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L’intervista

Terremoto a Trofarello: due addii eccellenti scuotono il Valentino Mazzola

«Cacciato per delle parole mai dette, questa situazione rasenta la follia». Il DS se ne va dopo 5 anni

Sinopoli e Franco, Trofarello

Nunzio Sinopoli e Giuseppe Franco dicono addio al Trofarello

Come un fulmine a ciel sereno arriva una notizia che scuote il mondo biancorosso: nella giornata di martedì 26 è stato ufficializzato l'esonero del tecnico Giuseppe FrancoUn addio che lascia tutti a bocca aperta, perché la dirigenza del Trofarello ha preso questa clamorosa decisione a 6 giornate dalla fine del campionato e con una situazione di classifica più che tranquilla, visto che i biancorossi sono già vicini alla salvezza. Dopo una partenza a razzo che ha portato il Trofa ai vertici della classifica è poi arrivato un calo fisiologico nella seconda parte di stagione, comprensibile vista la rosa colma di fuoriquota e una non particolare fortuna con i contagi da Covid e gli infortuni. Tra tutti quello di Arcari, punta di diamante dell'attacco biancorosso, rimasto out nel momento clou.

La decisione presa dai vertici societari del Trofarello ha di conseguenza messo tutto in discussione, con una squadra scossa e senza un guida. L'addio del condottiero in panchina è però seguito a un altro, clamoroso addio: quello di Nunzio Sinopoli, architetto da 5 anni della crescita del Trofarello che oggi ha perso anche lui, dimessosi dopo l'esonero del tecnico.

LE PAROLE DI GIUSEPPE FRANCO

«Ci tengo a partire da questo presupposto: io non mi sono mai lamentato del campo pure essendo un campo secondo me non all'altezza - parte Franco - La società è stata chiara fin da quando avevamo raggiunto l'accordo a giugno avvertendomi di non lamentarmi del campo. Per 8 mesi sono stato uno dei pochi a stare in silenzio provando anche a tenere a freno anche i ragazzi. Ma domenica scorsa, quando sono arrivato al campo, ho visto una cosa indecente: un terreno con l'erba alta con anche le cicche di sigarette in campo e gli spalti pieni di bottiglie di birre a causa dei "postumi" del derby di sabato, l'arbitro durante la ricognizione pre-partita ha chiesto di ripassare le linee. In questa occasione anche i miei ragazzi mi hanno "assalito" per pregarmi di dire qualcosa alla società. Di conseguenza ho mandato un vocale alla Vicepresidente Piovano per lamentarmi delle condizioni del campo solo di quella domenica, lei mi ha risposto in maniera positiva e con disponibilità. Io ho mandato questo messaggio non per fare polemica, ma per provare a risolvere la situazione».

«Evidentemente c'è stato qualcosa dietro che non è andato giù alla Vicepresidente che dopo mi ha esonerato - ha proseguito Franco - Quello che ci tengo ribadire e che non mi va giù è che il mio lamento è riferito esclusivamente alle condizioni del campo di domenica scorsa. Ma quello che mi dà ancora più fastidio è che ha detto, sia durante il confronto diretto fra noi, sia il martedì ad allenamento ai ragazzi: “Ci ha mancato di rispetto, ci ha dato dei poveri, ci ha detto che non siamo all'altezza della Promozione”, quando sa benissimo che non è vero perché io mi riferivo solo al campo che era indecente». Franco, nonostante l'evidente fastidio per parole attribuitegli ma mai pronunciate, ribadisce come «Nonostante tutto reputo Ilaria e tutta la dirigenza delle bravissime persone a livello umano, sono anche convinto che Ilaria ci sia anche rimasta male per queste parole».

