanza». 

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