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Dal campionato vinto a un super quinto posto: «Ringrazio la presidenza, qui tre anni importanti»

Il direttore sportivo saluta la squadra biancorossoverde: «Con questa stagione ritengo chiuso il mio ciclo»

Pennati Olimpiagrenta Promozione

L'ex ds dell'Olimpiagrenta Roberto Pennati in primo piano, dietro tutta squadra protagonista dell'ultimo campionato

Dopo un campionato di Prima Categoria vinto, un anno di stop dovuto alla pandemia e uno straordinario in Promozione, culminato con il quinto posto in classifica, le strade di Roberto Pennati e dell'Olimpiagrenta si dividono. «Quest'anno l'obiettivo era dimostrare di poter tenere la categoria e direi che è andata molto bene. - afferma l'ormai ex ds dei lecchesi - Senza esagerare posso dire che abbiamo fatto un'impresa sportiva, soprattutto considerando le parecchie difficoltà che abbiamo riscontrato durante la stagione, come i tanti infortuni e il virus che ha colpito il gruppo squadra nel periodo dei turni infrasettimanali. Abbiamo pensato ai playoff solo all'ultimo, però non erano l'obiettivo e per me il quinto posto è come una vittoria».

Uno dei momenti chiave della stagione è stato il cambio in panchina: Sozzi stava dando buoni risultati, con Perziano avete fatto il passo in avanti che cercavate?
«Sozzi a livello di risultati non è mai stato in discussione. Due anni prima aveva vinto un campionato, ma abbiamo voluto dare una svolta a livello di gruppo. Avevamo tanti dubbi perché non è facile cambiare un allenatore che dà i risultati, però alla fine penso che sia stata una scelta giusta perché con Perziano abbiamo dato qualcosa in più, c'è stata più condivisione di idee».

C'è stato qualche giocatore che secondo te è cresciuto particolarmente in questa stagione?
«Non mi piace fare nomi perché se siamo arrivati lì è merito della coesione del gruppo. Non abbiamo avuto qualche giocatore che da solo abbia fatto la differenza, è stato un lavoro veramente di tutti. C’è stata una forte coesione tra vecchi e giovani che ha portato a questi risultati, un aspetto fondamentale soprattutto se si considerano le risorse a disposizione».

Come mai la decisione di lasciare Valgreghentino?
«Questo era il mio terzo anno qui: abbiamo vinto subito un campionato, poi c'è stato il covid e ora con questa stagione ritengo terminato il mio ciclo. Non c'è stato alcun problema a livello societario, anzi, ringrazio la famiglia Rossi, il presidente Claudio e la figlia Sara, per l'opportunità che mi hanno dato. Sono persone incredibili, che devo solo ringraziare. Sono stati anni impegnativi, che mi hanno preso tante energie, ma per me molto importanti».

Da sinistra verso destra: il presidente Claudio Rossi, il vice allenatore Sergio Riva, il magazziniere Pietro e la figlia del numero 1 di Valgreghentino Sara Rossi (in piedi), Giuseppe Perziano e la moglie insieme all'altro vice Valsecchi e all'ex ds Roberto Pennati (seduti)

Che ricordi ti porti dietro da quest'esperienza?
«Uno importante è l'impresa di quest'anno: partendo dalla Prima Categoria, vincendola quando non eravamo favoriti, abbiamo dimostrato di poter stare qui contro squadre importanti anche per bacino d'utenza, come Muggiò o Cinisello. È un ricordo che resterà».

E per il futuro invece? Quali sono i piani?
«Sto facendo dei colloqui, ma non ho ancora preso nessuna decisione. Starei bene anche fermo se non trovo un progetto che mi piace e che mi dia stimoli come quello del Grenta. Essendo sempre in giro per lavoro farei anche qualche chilometro da Barzanò, proprio perché ciò che mi interessa tanto è il progetto. Il calcio è una cosa che deve essere positiva, al di là della categoria».

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