Uno shock che fa ancora più male perché inaspettato e per un motivo difficilmente comprensibile arrivato dopo i complimenti che anche Franco ricorda: «Qualche giorno fa, prima di questa discussione, eravamo ricoperti di applausi dal Presidente, dalla Vicepresidente, dal Direttore Generale, che mi aveva fatto anche i complimenti per il lavoro tecnico svolto dopo i dubbi avuto per via del mio rapporto con Nunzio. Quindi essere esonerato a 6 giornate dalla fine per delle cose non dette, mi fa pensare. Questa è una grande scorrettezza e quello che mi preme è che qualche ragazzo ceda a questo lavaggio del cervello perché è tutto falso». Tant'è vero che anche le dimissioni di Sinopoli sono collegate a questa situazione, perché il DS era presente sia durante il confronto tra Franco e Piovano che quello tra Piovano e la squadra e di conseguenza conosce in prima persona la realtà dell'accaduto ma non è riuscito a sopportare questa distorsione dei fatti da parte della Vicepresidente. 

«Questa situazione è una follia totale. Non si può parlare neanche di quella goccia che ha fatto traboccare il vaso perché il vaso era completamente vuoto, fino a una settimana fa solo elogi», afferma l’ex allenatore del Trofa.

LE PAROLE DI NUNZIO SINOPOLI

«Non sono riuscito più a trattenermi dopo quello che stava succedendo nello spogliatoio. Siamo stati accusati di fatti non veri da tutta la dirigenza: la comunicazione dell'esonero è avvenuta via telefono, il Presidente, ignaro dei fatti, non ha voluto ascoltare tutte e due le campane, ma quello che mi dà più fastidio è il trattamento che mi ha riservato davanti ai miei ragazzi dopo tutto quello che ho fatto in questi 5 anni. Non me lo merito», racconta un Sinopoli scosso.

Un uomo che si è cucito il biancorosso nel cuore e che ha rappresentato, per la bontà d'animo e la disponibilità della persona, tutto il buono che ci può essere nella Trofarello calcistica. Sempre presente ad ogni partita seduto in panchina al fianco di Franco, pronto a riempire anche le borracce per amore del Trofa e per quella passione per il calcio che l'ha reso, anni dopo anni, un rispettato e ben voluto Direttore e professionista. «Dopo anni in cui mi sono dovuto arrangiare ma sono riuscito comunque ad ottenere grandi risultati, quest'anno sono arrivato all'esasperazione. Probabilmente alla fine della stagione avrei comunque cambiato - afferma Nunzio - Ma dopo quello che ho visto in questi giorni, non potevo fare altrimenti, perché a prescindere dal fatto che Beppe è un mio amico, non si può esonerare un allenatore per una situazione del genere e con queste modalità soprattutto. Nonostante questo voglio ringraziare tutti, società e ragazzi, per quello che mi hanno dato in questi anni, mi rendo conto di essere cresciuto anche io come persona e come DS»

Sinopoli, anche lui visibilmente amareggiato, prosegue: «Tutto questo è assurdo, perché vai a intaccare un lavoro fatto con impegno e passione. Io e Franco sappiamo quante difficoltà abbiamo avuto. Quando a febbraio, con 5 gradi, al buio, in quel campo ghiacciato c'eravamo solo noi e i ragazzi. Ragazzi a cui voglio un bene immenso, che sento quotidianamente e che oggi dopo ciò hanno il morale sotto terra. Ho detto loro di non mollare e di salvare la faccia, ma non è facile». La situazione nello spogliatoio rischia di precipitare velocemente, pensando a come anche un senatore del Trofarello come Caldara con il gesto simbolico del rilascio del borsone, ha dato un segnale forte a tutto il mondo biancorosso che dovrà giocare questo finale di stagione in un clima delicato.

«Adesso ci prendiamo un periodo di tranquillità - va in conclusione Sinopoli in sintonia con Franco - Ma non nego che vogliamo già attivarci e tornare a lavoro, magari insieme. Qualche proposta sul tavolo è già arrivata, ma adesso con serenità ci prendiamo qualche giorno per decidere come tornare sui campi più competitivi che mai».

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