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L'intervista

23 gol in campionato e un sogno realizzato: «Scrivere la storia con mio fratello»

A segno anche nella sfida decisiva, il bomber individua in due pareggi di fila il momento chiave dell'anno

Personé Muggiò Promozione

Manuel e Jacopo Personé, tra i protagonisti del campionato vinto dal Muggiò

«Mi piacerebbe scrivere una pagina di storia insieme a mio fratello» affermava Manuel Personé a metà gennaio. Una settimana fa il successo in casa dell’AltaBrianza ha permesso al bomber del Muggiò di realizzare finalmente il suo sogno: portare i gialloblù in Eccellenza insieme a suo fratello Jacopo.

Che emozioni hai provato quando hai capito di avercela fatta?
«Ero molto contento perché in tanti gli hanno sconsigliato di venire qua visto che la squadra era molto forte, e invece alla fine ha ricevuto tanti messaggi con scritto che aveva avuto ragione lui. Se guardiamo la striscia positiva del girone di ritorno è quella in cui ha iniziato a giocare da titolare. È una vittoria grossa anche perché a gennaio era un po' combattuto visto che non stava trovando lo spazio che voleva, ma è rimasto ed è stato bellissimo vincere chiudendo con lui protagonista e guardando abbracciati insieme i nostri genitori in tribuna».

Tutta la gioia dei brianzoli al termine dello scontro diretto vinto in casa dell'AltaBrianza

Nel 2022 vi siete fermati solo 4 volte (3 pareggi e una sconfitta), tre delle quali nel primo mese dal ritorno in campo, poi è filato tutto liscio.
«A gennaio avevamo detto che noi stessi eravamo il nostro nemico più grande. Dopo quei due pareggi di fila con Arcellasco e Concorezzese ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che cosa volessimo fare davvero di questa stagione. Da lì abbiamo iniziato a giocare da Muggiò, vincendole tutte tranne quel pari al 93’ subito a Cinisello. Non abbiamo mai mollato perché credevamo in noi stessi e anche quando eravamo a -4 dall’AltaBrianza eravamo convinti che vincendole tutte da lì alla fine avremmo vinto il campionato perché sapevamo che anche per loro sarebbe stata dura. Siamo stati bravi a vincere a Sondrio e con la Cob, dove dopo una decina di minuti siamo usciti sia io che Cavaliere. La squadra ha risposto alla grande ed è stato un crescendo di convinzione, riuscendo a vincere anche sfide di carattere come quella di Sondrio, che ha rafforzato il gruppo e ci ha dato più consapevolezza anche quando era davvero tutto nelle nostre mani perché pure la classifica lo diceva. Quando arrivi alle ultime giornate che sei davvero sopra ti rafforza ancor di più, sei in una posizione di vantaggio anche mentale, così in casa dell’AltaBrianza ci siamo giocati la nostra partita senza dover pensare a loro perché avevamo una seconda possibilità. Siamo stati bravi ad arrivare alla fine con quei 3 punti di vantaggio, poi all’ultima gara penso si sia visto che stavamo meglio a livello mentale perché abbiamo giocato più spensierati di loro».

Durante i festeggiamenti è comparsa una maglia celebrativa con qualche malalingua, avete usato quelle voci come carburante?
«Probabilmente era una cosa che sentiva più la società, a noi non hanno toccato più di tanto più che altro perché ognuno aveva le sue personali. Io se una volta non segnavo sentivo dire «Eh quello è sceso dalla D e non segna, si è adattato alla categoria», quindi usavo più quelle cose. Su Cavalli veniva detto magari che era vecchio e non poteva più giocare, mentre il presidente ha deciso di mettere quelle che probabilmente sentiva più lui».

L'esultanza di Michele Monteverde, insieme a Manuel Personé uno degli acquisti più importanti dei muggioresi

Tra queste figurava «Lo spogliatoio scoppia!», che si sente spesso quando viene costruita una squadra con tanti giocatori di spessore.
«Quando una società vuole fare le cose per bene c’è sempre chi dice che ha già vinto a gennaio o che sarebbe saltata in aria, ma questo rischio non c’è mai stato, anzi. Quando una squadra è forte e tutti se ne accorgono è un valore aggiunto perché tutti sanno di non potersi lasciar sfuggire una tale occasione e danno qualcosa in più. Noi poi siamo uno spogliatoio particolare perché prima delle partite ridiamo e scherziamo, mettiamo la musica, forse è il nostro modo di scaricare la tensione, poi però nel riscaldamento c’è solo concentrazione».

23 gol, uno in meno di Mair dell’AltaBrianza per essere capocannoniere: unica ciliegina che manca?
«Se dicessi che non mi interessa sarei bugiardo, però non cambierei mai il gol in più per arrivare secondo con la squadra. Mi dispiace perché ne ho sbagliati tanti e non mi piace perdere neanche a bim bum bam, però penso sia stata una stagione super positiva. Sono contento perché nelle partite decisive penso di aver dato il mio contributo. Il gol in casa loro? Vale sempre uno, però ha chiuso il discorso».

E per l’anno prossimo?
«Il presidente lo vedo tutti i giorni, però lui subito ha detto di godersi almeno per una decina di giorni la vittoria e poi ci penseremo. Quando c’è una stagione così bella e ricca di emozioni vuoi continuare a festeggiare e d’impulso ognuno direbbe di restare senza ragionare. Io mi sono trovato molto bene e penso di aver fatto bene, poi nei prossimi giorni probabilmente il pres inizierà a parlare con tutti. Ci prendiamo questo tempo anche per riposare perché a livello mentale è una stagione che ha portato via tanto, quando devi restare davanti non puoi mollare un attimo. Poi è stata concentrata tutta nella seconda parte visto lo stop di gennaio, e anche affrontare l’AltaBrianza all’ultima giornata è stato un segno del destino. Al di là del risultato penso che anche per loro sia stata una bella settimana, una bella esperienza viversi una partita così con tutte quelle emozioni, poi è chiaro che chi vince la racconta in maniera diversa».

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